Pace, Marmo e Servizio: Mezzo Secolo di Impegno Civile di Pierangelo Panozzo

0
PACE TEMPO

Pace, Marmo e Servizio: Mezzo Secolo di Impegno Civile

di Pierangelo Panozzo

Esistono legami che affondano le radici nella materia stessa di una città: la sua pietra e la sua memoria. Il rapporto tra il Rotary Club Roma Sud e l’Ara Pacis appartiene a questa rara categoria. Non è solo la storia di un’istituzione che adotta un monumento, ma quella di una comunità che ha scelto di custodire un simbolo dell’intera civiltà occidentale per interrogarlo alla luce delle sfide del presente.

L’Ara Pacis Augustae, eretta tra il 13 e il 9 a.C., cristallizzò un’idea politica potente: la pace non come semplice assenza di guerra, ma come condizione attiva, costruita e meritata. Con questa consapevolezza, nell’anno rotariano 1969-1970, il Rotary Club Roma Sud — guidato dall’intuizione dell’urbanista Virgilio Testa — promosse il restauro del monumento e della sua teca. Un gesto che sancì un principio cardine: il servizio alla comunità è inseparabile dalla tutela della bellezza e della storia.

Da quella stagione nacque il Premio Nazionale dell’Ara Pacis, oggi tra i riconoscimenti più autorevoli del panorama rotariano. Il Premio non celebra il successo individuale, ma il contributo corale ai valori della vita civile. L’albo d’oro attraversa la storia del Novecento e del nuovo millennio: da Giovanni Paolo II a Giovanni Spadolini, dalle agenzie UNICEF e UNESCO a pionieri della scienza come Raffaello Cortesini.

L’edizione 2025 premia Marco Cavalcante, alto funzionario del World Food Programme (WFP). Il WFP, Nobel per la Pace 2020, opera in settanta paesi per nutrire oltre cento milioni di persone vulnerabili. La scelta di Cavalcante non è solo simbolica: il filo che unisce Augusto al WFP è l’intuizione che una pace senza giustizia alimentare sia una pace fragile. Premiare chi combatte la fame significa ribadire che l’Ara Pacis non è un reperto statico, ma una domanda aperta: di quale pace parliamo se non garantiamo la dignità del pane?

In un’epoca segnata da conflitti e crisi globali, il Rotary Club Roma Sud dimostra che il “servizio” è la risposta più lucida alla complessità. Questo patto di lungo periodo con il patrimonio pubblico è un modello di civismo raro. L’altare augusteo continua a dirci la verità dopo duemila anni: la pace si costruisce con istituzioni solide e persone disposte a lavorare per ciò che le trascende. Un impegno che il Club rinnova ogni anno, davanti a Roma e al mondo.

Pierangelo Panozzo

Lascia un commento