Albareto. L’auto sfuggita all’inseguimento dei Carabinieri, buttando materiale verso la gazzella, era pesantemente truccata.

Nella settimana trascorsa, nel corso di un servizio finalizzato al contrasto dei reati “predatori”, una pattuglia dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Borgo Val di Taro, verso le ore 14.00 ha notato un’autovettura utilitaria con tre persone a bordo, che alla vista dei militari, ha fatto inversione di marcia, dandosi alla fuga.

I militari senza perdere nemmeno un secondo, hanno avvisato la Centrale Operativa e attivato sirena e lampeggianti dando vita ad un rocambolesco inseguimento durato alcuni chilometri, in cui i fuggiaschi non curanti dei passanti e dei veicoli in transito, hanno schiacciato pesantemente sull’acceleratore, senza però riuscire a scrollarsi di dosso la gazzella dei Carabinieri.

Vistisi ormai raggiunti i malfattori dopo una curva a gomito hanno rallentato, aperto il portabagagli e lanciato una scala in direzione dell’autovettura di servizio. L’autista è riuscito ad evitare il peggio compiendo una manovra a dir poco rischiosa, una di quelle che vengono insegnate durante i corsi di “guida veloce” ma che nessuno vorrebbe mai applicare in una situazione reale.

Scampato il pericolo, la manovra posta in essere unitamente alle altre pattuglie coinvolte nell’inseguimento, ha spinto i malfattori verso la zona boschiva di Albareto, dove hanno perso l’orientamento, finendo dopo vari tornanti in pieno bosco, in località Caffarasca, dove i malviventi hanno imboccato l’ennesima strada sterrata ed a causa delle diverse barriere naturali, hanno abbandonato l’auto e sono fuggiti a piedi.

L’area è stata setacciata fino a tarda notte da un massiccio dispositivo dei Carabinieri della Compagnia di Borgo Taro, fatti convergere dalla Centrale Operativa di Compagnia che hanno iniziato una battuta a piedi nella zona boschiva dove i tre sono stati visti dileguarsi mentre sulle vie di passaggio obbligato sono stati predisposti posti di blocco con il controllo di ogni veicolo in transito, mantenuti fino a notte fonda.

I rilievi svolti sull’autovettura Fiat Bravo abbandonata nel bosco, hanno permesso di accertare che è stata modificata con un aumento impressionante di “cavalli vapore o HP” e con una scocca ribassata, del tutto simile a quella delle auto da rally.

L’autovettura con apposte targhe clonate era stata dotata di una sirena bitonale e di un lampeggiante identico a quello in uso alle forze di polizia, è stata conseguentemente posta sotto sequestro ed avviate le indagini per identificare gli ignoti malfattori proseguono in maniera serrata.

 

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