LABORATORIO APPENNINO PARMENSE- l’esperienza di CASE SOTTANE – intervento di Giovanni Codeluppi
GIOVANNI CODELUPPI CASE SOTTANE LABORATORIO PER L’APPENNINO PARMENSE – INTERVENTO
“Ringrazio veramente tutti voi, ringrazio il laboratorio dell’Appennino Parmese, in particolare Gabriele che è sempre stato al nostro fianco da molti anni, da quando abbiamo iniziato un po’ a ragionare sul progetto di comunità che adesso un po’ vi illustrerò.
Case Sottane è un borgo nel comune di Borgotaro, al confine del comune di Bardi, poco prima del passo di Santa Donna, composto da nove edifici, che sono stati parzialmente ristrutturati dalla proprietà, 1700 metri quadri di abitazione, una stalla di 600 metri quadri, una barchessa agricola di 400 metri quadri, inseriti in un contesto naturale che è letteralmente meraviglioso, in 120 ettari di bosco e 80 di terra. Quindi è un posto veramente che è bello, risale al 1300-1400, io sostengo sempre che sapevano dove costruire, sapevano dove… Un amico che abita lì in zona mi faceva notare della presenza, esperto di queste cose, della presenza di affioramenti rocciosi che garantivano stabilità ai luoghi, quindi è veramente un posto meraviglioso.
Cosa vogliamo fare a Case Sottane? È un’idea che nasce da un nostro vissuto, dal mio e di mia moglie, dove facciamo da 30 anni un’accoglienza di ragazzi in difficoltà a Collecchio, qui in pianura, quindi abbiamo vissuto esperienze di comunità, in particolare comunità che sono nel Reggiano, che sono le comunità delle Case Carità e la comunità di Bose, che è una comunità monastica in Piemonte. Il nostro vissuto e queste esperienze ci hanno fatto coltivare da un po’ di anni l’idea di comunità e abbiamo visto questo luogo e lì vogliamo realizzare questa piccola comunità di persone residenti che faranno accoglienza sociale e residenziale di 7-8 ragazzi in difficoltà. Alcuni di questi i servizi ci hanno già chiesto, quelli che accogliamo oggi.
Ci saranno 22 posti letto turistici, ci sarà un refettorio comune nell’edificio più grande, che è un edificio meraviglioso, molto grande, una superficie di 400 metri quadri, dove ci sarà il refettorio, funzionerà da piccolo anche a ristoro rurale e sotto il laboratorio di panificazione, di trasformazione e la cucina e ovviamente tutte le attività connesse a agricole, tutte le attività che sono legate proprio alla vita di quel luogo, quindi soprattutto le attività agricole. L’Università Cattolica di Piacenza ha fatto uno studio qualche anno fa, uno studio agronomico, un business plan per capire la sostenibilità del progetto e per capire cosa dal punto di vista agricolo si può ottenere nel migliore dei modi. Abbiamo festeggiato nella festa di quest’anno, ogni anno facciamo una festa annuale all’inizio di settembre a Case Sottane, quest’anno abbiamo festeggiato un obiettivo che ci siamo dati, abbiamo raggiunto, che era la sistemazione di tre edifici, il primo per l’accoglienza turistica con sette posti letto, il secondo con due appartamenti residenziali, perché forse non vi ho detto che l’idea è di far abitare, perché ci sono gli spazi, cinque famiglie o un nucleo familiare, un nucleo di persone stabilmente.
