Arrivati a quota 29 i cani da caccia uccisi dai lupi tra Appennino Parmense e Piacentino. Sbranati in pochi minuti

Continua la decimazione  di cani da caccia sul nostro Appennino. 22 quelli uccisi sull’Appennino Piacentino in quest’anno. A cui si aggiungono i 7 sbranarti in brevissimo tempo in una piccola parte dell’appennino Parmense. Questo quanto ci ha riferito un cacciatore del territorio.

Le immagini che state vedendo, sono quelle dell’ultimo attacco mortale avvenuto nello scorso fine settimana nel parmense. 

La preoccupazione sta aumentando tra la popolazione che vive in questo territorio. Gli avvistamenti sono sempre più frequenti e vicini alle abitazioni come potete vedere nelle immagini scattate, sempre negli ultimi giorni,in località Marzuola nel comune di Tornolo.

La preoccupazione è aumentata dalle immagini che girano in diversi gruppi social privati. Immagini difficili da guardare  che anche noi. Immagini che vi mostriamo pixelate perchè sono davvero impressionanti.

 Nei giorni scorsi ci è stato inviato un video in cui era contenuto anche  il grido straziante del padrone di un’altro cane. L’uomo  accorso sul posto in pochi minuti grazie al collare satellitare non è riuscito a salvarlo, in breve tempo il suo amato cane è stato sbranato in modo orribile. 

 

 Gli attacchi sono repentini. Mentre i cani da caccia vanno a cercare la selvaggina vengono brutalmente attaccati  dai lupi. Tutto avviene in brevissimo tempo ed a poca distanza dai loro padroni..

Come nei casi  di cui abbiamo visto le immagine .

Oramai i proprietari degli animali, vista la situazione li hanno dotati di radio collare nella speranza arrivare in tempo per salvarli.  Ma spesso  la rapidità degli attacchi non glielo permette.

 Impressionante l’intervista che abbiamo fatto ad un cacciatore  che ci ha raccontato di aver visto  sul video del localizzatore la fuga dei cani dai lupi. Puntini luminosi che prima vanno in una direzione e poi battono frettolosamente in ritirata. (Puoi sentire l’intervista cliccando qui sotto)

Ma spesso la ritirata non basta come nel caso dei 29 amici a 4 zampe  di abbiamo avuto testimonianza

La preoccupazione in Appennino sta crescendo. Una preoccupazione che potrebbe colpire uno dei punti di forza del nostro territorio: il turismo agreste .

Sempre di più le persone, impaurite da questi racconti, che preferiscono evitare le meravigliose passeggiate in solitaria nei nostri boschi per i preoccupanti incontri che si potrebbero  fare.

Incontri che si fanno anche nelle zone più basse dell’appennino. Come sull’ antica strada di Maria Lunga.  Un’antica  strada di crinale che collega Fornovo a Pellegrino Parmense. Una strada che per lunghi periodi storici ha sostituito la via Emilia come principale strada di collegamento est-ovest.

Un abitante di Varano Melegari, nei mesi scorsi, mentre la stava percorrendo, nella zona tra Pietra Corva ed il Castello di Roccalanzona, si è trovato davanti un gruppo di lupi. Si è pietrificato per la paura. I lupi lo hanno osservato per qualche minuto poi hanno lasciato il crinale per scendere nei prati sottostanti. 

Ma l’esperienza è stata terribile tanto che, ci è stato riferito, difficilmente l’uomo tornerà a camminare da solo in quella zona.  … e questo nonostante il comportamento dei lupi abbia confermato ciò che dicono gli esperti: che il lupo non attacca l’uomo. 

Ma il dubbio e la preoccupazione rimangono….

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