Anche in val Ceno si è celebrata la festa di sant’Antonio. La benedizione degli animali.

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ll 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, patrono e protettore degli animali.

Sant’antonio era anche agricoltore ma, diventato orfano, dono i suoi terreni ed i suoi averi ai poveri per dedicarsi a Dio.

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Tante, sul territorio, le occasioni per festeggiare quest’ importante festa religiosa e tante le tradizioni: dalla distribuzione del pane benedetto da far mangiare ad uomini ed animali, alla tradizionale benedizione di animali e stalle.

Secondo la tradizione, sulla base di antiche leggende, durante la notte di Sant’Antonio Abate agli animali sarebbe data la facoltà di parlare.

Non sappiamo se gli animali abbiano parlato, comunque erano tanti quelli portati dai loro padroni nelle chiese del territorio per la tradizionale benedizione nella giornata di ieri domenica 19 GENNAIO.

I più numerosi sono stati i cani. Forse a causa del fatto che non si fanno più bambini, e per tanti oramai siano diventati dei loro piccoli sostituiti, sicuramente meno adorabili e capaci di ricambiare l’amore che gli si è dato ma altrettanto sicuramente meno impegnativi.

Infatti in una lunga i fedeli amici a 4 zampe dell’uomo si sono messi in processione e si sono avvicinati per prendere la propria dose di Acqua Santa da parte dei Don Antonino parroco di Varsi in val Ceno, al termine della Santa Messa.

Sempre in val Ceno ma a Bardi, nonostante la fastidiosa e fredda pioggierellina, si è fatta festa grande. Una folla si è radunata nel piazzale della chiesa di Santa Maria Addolorata con cani, cavalli, e trattori. Subito dopo la S. Messa don Luigi, accompagnato da tanti giovani aiutanti, ha iniziato ad aspergere animali e mezzi agricoli.

Poi la festa, com’è tradizione nei paesi del nostro Appennino, è continuata, passando dal sacro dell’acqua benedetta al profano del vin Brulè.

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