I territori Appenninici del Parmense uniti, dall’Enza al Lecca, nel progetto di pronto intervento sociale

Il servizio, attivato in 29 comuni parmensi, permette di dare risposte immediate 24 ore su 24 alle vittime di violenza, minori in pericolo, anziani o disabili in difficoltà

Si chiama “Pronto intervento sociale” (PR.IN.S.) e funziona un po’ come un Pronto soccorso: dal “triage” per stabilire il livello di gravità della situazione a tutte le “terapie” necessarie. Ma al posto delle cure sanitarie si “somministrano” cure sociali immediate, come garantire un porto sicuro alle vittime di violenza o ai minori in pericolo, oppure un aiuto agli anziani, ai disabili e, più in generale, a chiunque dovesse trovarsi improvvisamente in difficoltà. Il tutto attraverso operatori altamente specializzati, 365 giorni all’anno, Pasqua e Natale compresi.

Il nuovo, importante servizio, è stato attivato lo scorso primo settembre nei 29 comuni parmensi dei distretti Sud Est e Valli Taro – Ceno dove vivono oltre 120mila persone, e rappresenta il frutto di una virtuosa sinergia tra Pedemontana sociale l’Azienda eroga i servizi alla Persona dell’Unione Pedemontana Parmense che ricopre il ruolo di committente –, Unione Montana Appennino Parma Est, ASP “Rossi Sidoli” e Unione Montana Valli Taro e Ceno.

Scendendo nel dettaglio, il PR.IN.S. assicura una reperibilità telefonica in caso di emergenze e urgenze sociali che possono colpire improvvisamente i cittadini provocando bisogni non differibili ai quali occorre dare una risposta immediata ed efficace. La reperibilità è attiva dal lunedì al venerdì, dalle ore 20 alle 7 del giorno successivo, nei weekend e nei giorni festivi, vale a dire negli orari in cui non sono operativi i servizi sociali territoriali. Gli interventi possono essere richiesti esclusivamente dalle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale), dai presidi sanitari come ospedali, 118, Sert e Centro Salute Mentale, ma anche dagli amministratori dei territori nei quali si verifica l’emergenza o urgenza, come sindaci e assessori.

Il protocollo di funzionamento del PR.IN.S. è articolato in diverse fasi: la prima è quella della presa in carico della richiesta di intervento da parte della “Centrale operativa”, gestita da personale qualificato della Cooperativa sociale Auroradomus che si avvale di una rete di risorse del terzo settore che operano sul territorio. La seconda prevede l’analisi della situazione e il conseguente “triage” per stabilire il livello di gravità e l’attivazione del percorso necessario per la soluzione del problema, che può prevedere l’attivazione di altri servizi, come ad esempio quelli che si occupano di accogliere in strutture protette le madri con bambini, o un intervento in presenza da parte di un operatore. La terza fase riguarda l’attivazione della rete dei servizi per la messa in sicurezza della persona e la quarta la “chiusura” dell’intervento, con il passaggio del caso ai servizi sociali.

I dettagli del funzionamento del PR.IN.S. sono stati illustrati nel corso della presentazione del nuovo servizio, che si è svolta nella mattinata di lunedì 2 ottobre nella Sala consiglio della Corte Agresti a Traversetolo, alla presenza di tutti gli attori coinvolti: dagli amministratori e rappresentanti degli enti pubblici e del terzo settore a quelli dei presidi sanitari e delle forze dell’ordine.

«Un progetto molto importante – ha sottolineato il presidente di Azienda Pedemontana Sociale e sindaco di Traversetolo Simone dall’Orto -. Noi amministratori, insieme ai nostri servizi, abbiamo sempre avuto una grande attenzione al monitoraggio e al sostegno delle persone fragili, considerando gli anziani non come un problema, ma come un valore aggiunto per le nostre comunità. E questo è un bel passo in più, reso possibile da fondi ministeriali».

La presidente della Comunità Montana Appennino Parma Est e sindaco di Lesignano de’ Bagni, Sabrina Alberini, ha spiegato come le emergenze sociali siano diventate «quasi quotidiane». «Situazioni che noi sindaci conosciamo bene e alle quali cerchiamo di dare risposte – ha aggiunto –. Poter dare un servizio 24 ore su 24 significa dare una maggiore sicurezza al cittadino. Penso che quello che presentiamo oggi sia un grandissimo obiettivo raggiunto».

«Il PR.IN.S. è un progetto che ci vede orgogliosi, il primo di collaborazione tra i due distretti con finalità e strumenti condivisi per sostenere il diritto delle persone a trovare una risposta al loro bisogni», ha osservato Stefania Nebbi, assessore al welfare del Comune di Medesano e delegata alle politiche sociali del Comitato di Distretto Valli Taro e Ceno.

Giordano Bricoli, presidente del Comitato di distretto Sud Est e sindaco di Langhirano, ha evidenziato come il servizio garantisca «una tempestività di intervento con una risposta organizzata, supportando le forze dell’ordine e i servizi sanitari. È una conquista importante per il nostro distretto e mi auguro che sia il primo passo per arrivare ad unarete provinciale».

Il direttore generale di Azienda Pedemontana sociale, Adriano Temporini, ha illustrato il funzionamento del PR.IN.S., frutto «di un viaggio iniziato un anno fa. Crediamo che questo sia un primo passo, strutturato e importante, ma la logica non può che essere una sola: un Pronto intervento sociale coordinato a livello provinciale».

Il nuovo servizio «rappresenta per Auroradomus l’assunzione di una nuova responsabilità», ha detto Antonio Pignalosa, responsabile dei Settori disabili e minori

della cooperativa. «Il PR.IN.S. vede impegnata un’equipe di 14 operatori – ha precisato -. Insieme alle cooperative PrivatAssistenza, Lasse e Connessioni, abbiamo costruito una rete in grado di dare risposte alle emergenze attivando le risorse del territorio».

Alla presentazione sono intervenuti anche Giovanni Gelmini, direttore del Distretto Sud Est dell’Ausl e il comandante della Stazione dei Carabinieri di Traversetolo Roberto Merella, che hanno espresso il loro plauso al neonato servizio, ribadendo ancora una volta l’importanza di “fare rete”.

I numeri del Pronto Intervento Sociale

Il PR.IN.S. è attivo in 29 comuni per un totale di 120.748 mila abitanti: Calestano, Collecchio, Corniglio, Felino, Langhirano, Lesignano de’ Bagni, Monchio delle Corti, Montechiarugolo, Neviano degli Arduini, Palanzano, Sala Baganza, Tizzano Val Parma, Traversetolo, Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto, Bore, Borgo Val di Taro, Compiano, Fornovo di Taro, Medesano, Pellegrino Parmense, Solignano, Terenzo, Tornolo, Valmozzola, Varano de Melegari e Varsi.

Il costo del servizio è pari a 10mila euro mensili, di cui la metà viene è coperto dall’ASP “Rossi Sidoli”, mentre il restante 50 per cento è suddiviso equamente tra Azienda Pedemontana sociale e Unione Montana Appennino Parma Est.

 

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