BARDI presentazione progetto Territorio Digitale – digitalizzazione documenti storici – Coop Onlus Diaspro Rosso – Centro Studi Valceno

0
DIGITALIZZAZIONE

Castello di Bardi 18-4-2026 – Sala Dei Principi – Presentazione Progetto “Territorio Digitale”

Mettere in rete la storia della Val Ceno, è un progetto di forte valorizzazione storico-culturale, nonché, turistica per tutta la vallata, denominato “TERRITORIO DIGITALE”.

La digitalizzazione di numerosissime immagini della seconda metà dell’800 e inizio 900, 

(sono ritratti di adulti, bambini e militari, foto di gruppo, gite, e sagre)

è capire la lungimiranza avuta a suo tempo, dal Cardinale Antonio Samorè, dal Professor Vito Fumagalli, e dalla fotografa Maria Luisa Forlini.

PARMENSE.NET

CASTELLO DI BARDI 18-4-2026 SALA DEI PRINCIPI

Mettere in rete la storia della Val Ceno, è un progetto di forte valorizzazione storico-culturale, nonché, turistica per tutta la vallata, denominato “TERRITORIO DIGITALE”. La digitalizzazione di numerosissime immagini della seconda metà dell’800 e inizio 900, (sono ritratti di adulti, bambini e militari, foto di gruppo, gite, e sagre) è capire la lungimiranza avuta a suo tempo, dal Cardinale Antonio Samorè, dal Professor Vito Fumagalli, e dalla fotografa Maria Luisa Forlini.

E’ nato a Bardi il “TERRITORIO DIGITALE” .

La digitalizzazione di centinaia di documenti storici-culturali della Val Ceno. Possibile grazie alla lungimiranza del Cardinale Antonio Samorè, del Professor Vito Fumagalli, e della fotografa Maria Luisa Forlini Una APP e QR code, permetterà visite guidate ai 30 punti di interesse e alle sei sezioni museali del Castello

Il progetto Territorio Digitale intende rafforzare la valorizzazione del patrimonio storico e socio culturale dell’Alta Val Ceno, creando un archivio digitale del materiale più significativo raccolto dalla Diaspro Rosso e dal Centro Studi Val Ceno nel corso degli anni, al fine di rafforzare l’identità del territorio di riferimento e tramandare alle giovani generazioni documenti
contenenti testimonianze della storia e della cultura locale. Obiettivo del progetto è quello di salvaguardare il patrimonio immateriale del territorio dell’Alta Val Ceno e migliorare l’accessibilità della documentazione sopra descritta per valorizzare tutti gli aspetti delle tradizioni locali che altrimenti andrebbero dispersi, in particolare i contenuti dei video, ad oggi conservati su mini cassette attengo a riprese di eventi, manifestazioni e notizie del territorio e ad interviste di personaggi intercorsi fra il 1989 ed il 2015, mentre le fotografie risalgono al 1900 e giungono fino al 1950/60 e rappresentano situazioni e personaggi che hanno fatto la storia locale, dimostrando
l’evoluzione socio culturale ed ambientale del territorio. Le attività consistono nel creare una archivio digitale con trasformazione del materiale video (40 video) da mini cassette a VHS e fotografico circa un centaio da analogico a digitale con l’utilizzo di una specifica tecnica informatica per la conversione e una specifica tecnica archivistica per l’identificazione e la descrizione del documento, in modo da facilitarne l’accesso tramite il sito web dell’Ente promotore. Il progetto ha come obiettivi: 1. la tutela del patrimonio storico/culturale immateriale del territorio, 2. la valorizzazione degli elementi identitari della comunità di riferimento. Il progetto si realizza attraverso tre azioni 1) studio e valutazione del materiale; 2) trasformazione/conversione in digitale 3) catalogazione per facilitare la ricerca..

PAOLA MAZZA:

Siamo qui al Castello di Bardi nella Sala dei Principi per raccontare un progetto importante che la cooperativa Onlus Diaspro Rosso si è aggiudicata nell’ambito di un bando di Fondazione Cariparma. Il progetto si intitola Territorio Digitale. Qui alla mia sinistra c’è il Presidente Fabrizio Costa, Presidente di Diasporo Rosso.

Fabrizio, come è nata questa idea di presentare questo progetto Territorio Digitale?

FABRIZIO COSTA PRESIDENTE DELLA COOPERATIVA SOCIALE  DISPRO ROSSO ONLUS DI BARDI

Sicuramente per intersecare il connubio storico-culturale con quello digitale. Il Castello di Bardi, sempre per un bando gestito dall’Onlus-Diasporo Rosso in coordinamento con il Centro Studi Valceno, che è il nostro partner culturale, anche l’anno scorso abbiamo inaugurato questo nuovo strumento per fare una visita in modo digitale. Tramite lo scarico delle nostre app si può fare integralmente il tour di visita in audio guida o corredato dai QR code che indicano i 30 punti di interesse del Castello più le sei sezioni museali.

