SAIE, sessanta edizioni: Bologna ha rimesso il cantiere al centro
La domanda che attraversa questa edizione di SAIE non riguarda cosa si può costruire, ma cosa arriva davvero in cantiere. Dal 7 al 10 ottobre BolognaFiere ha ospitato la 60ª edizione della Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, e la sfida è trasformare le tecnologie esposte in pratica quotidiana di chi progetta, costruisce e gestisce.
di Pierangelo Panozzo
Il primo SAIE si aprì a Bologna nel 1965, nell’Italia dell’edilizia in grande espansione. Per decenni la fiera è stata vetrina e termometro del comparto. Dal 2018 è organizzata da Senaf, con un’alternanza tra Bologna e Bari che ha allargato la platea. Quest’anno i numeri indicano 567 aziende, 235 convegni formativi e 22 iniziative speciali.
La novità più rilevante è di metodo. Le Arene SAIE Lab | Live portano in fiera ciò che durante l’anno è maturato nei SAIE Lab | On Tour, gli appuntamenti sul territorio dedicati a edifici, infrastrutture e territorio. Casi reali ed esperienze concrete prendono il posto della sola esposizione di prodotto, con un confronto tecnico diretto tra chi progetta e chi costruisce.
Le sei aree tematiche dicono molto delle priorità del Paese: digitale e intelligenza artificiale, comfort e finiture, infrastrutture, pavimentazioni, politiche per la casa e la città, prevenzione sismica e ricostruzione. Rigenerare il patrimonio esistente, metterlo in sicurezza, gestirlo con strumenti nuovi. A questo si affiancano i quattro settori espositivi e un percorso, “Persone al Centro”, che merita attenzione: ricorda che nessuna innovazione regge senza competenze, formazione e qualità del lavoro in cantiere.
Sullo sfondo c’è un mercato che guarda oltre il PNRR. La conferenza di presentazione, a marzo, portava proprio questo titolo, indicando nel partenariato pubblico-privato una possibile nuova leva di sviluppo. Tra revisione degli incentivi, transizione energetica e digitalizzazione dei processi, la filiera è chiamata a ripensare modelli e investimenti. In un Paese con un patrimonio edilizio vasto e spesso fragile, la partita non è solo costruire il nuovo, ma riqualificare e rendere sicuro ciò che esiste.
A oltre sessant’anni dalla nascita, la domanda di fondo è rimasta quella delle origini: come si costruisce meglio? Oggi la risposta passa dall’intelligenza artificiale e dal BIM, dai materiali sostenibili, dalla prevenzione sismica e dalle politiche per la casa e per la città. Il valore di questa edizione si misurerà sulla capacità di trasformare convegni e dimostrazioni in lavoro di cantiere.
L’accesso è gratuito per gli operatori del settore, previa registrazione online.
Pierangelo Panozzo

Leave a Reply
Devi essere connesso per inviare un commento.