BARDI 8 Marzo- CHE GENERE DI SCIENZA con Ilaria Canobbio – Associazione Il Cammino Val Ceno
Bardi Palazzo Maria Luigia con mostra delle donne scienziate nella storia umana, – 7 Marzo 2026ILARIA CANOBBIO-BIOLOGA – INTERVISTA
LA PARITA’ DI GENERE NELLA SCIENZA.
Secondo il World Economic Forum si arriverà alla parità di genere tra uomo e donna nel 2148 in Europa. Oggi a che punto siamo? Allora, noi siamo andati a guardare i dati dell’Università di Pavia e abbiamo constatato che il numero degli immatricolati negli ultimi tre anni in alcune facoltà scientifiche, ad esempio la fisica, l’ingegneria dell’informazione, in generale l’ingegneria elettronica, in alcune parti dell’economia e in parte anche in matematica, sono inferiori al 50% di studentesse femmine, nonostante il numero complessivo di studentesse sia del 55%.
Tra l’altro è stato visto che le studentesse tendenzialmente si laureano più in fretta e con dei voti migliori rispetto agli studenti maschi. A fronte di una piccola disparità che sta comunque riducendosi negli anni, man mano le studentesse aumentano sempre di più anche nei percorsi di studio scientifico, però poi si perdono man mano che aumentano i gradi di carriera. Per cui se il numero delle dottorande più o meno equivale a quello dei dottorandi, man mano che si sale nelle posizioni assegnisti di ricerca o ricercatori a tempo determinato, professore associato e professore ordinario, le percentuali cambiano completamente.
Per cui a fronte del 27% di professoresse ordinari all’Università di Pavia, corrisponde un 73% di professori ordinari, questo in tutte le discipline. Quindi c’è ancora una forbice abbastanza ampia che dobbiamo cercare di ridurre, ma ridurre per il bene della ricerca e dell’innovazione della cultura, perché è stato dimostrato che i team misti di lavoro e di studio di ricerca, uomini e donne, producono di più e meglio rispetto ai team monogenere. Le donne sono più rappresentate nella biologia, nella medicina e nella chimica, raggiungono quasi il 50% e anche nella matematica c’è una buona percentuale di donne, non è il 50% però è comunque intorno al 40%, mentre appunto sono molto meno espresse nella fisica e nell’ingegneria e nell’informatica.
La motivazione per cui vanno, studiano e diventano scienziate, quella rispetto a loro è sempre la scoperta, la conoscenza o ci sono anche altre motivazioni? No, assolutamente credo che un individuo che sceglie di studiare scienze lo sceglie per la curiosità, per l’amore, per quella materia. Ovviamente appunto gli interessi sono diversi, per cui ci saranno donne che preferiranno la fisica, uomini che preferiscono la fisica e così in tutte le materie. Credo che sia la curiosità la cosa che spinge di più a studiare e peraltro studiare è veramente il lavoro più bello del mondo, perché ti permette di continuare a approfondire, continuare a farsi domande, continuare a cercare di comprendere la complessità del mondo che non si può ridurre, non si può semplificare, semplificare è una riduzione che ci porta a sbagliare, mentre approfondire, studiare è bello“.
GROPPI CESARE
