“I QUADERNI DI PRIGIONIA” di Alfredo Piccinini di Colorno, catturato dagli Alleati in Libia durante la seconda Guerra Mondiale diventano un libro- Interviste a “La Corte” di Traversetolo
Traversetolo 24 Aprile 2025
Scritti inediti dell’ultimo conflitto mondiale, vengono portati alla luce nel libro “quaderni di prigionia” Un’odissea di un giovane di leva di Colorno durata 7 anni, viene catturato dagli alleati in Libia. Gerusalemme, Egitto, Sud Africa, Brasile, New York infine nei campi di prigionia in Texas. Raccontandone le sofferenze. A trovarli dopo 80 anni la figlia I diari originali saranno conservati presso la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale a Pieve Santo Stefano di Arezzo. Un dialogo con Francesco Ficarra
QUADERNI DI PRIGIONIA – INTERVISTE
ELISABETTA MANCONI ASSESSORE ALLA CULTURA DEL COMUNE DI TRAVERSETOLO
“È stato un grandissimo piacere ospitare qui in “Corte”a Traversetolo la presentazione di questo libro che ben calza questo momento di ricordo di questo periodo con particolari che ci riportano a quella che è la tragedia della guerra, la tragedia della prigionia vissuta però dal di dentro. Colgo l’occasione per ringraziare chi ha presentato il libro per ricordare che la prossima presentazione all’interno della nostra rassegna sarà il sabato 16 maggio alle ore 16 e invito tutti a rimanere anche aggiornati sugli eventi che vengono svolti qui nel comune di Traversetolo.”.
BRUNA PICCININI DI COLORNO, FIGLIA DI ALFREDO PICCININI PRIGIONIERO DEGLI ALLEATI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE
“Allora, i quaderni erano in casa da tantissimo tempo, perché mio padre è morto cinquant’anni fa. La storia è che io ho trovato il diario di mio padre sui suoi sette anni di prigionia. Però non ho mai pensato di farlo pubblicare o di farlo vedere a qualcuno. L’ho solo fatto vedere a un’amica che invece si è entusiasmata, è Patrizia, e mi ha convinto a farlo vedere a un editore che ci ha creduto e ha accettato di pubblicarlo. Quindi adesso lo stiamo presentando e speriamo che serva a qualcosa, anche perché in un momento così in cui la guerra sta venendo fuori alla grande ha un senso, ecco, fare una cosa del genere.
PATRIZIA DOGNI AMICA DI “BRUNA” FIGLIA DI ALFREDO PICCININI
“Mi sono capitati casualmente di leggere di questi quaderni di prigionia della mia amica Bruna, perché amo leggere e ne sono rimasta entusiasta. Secondo me rivestono un grande valore storico, perché si tratta appunto dei quaderni di prigionia di un soldato che partì per la leva nel 1940 e si ritrova a suo malgrado nemico dei nostri alleati, cioè degli inglesi e degli americani.nPassa sette anni nei campi di prigionia dalla Libia all’Alessandria, Sudafrica e Texas, e quindi hanno oltretutto anche un valore letterario, perché sono scritti in modo veramente eccellente, tant’è che abbiamo già esaurito la prima edizione, le prime stampe.
È stato catturato in Libia, quindi partito per la leva nel 1940, poi da Napoli lo hanno mandato in Libia, lì c’è già una prima battaglia, perde, perdono questo gruppo di soldati e quindi ricade subito in un campo di prigionia. Quindi ci racconta questo però come commedia umana, quindi non solo illustrando e raccontando in prima persona le sofferenze, le angherie, le umiliazioni, ma anche tanti altri aspetti che si sono svolti in questi questi anni.
Mangiavano pochissimo, vivono di pochissimo, in condizioni estreme. Penso che molti sono sopravvissuti perché erano giovani e con l’istinto di sopravvivenza insomma che avevano a quell’epoca.Un esempio di vittima della storia con la S maiuscola”.
GROPPI CESARE
