LABORATORIO APPENNINO PARMENSE – Convegno – intervento di Romeo Broglia

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ROMEO BROGLIA LABORATORIO APPENNINO

ROMEO BROGLIA AeroDron Srl -LABORATORIO APPENNINO – Settembre 2025 – INTERVENTO

Intanto io sono qui come cittadino della montagna, io sono nato a Borgotaro, vivo a Borgotaro e ogni giorno vengo a Parma per lavoro, quindi conosco bene che cosa vuol dire muoversi dalla montagna alla città e vi dico che tra i tanti temi che ci sono quello della viabilità non è il tema, il problema più importante, perché quando io parto da Borgotaro so per certo che ora arriverò a Parma, faccio fatica a sapere invece i tempi che metterò nello spostarmi in città o fuori dalla città.

Però il tema delle infrastrutture è un tema importantissimo perché diceva l’ingegner Dallara la cosa più importante di un territorio sono le persone, la loro intelligenza, specialmente i giovani su cui bisogna investire e quindi c’è un tema di infrastrutture che sono viarie, che io dico, ma è una mia visione magari personale, non sono la priorità più grande, sono invece le infrastrutture materiali, quindi il collegamento a banda larga, che invece è un problema perché è così fermo da 25 anni e questo lo possiamo dire non per colpa naturalmente degli enti locali ma da 25 anni a questa parte non è cambiato niente dal punto di vista dei collegamenti informatici.

L’altro tema sono le infrastrutture energetiche che l’energia è un problema per il nostro territorio perché lo è per la pianura, lo è soprattutto per la montagna e allora io propongo qui al laboratorio semplicemente pongo un problema, quindi l’energia, leggo alcuni dati e naturalmente propongo un’idea.

I dati vengono dall’università, da uno studio che l’università ha fatto commissionato dalla provincia di Parma sul bilancio del carbonio dei territori della provincia, tutti i comuni della provincia hanno firmato un accordo che si impegnano al 2030 ad essere in neutralità carbonica, la provincia l’università ha fatto questo studio bellissimo che certifica lo stato dell’arte comune per comune. Ora risulta da questi dati che solamente 14 comuni sono in neutralità carbonica che sono i comuni della montagna, est e ovest e contribuiscono al contributo del bilancio provinciale per il 75 per cento. Quindi la montagna sta dando un contributo importante se noi immaginiamo che il territorio vada a letto nella sua complessità tra territorio montano e pianura.

L’altro tema invece riguarda il potenziale elettrico delle coperture delle case. La provincia ha a disposizione uno studio, credo l’unico studio italiano sul potenziale elettrico delle coperture su base provinciale per cui noi sappiamo un tetto che è a Santa Maria quanta energia elettrica potrebbe produrre se ospittasse pannelli fotovoltaici così come un tetto a Torrile o a Sissa. Quindi è un dato straordinariamente interessante.

Leggendo questo dato salta fuori una cosa altrettanto interessante che per i comuni della montagna il potenziale elettrico delle coperture è circa il doppio del suo fabbisogno elettrico. Quindi se noi riuscissimo a mettere i pannelli fotovoltaici su tutte le coperture della montagna probabilmente i cittadini potrebbero non pagare l’energia elettrica o pagarla con delle cifre molto molto contenute.

Su un progetto di questo tipo che potrebbe essere un progetto di sistema, immaginare un parco fotovoltaico che coinvolge tutti i comuni del crinale ci potrebbero essere, ci sono, delle aziende disposte ad investire, aziende private che dicono benissimo voi vi mettete a disposizione il maggior numero di tetti del vostro territorio, io faccio l’investimento, cedo l’energia a chi mi fornisce la superficie per collocare i pannelli fotovoltaici l’eccedenza dell’energia io la vendo sul mercato.

Questa è un’operazione che si potrebbe provare a fare. Naturalmente è solamente un’idea che si basa però su dati scientifici e avrebbe bisogno di un contributo per trasformare quest’idea in un progetto industriale, tenendo presente che ci sono soggetti interessati ad investire che è la parte più difficile e oggi all’interno del laboratorio ci sono le risorse anche di competenza che potrebbero affrontare questi temi. Penso per esempio all’università che potrebbe su una prospettiva di questo tipo provare a capire se un’idea come questa è un’idea che può essere messa a terra con quali risorse, con quali costi e quali possono essere eventualmente gli attori che concorrono a realizzarla.

Lì ci sono alcuni slide ma i tempi sono molto stretti per cui io mi fermo qua, però questo è un tema su cui se voi volete possiamo anche all’interno del laboratorio aprire un tavolo con l’università, lavorarci, perché questo potrebbe essere un tema interessante. Immaginate che cosa potrebbe voler dire dare un messaggio in cui a chi viene dalla pianura o ad altri territori che vuole insediarsi in montagna a dire guardate che voi pagherete l’energia, non pagherete l’energia o lo pagherete a dei prezzi molto competitivi. Questo potrebbe essere un modo anche per sostenere le imprese di montagna che a volte sono sempre in difficoltà e che fanno fatica a reggere il break-even della loro attività.

Grazie”

 

GROPPI CESARE

 

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