Polio Zero: il Rotary porta i vaccini ai bambini indiani
Jenny Elisabeth Bohlin, Presidente dell’ICC-CIP Italia–Malta–San Marino, in prima linea nei Centri Anti-Polio Rotary in India. L’obiettivo: favorire il dialogo istituzionale per una collaborazione sanitaria transfrontaliera con il Pakistan.
di Pierangelo Panozzo
India, 28 giugno 2026
C’è un gesto semplice, antico nella sua umanità, che vale più di mille dichiarazioni di intenti: chinarsi verso un bambino e somministrare il vaccino che lo proteggerà per tutta la vita dalla poliomielite.
È quello che ha fatto Jenny Elisabeth Bohlin, Presidente dell’ICC-CIP Italia–Malta–San Marino, recandosi personalmente in alcuni Centri Anti-Polio del Rotary in India per partecipare alle sessioni di vaccinazione destinate ai bambini locali. Un atto di servizio diretto, concreto e profondamente simbolico, che incarna lo spirito più autentico del Rotary International: trasformare i valori in azioni.
Le vaccinazioni vengono offerte gratuitamente a tutti i bambini, senza distinzione e senza barriere economiche. La popolazione indiana, che conserva la memoria degli anni in cui la poliomielite provocava paralisi e sofferenza tra i più piccoli, accoglie queste iniziative con profonda partecipazione.
L’India è stata certificata libera dal poliovirus selvaggio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2014; l’ultimo caso registrato risale al 13 gennaio 2011 nello Stato del Bengala Occidentale. Tuttavia, la lotta alla polio richiede una vigilanza continua: recenti rilevamenti ambientali in alcune grandi aree urbane indiane hanno confermato la necessità di mantenere alta la sorveglianza epidemiologica e di non interrompere i programmi di immunizzazione, che rappresentano il principale strumento di prevenzione.
Un impegno globale, una rete di eccellenza
L’azione di Jenny Elisabeth Bohlin si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione all’interno del Rotary International e della rete degli ICC-CIP, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’impegno contro la poliomielite e promuovere nuove forme di cooperazione sanitaria internazionale.
In questo percorso si colloca anche il confronto con la leadership internazionale del Rotary, rappresentata da Francesco Arezzo, Presidente Internazionale per l’anno rotariano 2025–2026, e dal Presidente Internazionale eletto Olayinka Hakeem Babalola, che assumerà la guida dell’organizzazione dal 1° luglio 2026.
Sul fronte ICC, l’iniziativa si sviluppa nel solco della continuità istituzionale garantita dalla Presidente Internazionale Nathalie e dalla Presidente eletta Annemarie, che entrerà in carica il 1° luglio 2026. Un contributo significativo arriva inoltre da Pastorini, Responsabile degli ICC-CIP italiani, il cui percorso futuro nella leadership internazionale dell’ICC rappresenta un elemento di continuità e visione strategica.
La sfida Pakistan: diplomazia al servizio della salute
Il passo successivo, ambizioso ma necessario, riguarda il Pakistan. Insieme all’Afghanistan, il Paese rappresenta una delle ultime aree al mondo dove il poliovirus selvaggio continua a essere presente. Nel 2025 sono stati registrati nuovi casi, confermando che l’eradicazione definitiva richiede ancora uno sforzo internazionale coordinato.
La questione non è soltanto sanitaria: è anche diplomatica. Le regioni di confine tra India e Pakistan, come Rajasthan, Punjab e Gujarat, dimostrano quanto la cooperazione regionale sia essenziale per raggiungere l’obiettivo di un mondo libero dalla polio.
In questo scenario diplomaticamente delicato, un canale di dialogo esiste già. S.E. l’Ambasciatore Khaled Zekriya, rappresentante permanente dell’Afghanistan a Roma e socio onorario del Rotary Foro Romano, ha manifestato disponibilità a sostenere iniziative di cooperazione sanitaria transfrontaliera che coinvolgano le autorità afghane e i partner regionali. La sua posizione — a metà tra il mondo diplomatico formale e la rete informale del Rotary — lo rende un interlocutore raro: capace di muoversi nei corridoi istituzionali senza perdere il contatto con la dimensione operativa sul campo. Non si tratta ancora di accordi o protocolli firmati, ma di qualcosa forse più prezioso nelle fasi iniziali: una fiducia costruita nel tempo, che potrebbe tradursi in aperture concrete quando le condizioni geopolitiche lo consentiranno.
Il percorso non è semplice. Le tensioni geopolitiche tra India e Pakistan, riemerse con forza negli ultimi anni, rendono ogni iniziativa particolarmente delicata. Non esistono scorciatoie né soluzioni immediate: servono pazienza, fiducia e capacità di costruire relazioni nel tempo.
Ma la storia del Rotary insegna che la salute dei bambini può rappresentare un linguaggio universale capace di superare divisioni politiche e confini nazionali. È proprio questa convinzione che guida il lavoro del Rotary Roma International, con il sostegno della rete ICC e attraverso un dialogo discreto ma costante con gli interlocutori istituzionali.
Un sogno a portata di mano
Da oltre quattro decenni il Rotary International è in prima linea nella lotta contro la poliomielite. Il primo grande intervento internazionale risale al 1979 nelle Filippine, con una campagna di immunizzazione che pose le basi per un impegno globale. Nel 1985 il Rotary lanciò ufficialmente il programma PolioPlus, trasformando questa missione in uno dei più grandi programmi di cooperazione sanitaria privata della storia.
Da allora, ininterrottamente, milioni di volontari rotariani hanno collaborato con governi, Organizzazione Mondiale della Sanità, UNICEF e altri partner internazionali per proteggere miliardi di bambini dalla polio.
Grazie a questo impegno collettivo, i casi di poliovirus selvaggio sono diminuiti di oltre il 99%, avvicinando l’umanità all’obiettivo finale: la certificazione globale di un mondo senza polio.
Il gesto di Jenny Elisabeth Bohlin non è isolato: è il punto di contatto visibile tra una rete istituzionale complessa e la realtà concreta di un bambino che non si ammalerà. È in questo spazio — tra la diplomazia e il campo — che il Rotary continua a costruire il proprio mandato più duraturo.
