Mattarella a Dubai: “Questa partnership vale per i prossimi vent’anni”- Italia–Emirati Arabi Uniti – Nella visita di Stato agli EAU annunciato il raddoppio degli investimenti italiani in rinnovabili entro il 2028. In cantiere accordo strategico da 4,5 miliardi di Pierangelo Panozzo

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Italia–Emirati Arabi Uniti

Mattarella a Dubai: “Questa partnership vale per i prossimi vent’anni”

Nella visita di Stato agli EAU annunciato il raddoppio degli investimenti italiani in rinnovabili entro il 2028. In cantiere accordo strategico da 4,5 miliardi

di Pierangelo Panozzo

Dubai, 29 gennaio 2026 – “Quello che costruiamo oggi non serve al prossimo trimestre. Serve ai nostri figli, alle imprese future, alla credibilità del Paese nei prossimi vent’anni.” Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiuso mercoledì l’incontro riservato con 43 imprenditori italiani a Dubai, momento culminante della visita di Stato negli Emirati Arabi Uniti conclusasi dopo tre giorni di colloqui istituzionali tra Abu Dhabi e l’emirato commerciale del Golfo.

Secondo quanto appreso da fonti presenti alla riunione presso l’Italian Business Council, durante i novanta minuti di confronto è emerso l’obiettivo strategico di raddoppiare gli investimenti italiani nel settore delle energie rinnovabili emiratine entro il 2028, portandoli dagli attuali 2,3 miliardi a circa 4,5 miliardi di euro. Un accordo quadro in tal senso, che coinvolgerà Enel Green Power, Eni e tre consorzi di PMI specializzate, dovrebbe essere formalizzato entro giugno.

La visita ha confermato il peso crescente della partnership economica italo-emiratina: 7,2 miliardi di interscambio commerciale nel 2025, 847 aziende italiane operative nel Paese, presenza consolidata in settori ad alto valore aggiunto come energia, infrastrutture, tecnologie per desalinizzazione e manifattura avanzata.

Nel suo intervento, Mattarella ha definito gli Emirati “hub strategico verso 2,5 miliardi di persone” tra Medio Oriente, Africa orientale e subcontinente indiano, sottolineando come Dubai e Abu Dhabi non siano “mercati di sbocco ma piattaforme decisionali da cui si controllano filiere decisive per energia, logistica e tecnologia.”

Sul fronte operativo, tre progetti hanno dominato l’agenda: l’estensione di 600 MW della centrale solare Mohammed bin Rashid (tecnologia italiana, operativa 2027), la piattaforma offshore Al Hail gestita da Saipem-Eni per 3,4 miliardi di dollari, e la Dubai Metro Blue Line affidata a Webuild per 2,1 miliardi con 30 km di nuove tratte.

Il Capo dello Stato ha affrontato anche il tema sensibile degli investimenti emiratini in Italia, richiamando “trasparenza e reciprocità”: “I capitali esteri sono risorsa preziosa quando rispettano governance e interessi strategici nazionali. Il Golden Power non è protezionismo, è responsabilità.” Un riferimento implicito al blocco, nel luglio 2025, di un’acquisizione tentata su società italiana operante in tecnologie dual-use.

In un contesto internazionale segnato da competizione geopolitica e riorganizzazione delle catene del valore, la visita trasmette una linea chiara: l’Italia sceglie la profondità strategica contro la contingenza, la credibilità costruita su progetti concreti contro gli annunci di breve respiro. La diplomazia del Quirinale punta sul lungo periodo, lasciando ai risultati misurabili il compito di certificare la solidità delle relazioni.

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