Su questa lunghezza d’onda vogliamo proseguire su questo intento. È importante la memoria, la storia e la cultura che qua a Bardi e nel contesto del Castello è millenaria, però dobbiamo preservarla. Abbiamo intrapreso questa strada per dar modo sia a livello di video ma anche di contenuti fotografici, che poi vedremo, e con questo ringrazio il Centro Studi che ha messo a disposizione delle raccolte molto interessanti, di preservare questi documenti, scannerizzarli, archiviarli.

Stesso progetto anche riguardano video importanti che riconducono la memoria del territorio del Comune di Bardi. Stiamo lavorando su questo. Oggi diciamo un po’ la presentazione in pompa magna, la conferenza stampa di chiusura di questo progetto.

Poi ovviamente verrà presentato il lavoro anche divulgato. Ringrazio tutte le parti che hanno partecipato a questo lavoro che sicuramente è un primo avamposto, una prima fase perché contenuti ne abbiamo tantissimi. Quindi diventa anche uno step fondamentale per poi magari nel prossimo futuro proseguire e completare questa raccolta a livello multimediale di tutti i documenti storici e culturali del territorio.

PAOLA MAZZA

Ringraziamo ancora Fabrizio Costa per averci illustrato il valore di questo progetto. Passiamo ora ad una fase più analitica. Qui su questo bellissimo tavolo sono stati posizionati alcuni album fotografici che ci raccontano proprio il valore di questo progetto, il valore storico di questo progetto.

Qui di fianco a me c’è il direttore del centro studi della Valle del Ceno, Giuseppe Conti. Ci vuole raccontare un po’ queste immagini, queste fotografie storiche e come avete scelto questo percorso, soprattutto da quando è partito e fino a che periodo pensate di arrivare. Innanzitutto grazie, grazie per questo momento, grazie per l’avvolgimento da parte della Diaspro Rosso.

GIUSEPPE CONTI DIRETTORE DEL CENTRO STUDI VEL CENO

Senza nessuna retorica posso dire che per me è un momento molto emozionante. Vi spiego perché. Perché capisco la lungimiranza di chi negli anni settanta, e sto parlando del Cardinale Antonio Samorè, sto parlando del professor Fumagalli, sto parlando della cara amica fotografa Maria Luisa Forlini.

Capirlo, com’era importante raccogliere, guardando, attenzione, guardando il futuro, anni settanta, ormai sono passati più di cinquant’anni, guardando alle nuove generazioni. Forse allora queste erano foto vecchie, piano piano sfogliando questi album, sfogliando queste immagini, sfogliando le foto dei bambini, dei gruppi, degli uomini. Ormai partiamo dalla seconda metà dell’Ottocento, ma ad oggi più passano gli anni hanno un significato profondo, un significato anche antropologico, un significato sui costumi, sui vestiti.

C’è una foto di contadini con dell’uva, oggi sta in pazza, che può essere d’aiuto. E queste sono una piccola parte del materiale che ha il Centro Studi. Ci sono ancora tantissime foto, ad esempio, di località degli anni sessanta, quindi anche la ricerca architettonica.

Più passa il tempo, più il digitale può aiutarci a metterli in rete. Perché no? Io ho un nipote di dieci mesi, sono convinto che fra venti, trenta, quarant’anni queste foto avranno ancora un altro significato. Bardi ha altri archivi fotografici molto, molto importanti, stiamo cercando di raccogliere, stiamo cercando di mettere in rete.

Ripeto, ci sono foto che possono sembrare particolari, ma per, lo devo ripetere, i costumi, il modo, la famiglia borghese, i signori, no? Perché solo per i costumi sono una ricerca molto importante, ed è solo una goccia e non male. Noi siamo sempre legati alla Diaspro Rosso per le sue iniziative, per noi la memoria, il ricordo, è un modo per vedere il futuro. Solo quando noi capiremo chi siamo, lo dico sempre anche parlando di emigrazione, solo noi capire le nostre radici per guardare il passato, per guardare il presente e per costruire il futuro.

PAOLA MAZZA

Grazie, grazie, sempre molto interessante, ci vorrebbe un vero e proprio convegno, chissà con l’estate magari lo organizziamo. Sicuramente, sicuramente. Qui con noi c’è anche Graziano Cenci, presidente della Proloco di Fornovo e quindi dall’Alta Valle fino alla Bassissima Valle, chissà, magari anche Fornovo può produrre qualcosa di interessante, noi abbiamo l’archivio di Zuffardi, di Casa Zuffardi, che comunque è importantissimo.

GRAZIANO CENCI PRESIDENTE DELLA PRO LOCO DI FORNOVO TARO

Sono rimasto piacevolmente sorpreso di quello che ho trovato qua oggi, vi faccio i complimenti, anzi vorrei dire, vi rendo onore perché veramente lo meritate che avete ancora l’intelligenza e la forza di proseguire su queste strade che si stanno perdendo disperatamente. Vedo che altrimenti se non ci rimane un manipolo di eroi che tirano avanti questa cosa e quindi coraggio, tutta la nostra disponibilità per quello che potrebbe essere, noi la diamo, voglio dire. Quindi complimenti e buon lavoro, ecco.

Paola Mazza, Tg Parmense.

Lascia un commento