Jacques il poeta della Gentilezza sulla Via Francigena – poesia di Paola Mazza – Associazione La Pergamena

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JACQUES IL POETA DELLA GENTILEZZA SULLA VIA FRANCIGENA

ASSOCIAZIONE CULTURALE A PERGAMENA Jacques, poeta di gentilezza sui passi della Via Francigena, fiaba creativa di Paola Mazza. Jacques, poeta di gentilezza sui passi della Via Francigena.

C’era una volta Jacques, un giovane viandante proveniente dalle lontane terre francesi.

Il giovane, nel suo girovagare, era sempre accompagnato dal suo simpatico gattino bianco e da una valigia in apparenza vuota, ma in realtà piena di tante parole gentili. Tant’è che era conosciuto come Jacques, il poeta della gentilezza. Il giovane viandante, quando giungeva in una nuova piazza, si sedeva accanto al suo gattino ed apriva la valigia, da cui estraeva tante parole gentili e creava sempre nuove poesie.

Ma purtroppo non aveva molto successo e spesso dai passanti non otteneva neppure un pezzetto di pane. Le persone che incontrava erano sempre disattente, frettolose e spesso anche scortesi. Un giorno di fine autunno, quando il freddo si faceva ormai pungente, Jacques era molto preoccupato, ma non si scoraggiò, proseguì nel suo cammino.

Dopo aver percorso un tratto lungo un impetuoso fiume ed attraversato un gran ponte, si accostò ad un antico villaggio arroccato sopra ad una montagna, da cui spiccava una lucente croce. Il giovane viandante decise di fermarsi proprio in quel luogo, camminò lungo i due borghi per giungere in una grande piazza ciotolata, avvolta da una fitta nebbia, da cui svettava granitica la torre campanaria. Jacques si sedette nei pressi dell’ingresso dell’antica pieve.

La sua struttura gli ricordava la capannia del presepe. Semplice ma accogliente, e come sempre fece uscire dalla sua valigia bellissimi pensieri gentili. Carissimi abitanti, per essere gentili ci vuole molto poco, è sufficiente salutare con un garbo, condividere un pezzetto di pane, chiedere con semplicità un scuso per favore, regalare un sorriso, fare una carezza e con voce armoniosa dire grazie.

Le parole pronunciate da Jacques erano così profondi che catturarono l’attenzione di Louise, la fata della gentilezza, che scese nella piazza. La fata era bellissima, si presentò in tutto il suo splendore. A caratterizzarla erano le sue ali, rosse e blu, che dal lieve battito generavano una preziosa e potente luce viola, che colorò, anzi illuminò tutta la piazza diradando la nebbia.

Jacques fu molto colpito e ringraziò subito la fada per averlo ascoltato, che a sua volta ricambiò il gesto cortese porgendogli il dono dell’amicizia. In quel momento il borgomastro e tutti gli abitanti del paese scesero in piazza, capirono l’importanza delle parole gentili pronunciate da Jacques e divennero tutti amici del giovane viandante, che ben presto fu adottato dall’intero paese ed eletto per sempre emblema di gentilezza. Anzi il borgomastro dedicò a Jacques il giovane viandante, una statua che installò all’ingresso del paese per ricordare a tutti l’importanza della gentilezza.

Ancora oggi i viandanti che passano per quel paese e per quella piazza se ascoltano con attenzione possono avvertire quel senso di gentilezza assoluta.

GROPPI CESARE TG PARMENSE

 

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