Fornovo Taro i 100 anni di Pio Curti dalle SAP ai Carabinieri poi alla SPI – Società Petrolifera Italiana
Fornovo Taro, 11-4-2026 Sala Consigliare del Municipio
Sono stati giorni di festa per i 100 anni di Pio Curti a Fornovo Taro, (nato il 9 Aprile del 1926 a Neviano degli Arduini). Nel giorno del suo compleanno, “le riconoscenze”, con l’arrivo nella sua abitazione di una delegazione dell’Arma dei Carabinieri per gli anni svolti nella benemerita. Due giorni dopo in Comune con l’Amministrazione Comunale, parenti, amici, e la consegna di un attestato di fedeltà da parte dell’UNMS (Unione Nazionale Mutilati per Servizio). Durante la Guerra “Pio” sale sulle montagne di Monchio con le SAP squadra d’Azione patriottica – ma ben presto entra nei Carabinieri – e infine arriva alla SPI di Fornovo E il segreto per arrivare arzilli a 100 anni
PIO CURTI INTERVISTA
“Sono nato il 9 di aprile del 1926. Io non ho avuto nessun problema
Sono stato nelle SAP (Squadre di Azione patriottiche sui monti in località Monchio.
Di famiglia numerosa sono partito, perché la coperta era molto stretta. Eravamo in duemila che ci siamo presentati per essere reclutati.
Nel 1944 ho fatto la fila, ne hanno preso 500 e tra questi c’ero io, per andare nei carabinieri. Ci sono stato per 9 anni. Sono stato in prevalenza a Cagliari. Mi sono trovato bene perché per me qualsiasi cosa andava bene.
Sono mutilato per servizio (ndr UNMS-Unione Nazionale Mutilati per Servizio) Siccome sono stato sottoposto, come altri, alla repressione del banditismo in Sardegna. Era il paese in cui esisteva il brigantaggio in Sardegna e in Sicilia. A me mi era toccata la parte della della Sardegna. Qui sono stato sottoposto a servizi disegnati, come il vettovagliamento. La gioventù come ausiliario l’ho fatta a Gaeta, e qui facevo il servizio a Kappler (ndr condannato all’ergastolo per l’eccidio delle fosse Ardeatine). Lui era sotto, sotto un piano. Che girava. E io sopra a farci la guardia. Che non scappasse, che non andasse via.
Poi sono arrivata Fornovo nel 1962 ho lavorato 23 anni nella Petrolifera (ndr SPI). la mia mansione era telefonista, perché all’epoca c’era il telefono, in portineria. Alla SPI c’erano due telefoni. Uno in alto, a direzione, e uno in basso, nella raffineria. E io facevo il telefonista.
Per arrivare a 100 anni bisogna prendere la vita come viene. Per non arrabbiarsi mai per nessuna cosa. Cercare sempre che le cose cambino in meglio.
GROPPI CESARE