Quindi abbiamo inaugurato quello, abbiamo inaugurato il salone comune, che è un salone di 100 metri, molto bello, e ci siamo dati alcuni obiettivi prossimi che sono quello di abitare stabilmente il luogo, oggi non è abitato, se non saltuariamente, io vado su con alcuni ragazzi, mi fermo qualche giorno perché abbiamo avviato un progetto che abbiamo chiamato vita comune, dove sperimentiamo un po’ di vita comune con i ragazzi, stiamo mettendo mano ad altri due edifici dove ci sarà una biblioteca abbastanza consistente con sei postazioni di studio e a fianco delle stanze per l’accoglienza turistica e poi un piccolo negozio ufficio, perché l’idea, la comunità produrrà dal punto di vista agricolo dei prodotti e sarà anche un punto di riferimento per le aziende locali. Conosciamo molte attività produttive, piccole attività produttive del luogo che sono veramente eccellenze, io le considero eccellenze e quindi riuscire a favorire questa economia locale la riteniamo veramente importante. L’altro obiettivo su cui stiamo lavorando l’installazione dei pannelli fotovoltaici su una falda della stalla, che è di 600 metri quadri, quindi molto importante per ottenere la sostenibilità e l’autosufficienza dal punto di vista energetico e stiamo ragionando, e siamo all’inizio, sull’acquisto di tutto il compendio immobiliare che non è nostro, noi l’abbiamo in uso adesso per un tempo lungo di 36 anni, però abbiamo iniziato a ragionare sull’acquisto perché è necessario per un progetto del genere che deve avere una visione lunga e quindi stiamo iniziando a ragionare pensando a un soggetto giuridico consono che sarà probabilmente una fondazione di partecipazione, adesso ci stanno lavorando per capire un po’.
E’ molto importante quello che secondo me oggi si sta vivendo, il fatto di avere una condivisione, io ho ascoltato delle cose veramente belle che mi confortano ma soprattutto mi alimentano la speranza per fare quello che stiamo facendo, che sono cose molto molto concrete, perché io lunedì ero a Case Sottane a mettere giù delle pietre con i ragazzi che accogliamo, insomma è tutto questo percorso che voi vi spiegherò brevemente, ma il sapere della possibilità di condividere con un soggetto giuridico che è nato questo laboratorio, un percorso su questi progetti è una cosa che è molto confortante e è veramente molto importante perché in termini di idee, di mediazioni, di valutazioni, di accelerazioni, di ricerca può sicuramente dare un contributo notevole per il futuro del nostro appennino e quindi dialogare con queste persone, con Gabriele c’è un rapporto che dura da tanto tempo su questo progetto, lui è stato sempre nostro fianco, però dialogare su questi argomenti così complessi con persone competenti è veramente decisivo per il buon risultato. Vi elenco alcuni punti che ho pensato e che mi sono venuti in mente durante questa idea. Allora il primo, riabitare e rivivere la montagna in maniera ordinaria nelle attività favorendo partecipazione e coesione sociale, noi non possiamo pensare, io non posso pensare di recarmi a case Sottani in futuro, di pensare a una comunità in quel luogo facendo attività straordinarie, io devo pensare assolutamente ad attività ordinarie, di vita ordinaria, se penso a qualcosa di straordinario tutto velocemente finisce.
Seconda cosa, entrare nel tessuto delle comunità esistenti e favorirne il suo sviluppo senza creare isole chiuse ed essere al servizio del territorio, l’abbiamo sperimentato su di noi, se noi non entriamo e noi siamo riusciti per fortuna perché l’abbiamo come obiettivo, siamo riusciti a entrare nel tessuto della comunità esistente ricevendo molto anche dalle piccole comunità che ci sono all’intorno e non vogliamo creare un’isola chiusa dove tu entri, noi vogliamo creare una comunità di persone che vivono e lavorano aperto all’esigenza del territorio. Il terzo punto, ogni progetto di vita o di ripopolamento o di riorganizzazione o di nuova costituzione richiede sempre risorse economiche, ma la risorsa più importante e decisiva per la buona riuscita è la risorsa umana, prima è stata richiamata da alcuni di voi, è decisiva, è decisiva perché l’esperienza di Case Sottane me lo dimostra, Case Sottane è stata ristrutturata da una famiglia particolarmente ricca, non avendo un progetto umano sotto e la risorsa umana stava tutto crollando, poi qui abbiamo degli amici di Vargotaro che conoscono, quindi la risorsa umana, credetemi i soldi sono necessari e ne abbiamo bisogno di tanti, però la risorsa umana è assolutamente decisiva anche perché vi garantisco che tutti i lavori, qualcuno di voi è stato a Case Sottane, ma molti lavori che sono stati fatti sono stati fatti con i ragazzi, con proprio la risorsa umana, ma non solo, noi abbiamo avuto i contatti con alcuni imprenditori della provincia che hanno deciso di regalarci tutto il materiale per fare i sottofondi e i massetti per i pavimenti, questa è una risorsa umana anche se si trasforma poi in risorsa economica perché sono migliaia e migliaia di euro regalati, un’azienda di Vargotaro ci ha donato 1700 metri quadri di piastrelle bellissime, quindi tutte queste sono quelle risorse umane che sono assolutamente necessarie. Quarto punto, occorre riconoscere la bellezza del nostro appennino che io continuo a chiamare e lo sperimento sempre bellezza terapeutica perché aiuta a coltivare quella parte di noi che si alimenta col silenzio, con la passeggiata nei boschi, con l’ammirare un tramonto, con il salire sulla vetta di un monte e ci conduce all’essenzialità e alla verità delle cose.
