Gadda Fornovo “migranti di 2a generazione la sfida dell’incontro” La storia di “Paola”

All’Istituto Scolastico Gadda Fornovo prima delle vacanze Pasquali si è svolta la mostra “Migranti, la sfida dell’incontro”

VIDEO storia di “Paola” migrante di seconda generazione

TG Vieo Taro del 15-4-17 (al 11’40”)

realizzata in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e il Comune. Un  caldo tema a confronto, tra gli studenti dell’Istituto Fornovese dove i migranti di seconda generazione sono circa il quaranta per cento.

Tre giorni full-time, “di incontri in scuola per incontrarsi anche fuori dalla scuola”, e trovare la strada dell’integrazione”.

Una seconda generazione di migranti a metà del guado, tra la cultura del paese di origine dei propri genitori non integrati, e quella del mondo di approdo, dove sono cresciuti e stanno crescendo, e che per forza di cose devono integrarsi.

I migranti di seconda generazione in Italia sono 900 mila, di cui il 30 per cento sono nati in Italia. Tra questi il 22 per cento frequenta le scuole secondarie di primo grado, ma non frequentano i compagni al di fuori della scuola. Si isolano, rimanendo scollati nella società, e per questi “nuovi Europei”, nascono i disagi, e profonde incertezze e ripercussioni sulla propria identità.

L’emblema di tutto questo, è la storia di “Paola”, raccontata da Luna El Maatauoi del quinto anno di Amministrazione Finanza e Marketing. “Paola” arriva in Italia ancora in fasce e riesce a superare il “guado” dell’integrazione con l’aiuto e il forte amore per il padre, e a base di dialogo e ironia personale.

L’integrazione per ottenerla, “insegna Paola” è come la pace e l’amicizia, una volta ottenuta bisogna saperla conservare, e in ogni caso non si ottiene mai da soli. Ma, come per l’amicizia, bisogna essere almeno in due per averla. Meglio se con compagni di scuola, non solo di seconda generazione.

Per questi motivi vengono attivate le forme di aiuto per superare queste invisibili barriere psicologiche, e questa mostra “Migranti la sfida dell’incontro” realizzata dall’Università di Bologna, ne è stato anche se piccolo un valido contributo.

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