Fornovo Taro un nuovo studio urbanistico per fare chiarezza

Fornovo Taro Urbanistica generale Assessore Mauro Davoli un nuovo studio per fare chiarezza

Fornovo Amministrazione Comunale 2019 – linee programmatiche di Mauro Davoli Assessorato ai Lavori pubblici.

Nella seduta consigliare del 26 luglio, incentrata sulla presentazione delle linee programmatiche del prossimo quinquennio, quella dell’assessorato ai lavori pubblici e urbanistica di Mauro Davoli ha toccato gli annosi problemi che attanagliano alla radice il capoluogo del Comune di Fornovo. Occorre fare chiarezza e intervenire con i limiti delle risorse a disposizione, su un paese, si piccolo, ma con tutti i problemi che può avere una grande metropoli.
Sono lo sviluppo dell’area Eni legati a rischio idraulico e alla viabilità generale, la riqualificazione del centro storico, il recupero di Carona, e un occhio speciale verso le Frazioni.

“L’obiettivo dei lavori pubblici”, ha spiegato Davoli, proseguendo nel suo discorso di una decina di minuti “ è spesso un libro dei sogni.
Ma il nostro impegno, spiega Davoli, sarà comunque alto. Lavorare per un nuovo paese senza stravolgerlo. Un paese fruibile e partecipato per una riqualificazione totale, più decoroso di quanto è in questo momento.

Siamo coscienti continua Davoli che per riqualificarlo necessitano ingenti risorse.
Il punto centrale rimane l’area Eni, come detto in campagna elettorale, da destinare completamente alla sua vocazione industriale, cercando un accordo chiaro con la proprietà, per risolvere i problemi legati strettamente al tavolo del rischio idraulico, sulle esondazioni del fiume Taro sull’abitato, iniziato dall’amministrazione precedente, e alla viabilità generale.
Tanti progetti metti in campo sino ad ora. Ora è tempo di fare chiarezza.

Occorrerà un anno per predisporre un piano urbanistico generale, coinvolgendo urbanisti per una sua progettazione entro il 2020. Uno strumento nuovissimo per un rilancio e una riqualificazione del paese.

Si punterò alla conservazione dell’esistente, in particolare del centro storico, un esempio unico tra tutti comuni di fondo valle. Un piano di recupero per dare ancor più importanza alle bellezze e alla storia dei nostri borghi.
Una progettazione partecipata coinvolgendo la popolazione nelle scelte da fare, per un serio recupero.

Sempre nel centro storico, diventa importante trovare un area da adibire ad un luogo di aggregazione.

Altro punto di riqualificazione è il Foro Boario, un centro di importanza fieristica, dove convivono molte associazioni. Anche qui occorre impegnarsi a fondo nell’individuare le risorse.

Altro tema importante, continua Davoli, è l’annoso tema di Carona, unico bene storico del paese, dopo la Pieve Romanica.
Un problema, quello del recupero, che dura oltre cinquant’anni. Una struttura che continua ad abbattersi.
Carona è in un punto di non ritorno.
Per questo, spiega Davoli, occorre fare uno sforzo comune di tutta la cittadinanza per rivedere, un piano di concertazione con gli attori che nel tempo ne hanno cercato una soluzione.

Un luogo storico, da castello medioevale a luogo di preghiera per i gesuiti, destinato poi”da Maria Luigia a convitto per svezzare i rampolli dell’aristocrazia europea, e in tempi a noi vicini punto di aggregazione, che ha fatto comunità per le nostre famiglie durante lo sfollamento per sfuggire dai bombardamenti della guerra. Sembrerebbe una lotta ai mulini a vento ma occorre avere fiducia.
Occorrono risorse umane e di tempo, a cui siamo disposti a spendere partendo dal sottoscritto”.

A tal proposito, di Carona, occorre dire che da poco è stato inserito nel progetto europeo Gect Matildico per un suo recupero con finalità a particolare indirizzo sociale.

“Altro problema sono le strade, ha proseguito Davoli, occorre intervenire per una sua riqualificazione, ricercare parcheggi anche decentrati, in una visione civica diversa, cercando di abituare la nostra popolazione ad avere parcheggi decentrati o non a due passi da casa.

Provare insieme a vedere di trovare soluzioni anche temporanee, per avere un piazzale della Chiesa a percorso pedonale, e capire che in paese si può camminare socializzando, con meno inquinamento, e anche per rendendosi conto, nonostante tutti gli sforzi, di quanto il paese si sta trasformando in un immondezzaio.

Non per ultimo è la riqualificazione delle frazioni, luoghi non solo come satelliti del capoluogo. Già con un assessore al mese nelle frazioni abbiamo iniziato questa positiva strada.
Nelle frazioni, conclude Davoli, occorre fare un piano di manutenzione, un potenziamento della linea telefonica nei centri minori per non sentirsi fuori dal mondo, riqualificare i percorsi pedonale e avere adeguate fermate del bus, cercando di mettere uno freno alle auto che sfrecciano ad alta velocità nei piccoli nuclei abitati”.

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