Algeria completa la sua tratta della Trans-Saharan Highway: il corridoio dell’unità africana è oltre il 90% – di Pierangelo Panozzo
Algeria completa la sua tratta della Trans-Saharan Highway: il corridoio dell’unità africana è oltre il 90%
di Pierangelo Panozzo
Algeri ha annunciato il completamento della propria tratta nazionale, pari a circa 2.400 chilometri, lungo la Trans-Saharan Highway, l’arteria stradale che dagli anni Sessanta punta a collegare il Mediterraneo al Golfo di Guinea attraverso il cuore del Sahara. La notizia, diffusa dall’agenzia di stampa statale APS e ripresa dai principali osservatori del settore infrastrutturale africano, colloca il grande corridoio — che nel suo complesso corre per quasi 10.000 chilometri — a un tasso di completamento superiore al 90%.
Un progetto pan-africano da sei paesi
La Trans-Saharan Highway, definita da molti osservatori “l’autostrada dell’unità africana”, attraversa sei paesi — Algeria, Tunisia, Mali, Niger, Ciad e Nigeria — collegando Algeri a Lagos e, con le sue diramazioni, Tunisi, Bamako, Niamey e N’Djamena. Il progetto è coordinato dal Comitato di Collegamento della Trans-Saharan Highway (CLRT), con sede ad Algeri, e beneficia del sostegno di partner istituzionali di primo piano come l’Unione Africana, la Banca Africana di Sviluppo e la Banca Islamica di Sviluppo.
Per l’Algeria, potenza che si è sempre presentata come cerniera geostrategica tra il Mediterraneo e l’Africa subsahariana, la conclusione della propria tratta rappresenta un tassello simbolico oltre che infrastrutturale: il paese rivendica così un ruolo guida nella promozione dell’integrazione continentale, in un momento in cui i corridoi logistici sono sempre più centrali nelle strategie di sviluppo del continente.
Il nodo Mauritania e i gap ancora aperti
Ad affiancare la tratta principale, Algeri ha avviato anche il collegamento Tindouf-Zouerate, di 840 chilometri, destinato a creare uno sbocco supplementare verso la Mauritania e ad ampliare ulteriormente le rotte logistiche disponibili per gli operatori del Sahel.
Va tuttavia sottolineato che il dato del 90% si riferisce al corridoio nel suo insieme, non a un completamento uniforme lungo tutto il tracciato. Restano infatti gap significativi in altri tratti: il collegamento tra Gao, in Mali, e Tamanrasset, in Algeria, presenta ancora le lacune più consistenti, mentre in Ciad circa 416 chilometri verso il confine con il Niger risultano non asfaltati. Il completamento pieno del corridoio, dunque, resta legato agli sforzi — e alla stabilità politica — degli altri Stati coinvolti, in un contesto regionale non privo di criticità securitarie lungo alcune tratte saheliane.
Un corridoio strategico per il commercio intra-africano
Il valore economico dell’opera va oltre il dato simbolico. La Trans-Saharan Highway è pensata per offrire ai paesi senza sbocco sul mare del Sahel — Mali, Niger, Ciad — un accesso più rapido ed economico ai porti mediterranei, riducendo la dipendenza dalle rotte verso il Golfo di Guinea. Studi di fattibilità condotti negli anni passati dal CLRT avevano stimato risparmi significativi in termini di tempo per gli operatori del Mali e del Niger settentrionale che scegliessero la via trans-sahariana rispetto alle alternative verso sud.
Il corridoio attraversa inoltre aree di rilievo strategico per le risorse naturali del continente, dal bacino del Lago Ciad fino alle aree minerarie dell’uranio nei pressi di Arlit, in Niger, passando per i giacimenti di idrocarburi del sud algerino e nigeriano.
Un tassello dell’integrazione commerciale continentale
L’infrastruttura assume un valore ancora maggiore nel quadro della Zona di Libero Scambio Continentale Africana (AfCFTA), che punta a ridurre le barriere al commercio interno del continente. Una rete stradale efficiente tra Mediterraneo e Africa occidentale è, in questa prospettiva, uno degli strumenti fisici indispensabili affinché l’integrazione commerciale prevista sulla carta si traduca in scambi effettivi tra le economie africane.
Restano invece da verificare alcune cifre diffuse da fonti secondarie, tra cui il costo complessivo dell’opera e specifiche tecniche dei materiali utilizzati.
Con il completamento della propria tratta, l’Algeria consolida comunque la propria posizione di attore chiave nell’integrazione dei mercati nordafricani con quelli dell’Africa occidentale. Nel lungo periodo, la Trans-Saharan Highway rappresenta una delle infrastrutture destinate a trasformare la geografia economica africana: non soltanto una strada attraverso il deserto, ma un possibile asse di collegamento tra Mediterraneo, Sahel e Africa occidentale.
