Troppe cose dette sul Consorzio delle Comunalie Parmense non sono vere. Il CONSORZIO COMUNALIE PARMENSI vuole fare: UN PO’ DI CHIAREZZA

Il Consorzio Comunalie Parmensi, come ormai noto, ha ricevuto una sentenza di liquidazione giudiziale. Senza entrare nel merito della motivazione scatenante che ha fatto scattare questa sentenza, riteniamo necessario chiarire alcuni aspetti della vicenda in quanto, in questi giorni, sono circolate tante notizie, sui giornali, sulle tv locali e attraverso post sui social, assolutamente infondate.

In premessa due parole sul Consorzio, Ente privato che raggruppa quasi tutte le Comunalie della valtaro e valceno, Comunalie che, è bene precisare, hanno una propria assoluta autonomia commerciale, fiscale e gestionale; e, pertanto, le Comunalie non sono fallite, come qualche giornalista ha dichiarato.

Il ruolo del Consorzio nei suoi 70 anni di attività pensiamo sia sotto gli occhi di tutti.

Oltre il 40% delle proprietà delle Comunalie è stato sottoposto a miglioramento, con avviamenti di cedui all’alto fusto, rimboschimenti di conifere, diradamenti di fustaie, strade forestali, sentieristica, acquedotti rurali e tanto altro.

Basti pensare alle spettacolari fustaie del Molinatico e di Boschetto, alla sentieristica attrezzata dei crinali, al fatto che ogni Comunalia abbia una propria strada che dalla frazione conduce ai boschi.

La valorizzazione delle Comunalie ha interessato anche i prodotti non legnosi, il fungo prima di tutto, con due momenti fondamentali; l’istituzione delle riserve per la raccolta dei funghi nel 1964, primo caso in Italia, dalla quale sono nate tutte le leggi nazionali e regionali sulla regolamentazione degli accessi, e l’ottenimento della IGP Fungo di Borgotaro, unico prodotto fungino tutelato in tutta Europa, che da trent’anni rappresenta il volano economico di tutta la vallata.

Il Consorzio ha sempre realizzato queste attività per il bene degli associati e della collettività e non ha mai chiesto alcunchè a nessun ente pubblico o privato.

Provate ad immaginarvi lo sforzo economico e di tempo per ottenere la IGP, cosa che nessun’altro è riuscito ad ottenere, e la gestione trentennale del Consorzio del Fungo.

Vero che nessuno è profeta in patria, ma il territorio delle Comunalie è riconosciuto ovunque come un esempio virtuoso, dove selvicoltura, ambiente e turismo si integrano perfettamente.

Questo ha fatto sì che il Consorzio venisse scelto come partner per un importantissimo progetto europeo (LIFE CO2 PEF&PES) col quale si sono gettate le basi per il riconoscimento dei crediti di carbonio derivati dalla gestione forestale sostenibile delle foreste.

Il Consorzio, evidentemente senza troppi clamori, ha studiato e testato lo standard PEFC sui crediti ed è stato il primo in Italia a generarli e venderli, in primis a Leroy Merlin e a Dallara automobili; solo grazie al suo operato stanno iniziando in tutta Italia a fare progetti analoghi.

 

Purtroppo il calo vertiginoso dei bandi pubblici di Regione e Unione Europea ha fatto sì che il Consorzio non avesse più la possibilità di realizzare la progettazione per le Comunalie associate o per la ex Comunità Montana, e questo ha determinato un insostenibile calo di introiti.

Dovendo onorare l’anticipazione con la banca e dovendo essere in regola con gli oneri fiscali, il Consorzio, d’accordo coi dipendenti, ha ridotto gli orari di ufficio a part-time e ha provveduto a pagare gli stipendi in modo saltuario; e proprio i dipendenti risultano essere i maggiori creditori del Consorzio.

Questa strategia era stata concordata perché comunque si intravedevano buone possibilità di ritorno alla normalità, grazie soprattutto ai progetti sui crediti di carbonio, dei quali le Comunalie sono leader in Italia.

L’atto del Tribunale a carico di un ente privato ma che coordina l’operato di enti, le Comunalie, anch’esse private ma con evidenti funzioni pubbliche, ha scatenato le più disparate notizie e allusioni da parte di personaggi che si sono ben guardati dal documentarsi presso amministratori o tecnici del Consorzio.

Giusto per fare chiarezza, i proventi dei tesserini dei funghi vanno alle Comunalie e non al Consorzio; i biglietti vengono distribuiti dall’Unione dei Comuni direttamente alle Comunalie, senza passare dal Consorzio; qualunque attività commerciale delle Comunalie, come la vendita dei lotti boschivi, genera introiti incassati dalle Comunalie, non dal Consorzio; persino per il progetto Parco Eolico del Molinatico, eventuali affitti vengono ovviamente incassati dalle Comunalie, non certo dal Consorzio, come qualcuno ha alluso. Eppure le notizie incautamente, per non usare altri avverbi, fatte girare sono che il Consorzio incassa i soldi dei biglietti e ogni provento dalle attività delle Comunalie e che è colpa del Consorzio se i biglietti non sono ancora stati consegnati.

Si ribadisce che il Consorzio è in liquidazione, ma le Comunalie intendono tutte insieme, anche attraverso la costituzione di un nuovo ente, continuare il percorso fatto in questi decenni, riconoscendo l’importanza di una gestione tecnica che ha valorizzato infinitamente e che dovrà valorizzare ulteriormente in futuro queste proprietà, a cominciare dalla nuova frontiera dei crediti di carbonio PEFC, il giusto riconoscimento per le proprietà forestali gestite in modo sostenibile.

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