Sventati tentativi di truffe a tre anziani tra Soragna e Pellegrino

I Carabinieri di Soragna denunciano un 23enne ed un 36enne residenti in provincia di Napoli per tentata truffa aggravata, in quanto si fingevano appartenenti alle forze dell’ordine ed avvocati. Gli ultimi episodi relativi a questi subdoli tentativi di raggiro si sono registrati in particolare nei comuni di Soragna e San Pellegrino Parmense.

Le ignare vittime sono state contattate da un telefonista che riferiva di arresti, denunce o di incidenti stradali avvenuti a danno di loro parenti, richiedendo del denaro per evitare ulteriori o più gravi conseguenze; questi soldi sarebbero stati ritirati da dei collaboratori. La truffa a tre anziani, tra Soragna e San Pellegrino Parmense, non è riuscita sia per la loro scaltrezza – infatti la figlia di una delle potenziali vittime ha immediatamente denunciato il fatto – sia per l’intervento della pattuglia.

Durante la perlustrazione si è riusciti ad anticipare la commissione dell’ultima truffa, fermando i due a bordo dell’autovettura segnalata in sede di denuncia, mentre raggiungevano il luogo dell’appuntamento per ritirare il denaro. Condotti in caserma, dal controllo dei cellullari è stato verificato che ricevevano   indicazioni dallo stesso numero fisso da cui il complice contattava le potenziali vittime fingendosi, all’occorrenza, appartenente alle Forze dell’Ordine o avvocato.  

Il Comando Provinciale carabinieri di Parma invita la cittadinanza a prestare la massima attenzione, in particolare con riferimento alle fasce più deboli della popolazione. In particolare:

  • tenere presente che occasioni, iniziative, offerte, all’apparenza assai vantaggiose, se veramente tali vengono presentate con chiarezza e si è sempre in grado di controllarle: non sarà un incontro occasionale a proporvele. È facile invece che si tratti di una truffa. Il cui ideatore, una volta giunto a buon fine, si dissolverà nel nulla. Le truffe possono essere perpetrate di persona, al telefono o anche per posta, non esclusa quella che viaggia su internet; 
  • diffidare da chi voglia entrare in casa qualificandosi come carabiniere, avvocato, dipendente di enti che forniscono servizi di pubblica utilità (acqua, luce o gas);
  • ricordare che gli appartenenti alle Forze di Polizia si presentano presso le abitazioni private indossando di norma le uniformi, e mai richiedono denaro in contante o preziosi;
  • impedire, nei casi sospetti, l’accesso alle persone di cui non è nota l’identità, chiamando il 112 o la Stazione dei carabinieri, oppure richiedendo la presenza di qualche vicino o famigliare.
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