FORNOVO presentazione del libro “ALZATI E CAMMINA” del medico geriatra GIOVANNI GELMINI – INTERVISTA

0
GELMINI ALZATI E CAMMINA

Fornovo Taro 26-2-2026 –  Sala Consigliare del Municipio.

Invecchiare in salute è un gesto d’amore verso se stessi e gli altri. Il manualetto “ALZATI E CAMMINA” ne da utili consigli Tre cose fondamentali…. Tre cose da non fare assolutamente…Gli ostacoli della povertà, e della solitudine…

GIOVANNI GELMINI GERIATRA LIBROO ALZATI E CAMMINA – INTERVISTA

Mi hanno spinto a scrivere questo libro due motivazioni. La prima è il fatto che sicuramente l’attività fisica, di tipo aerobico o anaerobico, o anche l’attività fisica per rafforzare l’equilibrio della persona, sono fondamentali nel percorso verso il buon invecchiamento, verso il cosiddetto invecchiamento di successo. Quindi camminare, fare anche un po’ di attività fisica particolare con i pesi, cose di questo genere, oppure anche, non so, alcune attività tipo pilates, tipo yoga, tipo tai chi, il ballo stesso, sono sicuramente fondamentali in questa logica.

Dall’altra parte mi ha spinto a scrivere questo libro il fatto che vedo troppi anziani che rimangono seduti, diciamo così, in poltrona, o troppi anziani che, soprattutto nei confronti di determinate situazioni patologiche croniche o acute, vengono addirittura lasciati a letto. E questo è un aspetto estremamente importante, perché uno dei peggiori nemici dell’anziano è il letto. E anche in determinate situazioni, anche forse dopo di patologie acute, l’anziano va sicuramente alzato, almeno seduto in poltrona, almeno aiutato a svolgere le attività semplici sue quotidiane.

E quindi, sulle logiche di questi due aspetti, mi è venuto voglia di scrivere questo libro che si chiama appunto Alzati e cammina. Allora, tre motivi che bisogna fare per arrivare all’anziano? Primo, effettuare tutte le attività di prevenzione possibili e immaginabili. Secondo, mangiare correttamente, avere uno stile alimentare che valorizza soprattutto i cibi semplici, frutta, verdura e una corretta idratazione.

Mangiare di tutto un po’, perché se tu hai una dieta varia, riesci a introdurre nell’organismo tutte quelle sostanze che sono necessarie in tracce. Parlo di alcune sali minerali, di alcune vitamine, di alcuni oligo elementi, che tuttavia non possono essere accumulate nell’organismo. Quindi una dieta varia ti dà la certezza che introduci tutto quello che serve.

Dall’altra parte, attività fisica, camminare. I famosi 150 minuti a settimana di cammino ad una velocità di 3-5 km all’ora, come prevede e predica l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono fondamentali. Ma non significa questo.

Questa è la soglia più studiata, ma non significa che sia la soglia certa. L’importante è fare qualcosa, l’importante è fare un po’ l’attività fisica. Una volta si parlava di 10.000 passi, poi si è passati a 7.000 passi.

Oggi giorno le ultime ricerche ci dicono che anche 4.000 passi al giorno possono essere sicuramente portatori di una riduzione della mortalità, che va addirittura fino al 40%. Le tre cose da non fare? Sicuramente fumare, sicuramente astenersi dagli bagioni alcoliche e da sostanze voluttuarie che sicuramente non hanno niente di nutritivo e terzo, mettersi seduto a fare un’attività fisica o addirittura, oltre all’attività fisica, anche il cosiddetto pensionamento mentale, cioè non mantenere la testa attiva. Questa è una cosa che assolutamente non va fatta, perché mantenere la testa attiva è importantissimo anch’esso per indirizzare verso il buon invecchiamento.

Testa e corpo vanno di pari passo e entrambi devono essere sostenuti e entrambi devono essere valorizzati. Poiché ci sono due fattori che lei ha identificato, che sono la povertà e l’assolutismo. Questi sono sicuramente fattori che contrastano la possibilità di un buon invecchiamento.

La solitudine è oramai ritenuta, non dico o potrei anche dire quasi una piaga sociale, ma sicuramente è ritenuta un fattore di fragilità e un fattore predittivo di malattie importanti. Si parla di depressione, si parla anche di malattie fisiche e quindi sicuramente questi sono due aspetti che vanno contrastati. Ad esempio per contrastare la solitudine ci sono alcuni piccoli accorgimenti che non sono così impegnativi anche dal punto di vista organizzativo da parte dell’amministrazione.

Ad esempio penso ai percorsi cosiddetti di vicinato. Tu sai che un vicino si fa carico del vedere se ogni giorno una finestra di anziano che abita in una casa di fronte si apre, o addirittura direi nei condomini sarebbe importantissimo bussare alla porta di un anziano, suonare. Il fatto di sentire che addirittura nei condomini di città viene scoperto un anziano che è morto dopo una settimana perché magari si sente l’odore, queste sono cose che veramente fanno male al cuore.

A me come geriatra di priorità mi fanno molto male perché basterebbe poco, forse un po’ più di coscienza, un po’ più anche di logica organizzativa. Sono stato direttore delle cure primarie del distretto Valli Taro Cceno e adesso sono direttore del distretto Langhirano, cioè sud-est, però del distretto sud-est che è quello di Langhirano, però soprattutto io sono geriatra”.

GROPPI CESARE

Lascia un commento