VALMOZZOLA “Dalla Voce Degli Anziani” Un Fumetto in Dialetto – Intervista a Giorgia Degliespositi
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GIORGIA DEGLIESPOSITI – Pievesestina di Cesena.
“Sono un’illustratrice, ma non sono solo illustratrice, perché è un termine che prende un po’ tutto quello che faccio, perché io ho studiato alla scuola del fumetto di Milano dopo aver fatto il liceo artistico e mi sono diplomata in realtà in concept art, che significa preproduzione per animazione e videogiochi. Ho anche lavorato nell’illustrazione editoriale, nei giochi da tavolo, nella realizzazione di design per dei giochi di ruolo e anche faccio da poco modellazione 3D.
Sì, quello che c’è da fare di grafico e che racconta una storia in modo visivo lo faccio, quasi sempre.
Nel progetto DALLA VOCE DEGLI ANZIANI mi sono occupata della copertina del libro, del fumetto e ho anche suggerito delle idee per le copertine del libro e poi ho fatto la scatola dei giochi di carta e le grafiche sia del retro che del fronte delle carte da gioco per i bambini delle scuole.
TI SEI SERVITA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Assolutamente no, assolutamente no, in alcun modo. È tutto frutto del mio sacco.
Mi hanno mandato il materiale dei personaggi, quindi delle persone che esistevano e io le ho riprodotte nel fumetto, perché fare l’illustrazione… Sì, fare, riprodurre, se c’è il mio lavoro consiste in quello, perché c’è una certa dose di interpretazione che bisogna dare, ma se poi devono somigliare delle persone reali, devono somigliare delle persone reali.
È la cosa che ho sempre fatto, da quando ero alle elementari, alle medie, ho scelto il liceo artistico, ho sempre partecipato a questo tipo di lavoro qua e penso che sia… cioè, sono stata sempre molto direzionata verso questa direzione, perché io, oltre che artista, mi definisco professionista del disegno, perché mi piace creare in tutti i modi, ma soprattutto in modo visivo, quindi raccontare delle storie. Sì, adesso sto collaborando con una realtà di Cesena per un libro fantasy che sarà anche collegato a un gioco di ruolo, tipo Dungeons & Dragons, e in più sto collaborando con il mio professore dell’Accademia di Bologna per creare un corto animato utilizzando il mock-up di Unreal Engine, che è una cosa complessa, È un po’ complicato, però… animazione, sto facendo quello.
L’intelligenza artificiale pone tantissimi problemi, potrebbe essere un vantaggio se usata in determinati modi, ma a livello fondamentale utilizza senza permesso l’operato di migliaia, se non milioni di lavoratori nel campo dell’arte, senza che questi abbiano ricevuto alcun compenso, e tuttora non lo ricevono. In più, non è veramente… a prescindere da quello che vi dicono, non è davvero in grado di creare qualcosa di nuovo, ma solamente rielaborare ciò che esiste già, che, ripeto, è fatto da delle persone reali a cui non è stato dato alcun compenso. In più, a livello ambientale, è estremamente impattante molto più di quello che pensiate, e soprattutto pone un grande problema nella gestione dei dati.
Quindi, a tutto tondo, io dico no all’intelligenza artificiale, semmai in questo campo, nel nostro campo, perché usata bene può creare degli enormi vantaggi, ma nel mio campo, oltre che ad automatizzare dei processi più noiosi, non può sostituire la creatività umana, perché creare è ciò che l’uomo ha fatto come prima cosa, in assoluto, e per me le macchine devono fare i lavori che noi non vogliamo fare, non quello che vogliamo fare, quindi io preferirei che una macchina facesse i pacchi e stesse in fabbrica, e noi fossimo liberi di creare, non che la macchina crea e noi lavoriamo in fabbrica. Questo è quello che vorrei che passasse come messaggio”:
