TEP non mi rappresenta: io tifo BUS Italia. Tep non ha fatto gli interessi del parmense quando/quanto avrebbe dovuto.

Nei giorni scorsi tutta la stampa locale si è scandalizzata per il fatto che Tep ha perso la gestione dei trasporti pubblici locali, perchè TEP  sarebbe  un baluardo della parmigianità.

Proprio qui sta il problema, TEP A MIO PARERE SI è OCCUPATA della parmigianità, ma POCO DELLA “PARMENSITA’” .

Nella provincia  di Parma: il 62 % della popolazione vive nel parmense ed 92.5% del territorio è parmense. Mentre in TEP le azioni sono al 50% del comune di Parma e al 50 della Provincia di Parma. Viene quindi da chiedersi chi comanda in TEP, rappresenta proporzionalmente gli interessi del parmense in un ottica sia di superficie territoriale che di popolazione? Immagino che le percentuali azionarie non cambieranno, ma vorrei che chi si occupa dei trasposti del parmense almeno lo conosca.  Inoltre anche guardano le quote azionarie:  perchè più del 50% degli investimenti di TEP vanno a Parma Città?

Sono un grande difensore della necessità di sostenere le imprese locali per creare posti di lavoro e dare opportunità a chi vive nel parmense. Opportunità che gli permettano di non lasciare il loro territorio e migrare  verso Parma. Ma non ritengo che TEP abbia tutelato gli interessi del parmense quanto e quando avrebbe dovuto.
Da quando ho scoperto che l’amministratore delegato di BUS ITALIA Parma  è di Bardi.
I territori marginali a volte hanno servizi di trasporto senza un senso logico. Un esempio? Non esiste una tratta Diretta Fornovo-Bore, al pomeriggio, nell’orario in cui i lavoratori tornano a casa. Quindi se un Borese che lavora a Varano Melagari, dovesse perdere la patente: o lascia il lavoro, o cambia casa e va vivere a Varano. Proprio un bel aiuto per  evitare lo spopolamento dei territori montani!!!  (so che in tanti tifano per la morte della montagna e che per loro la la soluzione sarebbe chiudere tutti i comuni di montagna  e renderla disabitata per farla ripopolare di lupi e cinghiali… forse anche i dirigenti TEP? ).

In tanti dicono che TEP vuole tutelata, che la nuova società non conosce il territorio, che BUS Italia non conosce i problemi di trasporto della provincia di Parma.

 Ma vi chiedo, quanti dei massimi dirigenti TEP conoscono davvero le zone marginali della provincia???
Avete mai chiesto ad un parmigiano dove si trova Fornovo Taro? la risposta sarà: ” Fornovo è lontano, è scomodo, è in montagna e d’inverno nevica molto.”
Cari i miei parmigiani:  Fornovo si trova a 168 metri sul livello del mare, la strada per arrivarci è tutta dritta e pianeggiante, nevica come a Parma e si trova a soli 23 km da Parma … ma dovete sapere che dopo Fornovo ci sono altri 90 km di Provincia di Parma. Sarà cosi anche per i massimi dirigenti della TEP? ho paura di sì.
Qualcuno dirà che Bus Italia conosce il parmense peggio degli amministratori TEP.
Ebbene no perchè, come dicevamo prima, l’amministratore si chiama Stefano Rossi ed è originario  di Bardi. 
Certo preferirei una realtà locale, una realtà che si occupi solo di parmense e magari anche solo delle zona marginali,  ma chissà in futuro vedremo. Con amministratori locali capaci, una buona capacità di analisi dei bisogni e di individuare buone soluzioni tutto potrebbe essere possibile.
Per ora Bus Italia ha il mio appoggio se poi attiverà la linea Fornovo Bore o Ponteceno Bore (o tratte simili) avrà ancor più il mio appoggio.
A mio parere il valore di BUS ITALIA andrà valutato sulla capacità di individuare le esigenze del territorio e dargli le giuste risposte, ma  di tutto il territorio e non solo della parte più piccola e ricca.
Una buona società di trasporto pubblico cerca di capire dove serve il servizio (anche se antieconomico) e non fa solo quello che gli dicono i capi politici o chi urla più forte.
BUS ITALIA BUON LAVORO e nè riparleremo tra 9 anni.

 

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