di Kyra Skotis:
OMBRA l’altra faccia della luce di Kyra Skotos. OMBRA L’altra faccia della Luce Abbiamo sempre definito fotografia “scrivere con la luce” e questo è indubbiamente è vero: è la luce che impressione il sensore. Ma se la luce scrive, l’ombra disegna.
E’ l’ombra che dà forma, plasticità e concretezza alla luce, che la rende immagine: senza l’ombra avremmo solo un foglio bianco.
L’ombra inoltre caratterizza la fotografia: drammatica, contrastata, spigolosa, forte oppure dolce, tenue, morbida, rotonda, sfumata, delicata. Quando moduliamo l’ingresso della luce stiamo in realtà potenziando l’ombra. La luce trova nell’ombra il suo necessario contrappunto ed esaltazione.
Tuttavia senza la luce nulla impressionerebbe il sensore e avremmo solo un foglio nero. Nel Taoismo Yin e Yang sono in lato oscuro ed il lato luminoso della collina.
La fotografia è l’arte dove la luce incontra il buio e insieme creano l’opera: non antagoniste ma complementari.
Se Lao-Tsu vivesse ai giorni nostri troverebbe la fotografia la più taoista delle arti: la rappresentazione tangibile di come luce ed ombra siano indispensabili uno all’altra.
Gli scatti di questo progetto sono stati presi nel giro di poche ore, una mattina d’estate, in un bosco di Provenza.
La luce è sempre la medesima, le ombre sempre diverse. Immagini tutte simili, bidimensionali, ricche di suggestioni e fantasia, come nel teatro delle ombre cinesi. Volutamente sono stati mantenuti pochi richiami realistici, per non guidare la visione: non è un albero, non è un cespuglio, non sono foglie; sono ombre.
Guardare le ombre è come guardare le nuvole: ognuno vede quel che sente, ciascuno può guardare dentro se stesso e trovare una sua propria narrazione. E “Ombra” si presta a molteplici riflessioni “mettere in ombra” “tenere all’oscuro” “l’epoca buia” Contrapposto a “mettere in luce” ”far chiarezza” “l’epoca dei lumi” Tutti modi di dire che vogliono togliere pregio e valore all’ombra, a ciò che è celato al nostro sguardo, alla vista, cioè al nostro principale senso e mezzo di conoscenza, da sempre legato a doppia via (ma è solo consuetudine) con la nostra mente, razionalità e pensiero. “Chiudo gli occhi così non lo vedo” cantava Lupo de Lupis.
Ma esiste lo stesso. E “La coscienza si ribella” si rispondeva da solo. Un cartone animato, ma quanto profondo? Chiudiamo gli occhi, neghiamo lo sguardo, chiudiamo le saracinesche di fronte a ciò che disturba, o che ci è scomodo, vedere, cioè conoscere (che equivale a portare fuori dalla zona d’ombra) perchè poi la responsabilità ce la dobbiamo assumere.
Ma “Ombra” è tutto quello che esiste ineluttabilmente, anche se non vogliamo vederlo. O che ci illudiamo non esista solo perchè non è ben “in vista” (ce lo ricordiamo il veggente cieco Tiresia nel confronto con Edipo?). E la responsabilità di una “non azione” è tanto forte come quella di un’azione. Più che altro perchè la “non azione” non esiste e non è possibile, così come non si può non scegliere. “Ombra” è la mappa del mondo dell’altro, del “diverso” che è tale solo perchè non conosciamo le sue ragioni.
“Ombra” è il nostro io vero, il nostra “darma”che ci spaventa perchè ci chiama a scelte non convenzionali o non condivise. “Ombra” è tutto ciò che è fuori dalla confort zone che la società ci impone “Ombra” è l’ignoto, il mistero, è quello che ci fa alzare ogni mattina: se ci fosse tutto chiaro limpido e cristallino, senza un problema od una quesito da risolvere, senza preoccupazioni…ma davvero avremmo voglia di vivere questa giornata? questa giornata priva di incognite? O ci annoieremmo a morte? se sapessimo già tutto quello che ci accadrà, siamo così sicuri che avremmo voglia di viverla questa vita, in cui tutto già noto? Senza sorprese, senza aspettative? Il bisogno di varietà è uno di bisogni fondamentali della nostra vita e la varietà, si sa, è incognito, ombra.
Come ci narra mirabilmente Morpheus in “Matrix”, nel mondo virtuale creato dalle macchine, quando tutto era felice lineare tranquillo “morivano tutti” Nell’ombra la vista, il nostro mezzo di conoscenza principe non funziona. Ma ci ricordiamo che abbiamo ben altri sensi? E che possiamo allenarli? Nell’ombra si entra con strumenti nuovi e diversi. Non con la mente, non con il cervello, non con la razionalità. Con la sensibilità non inquinata degli occhi di un bambino Guardiamo in silenzio Immergiamoci Facciamo questo viaggio alla ricerca di noi stessi
Kyra Skotos
