Compiano Castello “Memorie in Cammino” gli “Orsanti” un UNICUM italiano – mostra aperta fino al 28 Settembre – intervista a Corrado Truffelli Centro Studi Cardinale A. Casaroli di Bedonia

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PERCORSI ORSANTI-LOGO

Castello Compiano, 4 Luglio 2026

La mostra “Memorie in Cammino”, aperta fino al 24 Settembre al Castello di Compiano, rievoca le storie di artisti della Val Taro e Val Ceno, degli Orsanti, girovaghi in tutta Europa con i loro animali esotici tra il settecento, l’ottocento, e primi novecento. Un “UNICUM” italiano di emigrazione. Migranti, un valore di ieri e un valore oggi Un allestimento realizzato grazie a numerosi privati

INTERVISTA A CORRADI TRUFFELLI – CENTRO STUDI CARDINALE AGOSTINO CASAROLI – INTERVISTA

Gli “orsanti”, che forse sarebbe meglio dire i girovaghi, sono delle persone che organizzavano la mostra di animali che erano orsi, ma anche scimmie, dromedari, istrici e altri animali un po’ strani, diciamo, cani ammaestrati, cavalli sapienti, che venivano mostrati alle popolazioni dell’Europa, girando di paese in paese, di località in località, e questo a volte per decenni. Quindi arrivando anche in luoghi lontanissimi, dall’Ucraina all’attuale Turchia, all’Algeria. Ecco, questi erano il raggio, diciamo, di azione, compreso una parte della Russia, in cui hanno operato i nostri girovaghi, i nostri orsanti.

UN UNICUM ITALIANO perché innanzitutto questo del andare in giro con gli animali è una specializzazione di questa zona, non si trova facilmente in altri luoghi dell’immigrazione. Da Lucca partivano quelli che vendevano le statuette di gesso, o in altre parti partivano quelli che vendevano qualsiasi altra cosa, ma questo tipo di attività è praticamente, se non esclusiva, quasi esclusiva di queste zone, tant’è vero che Marco Porcella, che è stato il primo autore che si è occupato di queste cose seriamente, ha definito l’area attorno al monte “Pelpi” come l’area della commedia, proprio per dire che questa era la zona da cui era partita questo tipo di attività, una specie di commedia di rappresentazione pubblica di allora.

MIGRANTI CHE DEVONO ESSERE RINGRAZIATI DAI PAESI CHE LI HANNO ACCOLTI –  E’ un po’ anche una polemica attuale, quando si sente dire che gli Stati Uniti hanno dato tutto e noi non abbiamo dato niente, in realtà se gli Stati Uniti esistono come sono oggi, lo sono anche per merito degli italiani e non solo degli italiani ma di molti altri popoli che hanno contribuito a costruire la ricchezza di quei paesi e questo vale per gli Stati Uniti, ma vale anche per altri paesi e quindi bisogna prendere atto che l’emigrazione porta energie, capacità, forza lavoro, opportunità per i paesi che ricevono l’emigrazione e questo gli italiani l’hanno distribuito milioni di italiani in tanta parte del mondo.

IERI COME OGGI IN MODO INVERSO  Certamente, purtroppo il nostro paese è un paese in cui nasce una persona e ne muoiono cinque, quindi doveva finire il nostro paese se non trova delle energie che lo aiutino a sopravvivere. È inutile lamentarsi che siamo un paese di vecchi, i paesi si spopolano se non si pensa a come si possa provvedere in futuro.

GIROVAGHI – ORSANTI Ognuno è una componente di un gioco di squadra perché in fondo gli orsanti organizzavano dei piccoli circhi, molto piccoli, a volte non del tutto piccoli, anzi piuttosto grandi come quelli di Bernabò, ma per esempio i Taddei e altri che sapevano fare giochi con i pappagalli, sapevano vestire le scimmie e farle giocare. Gli orsi facevano alcune mosse, alcune si vede dalle foto, li facevano alzare in piedi, insomma li facevano in qualche modo partecipare al gioco, i cavalli c’erano i cosiddetti cavalli sapienti, i cani c’erano i cani ammaestrati, insomma era un’arte. Se vogliamo possiamo dirla con un po’ di sarcasmo usando quello che ha scritto sempre Marco Porcella, con l’arte e con l’inganno si campa metà anno, con l’inganno e con l’arte si campa l’altra parte, cioè era una capacità, un’abilità di rappresentare, di fare apparire, in fondo lo spettacolo è sempre un inganno nel senso che è uno spettacolo e quindi hanno saputo dimostrare un grande ingegno in queste cose.

C’eranoanche i Cammeli. Secondo me per un popolo, per i popoli dell’Europa di allora, tutti i popoli agricoli che non si muovevano dai loro piccoli paesi, i girovogli non andavano nelle grandi città, giravano nei piccoli paesi nei borghi, vedere un cammello doveva essere una specie di miracolo, magari l’animale dei re magi, comunque un animale favoloso, non era necessario che il cammello si esibisse in cose particolari, era una cosa straordinaria e lui come le istrici, le istrici che non c’erano più in Europa, erano degli animali singolari e spesso venivano portati insieme. Devo dire poi che insomma questi piccoli zoo cambiavano continuamente.

C’è un libro dei permessi di un certo Dallara che è qui in mostra in cui si vede, sfogliandolo, essendo andato in Algeria, si è tornato con una pantera. Lui in quel caso non aveva i serpenti, ma per dire che erano spettacoli che cambiavano nel tempo e diciamo servivano a meravigliare gente che quelle cose, quegli animali non avevano mai visto.

IRENE ROVERONI CURATRICE DELLA MOSTRA “MEMORIE IN CAMMINO” – INTERVISTA

“L’idea è nata poiché intendevo far conoscere la storia dell’emigrazione dalla Valtaro soprattutto e il fenomeno degli orsanti, quindi è nata l’idea per questa mostra temporanea che durerà dal 4 luglio fino al 28 di settembre che si chiama Memoria in cammino e quindi racconta appunto del girovaghismo della gente delle nostre zone.

Le “memorie storiche” sono state numerose. Io ringrazio innanzitutto i privati come Manuel Camisa, il vice sindaco e anche altre associazioni come Compiano Arte e Storia e il comune di Compiano sicuramente che ha donato una grande parte e anche sicuramente il seminario Vescovile di Bedonia che ha, grazie al centro studi Casaroli, ha donato la parte sull’emigrazione e le teche che racchiudono la collezione”.

GROPPI CESARE TG PARMENSE

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