DA ALGERI A YAOUNDÉ: LEONE XIV PORTA LA PACE NEL CUORE DELL’AFRICA Il Pontefice conclude la tappa algerina e apre il capitolo camerunense del suo terzo viaggio apostolico di Pierangelo Panozzo
DA ALGERI A YAOUNDÉ: LEONE XIV PORTA LA PACE NEL CUORE DELL’AFRICA
Il Pontefice conclude la tappa algerina e apre il capitolo camerunense del suo terzo viaggio apostolico
di Pierangelo Panozzo
Con parole cariche di entusiasmo, Papa Leone XIV ha definito la tappa algerina «una visita davvero benedetta» e «una bellissima opportunità per continuare a costruire ponti e promuovere il dialogo», salutando dal volo i circa settanta giornalisti di tutto il mondo al seguito del pellegrinaggio.
Il 15 aprile il Pontefice ha lasciato la Nunziatura di Algeri alle 9.15 per trasferirsi all’aeroporto, dove si è svolta la cerimonia di congedo. L’aereo papale è decollato alle 10.10 con destinazione Yaoundé, capitale del Camerun, raggiunta alle 15.20 ora locale.
In Algeria, Leone XIV ha ringraziato le autorità algerine e la Chiesa locale, definita «piccola ma molto significativa», ribadendo l’attualità del messaggio di Sant’Agostino: cercare l’unità tra tutti i popoli e il rispetto reciproco nonostante le differenze. Significativa la visita alla Grande Moschea, a testimonianza di come «sebbene abbiamo credenze diverse, modi diversi di pregare e di vivere, possiamo comunque vivere insieme in pace».
Leone XIV è il terzo Papa a mettere piede in Camerun: il primo fu Giovanni Paolo II nel 1985, il secondo Benedetto XVI nel 2009. Il Paese presenta una composizione religiosa significativa, con i cattolici stimati tra il 28% e il 38% della popolazione.
A Yaoundé il Pontefice ha incontrato il presidente Paul Biya, novantaduenne al potere da oltre quarant’anni, nel Palazzo Presidenziale, per poi recarsi al Palazzo dei Congressi dove ha rivolto un discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. Davanti alle istituzioni camerunensi, il Papa ha lanciato un appello netto: «È tempo di osare un esame di coscienza e un coraggioso salto di qualità», precisando che «l’autorità pubblica è chiamata ad essere ponte, mai fattore di divisione» e che «la sicurezza è una priorità, ma va sempre esercitata nel rispetto dei diritti umani».
La giornata si è conclusa con la visita all’orfanotrofio Ngul Zamba, nel quartiere di Nlongkak a Yaoundé, storico punto di riferimento della capitale per l’accoglienza e l’educazione di bambini orfani e minori in condizioni di grave vulnerabilità sociale.
La visita al Camerun si inserisce in un contesto di particolare sensibilità: i combattenti separatisti della regione anglofona hanno annunciato una pausa di tre giorni nei combattimenti in occasione della presenza del Pontefice, segno tangibile della valenza diplomatica del pellegrinaggio.
Giovedì 16 aprile il Papa si sposterà in aereo a Bamenda, nella regione anglofona occidentale, dove parteciperà a un Incontro per la Pace nella Cattedrale di San Giuseppe e presiederà la celebrazione eucaristica presso l’aeroporto locale. Sono attesi circa ventimila fedeli.
Il viaggio apostolico, il terzo del pontificato di Leone XIV, proseguirà fino al 23 aprile toccando complessivamente Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Undici giorni densi di incontri istituzionali, liturgie e testimonianze di prossimità verso i più vulnerabili: un pellegrinaggio che il Pontefice stesso ha voluto come atto di presenza nel Continente africano, annunciandolo già sul volo di ritorno da Beirut.