Lo sapete meglio di me perché molti di voi conoscono la montagna, noi accogliamo questi ragazzi, ultimamente ne abbiamo due che stanno facendo un percorso abbastanza complesso di recupero di loro stessi per dei problemi di dipendenze, però la bellezza, molte volte quando noi veniamo su a Case Sottane da collecchio o scendiamo loro mi chiedono di fermarsi e fotografare un paesaggio oppure abbiamo pulito un sentiero che percorrevano i contadini negli anni passati, loro si sono messi lì, hanno tagliato pulito e poi si fermavano a fotografare una pianta, una quercia meravigliosa, quindi la montagna ha in sé delle cose che sono veramente terapeutiche, anche la pianura, anche la riva del Po e le argini del Po, però la montagna ha qualcosa in più, non a caso tutte le esperienze che vi dicevo prima sono nate in montagna, sono nati in montagna i camaldoli che veniva richiamato prima, le case della carità, Bose, sono tutte nate in situazioni molto belle come quelle. Quinto, favorire l’interruzione di quel modus pensandi che definisce luoghi montani complessi, difficili da vivere, non adatti ai giovani, privi di opportunità e servizi. Io lo sento spesso dire questo, ma da quando noi frequentiamo quella vallata, perché è giusto chiamarla vallata, la Valtaro, è esattamente il contrario.
Io da collecchio se devo andare a Parma Nord, nella parte dello Spip, ci metto 45 minuti, se io parto da collecchio e vado a Case Sottane, accelerando un po’ ci metto 50-55 minuti, quindi a Borgotaro, come richiamava prima l’ingegnere o chi altro, non manca nulla, ma anche il Presidente Moretti. L’ultimo punto, la montagna è un luogo di valore, come tanti altri sul nostro territorio, è portatrice di valori, di cultura, di storia, di quella cultura dell’accoglienza che genera buon vivere, che favorisce azioni di bene. Noi abbiamo avuto esperienza, e questo lo sentiamo con forza, che nonostante alcuni dicono la montagna indurisce, indurisce i cuori, l’accoglienza, no, non è vero, non è vero, come in pianura, ma come là, ci sono tutte le situazioni, ma io ho degli esempi di accoglienze di persone della montagna che mi fanno veramente pensare molto bene, e sono per me esempi.
Di recente uno che è scomparso, una persona che abitava lì, che è nato lì, che è scomparso purtroppo in un incidente sotto un trattore, ma era una persona che dimostrava un’accoglienza che era splendida. Finisco. Non possediamo la ricetta noi per case sottane, una cosa anche importante, io sono convinto che adesso questi progetti come il nostro vanno oltre la persona, vanno oltre, ma stiamo creando qualcosa che è legato più al territorio, più all’essere, più a quella zona lì, è veramente qualcosa che va oltre noi e non possediamo la ricetta, però abbiamo alcuni ingredienti che sono secondo me molto importanti, che sono la determinazione di andare avanti, le idee che qualcuno ha richiamato, i passi a misura d’uomo, sinergia, mediazioni, dialogo e ascolto, tutte caratteristiche che il vivere comunitario racchiude in sé intrinsecamente e che è proprio della nostra bella umanità.
Grazie”.
GROPPI CESARE
