Corso Bollicine: FRANCIACORTA – TRENTO DOC – CHAMPAGNE a confronto – INTERVISTA A GIACOMO FAELLI

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bottiglie sfocate

Fornovo Circolo Forum Novum: CORSO BOLLICINE di Bontà Dell’Appenino con GIACOMO FAELLI

Comprendere i grandi vini si può essere di parte. Ma non per gli esperti. La mano dell’uomo. Grand Cru. La genesi del gesso. Il corso è stato organizzato dall’Associazione Bontà dell’Appennino.

TRE VINI A CONFRONTO: FRANCIACORTA, TRENTO DOC, CHAMPAGNE

“Le peculiarità che hanno, prendono la testimonia rispetto agli altri, non come terrempo dell’uomo, ma come natura. È difficile riassumerlo con degli aggettivi, però se dovessi definire i Trento doc sono dei metodo classico di montagna, estremamente minerali, freschi, con una bellissima tensione.

In Franciacorta ci trovo più florealità e più espressività aromatica, al netto di quelle che possono essere le differenze tra le diverse zone produttive, quindi stiamo molto generalizzando. Lo Champagne è completezza, varietà, gessosità, mineralità e freschezza. Quando si parla del mondo del metodo classico è il punto di riferimento.

LA MANO DELL’UOMO

La mano dell’uomo è difficile perché oggi in un modo, domani in un altro, sono talmente tanti gli operatori sul mercato, i vignaroni sul mercato, che oggi possono essere, anzi diciamo la verità, è talmente tanto eterogenea la mano dell’uomo che è differente e trasversalmente tra le diverse zone è uguale. Allora, se devo proprio dirlo, la mano dell’uomo in Trentino la trovo un po’ più omogenea, in Franciacorta trovo un po’ più di intraprendenza di nuove generazioni, con voglia di uscire dagli stilemi e dai canoni classici e in Champagne c’è la storia, la sapienza e la conoscenza. I vignaroni sono i vignaioli, sì in generale, in Champagne i vignaroni sono coloro che hanno le uve di proprietà, in raccolta manipolano i vignaroni.

GRAND CRU

Ad oggi si possono trovare, i Grand Cru erano quei terreni, quelle zone che nella Shell di Champagne sono state elette come le zone con le caratteristiche qualitative migliori rispetto alle altre. Quindi sulla carta quelle che hanno dei terreni dai quali si possono ricavare dei grandissimi Champagne. Al giorno d’oggi si è visto che la mano dell’uomo riesce a andare oltre a questo concetto e anche da zone che non sono Grand Cru ma sono Premier Cru o Saint Cru si possono lo stesso avere degli ottimi Champagne.

LA GENESI DEL GESSO

Il gesso ha delle caratteristiche particolari perché al di là di trattenere acqua ha delle caratteristiche tali per le quali riesce da un punto di vista chimico di pH, di acidi e di zuccheri a dare un equilibrio alle uve dalle quali nascerà lo Champagne. Al contempo per le caratteristiche che ha è precursore di certi aromi all’interno del vino, dei carotenoidi, quindi è un tipo di terreno che non c’è in questo modo come in Champagne in nessun’altra parte al mondo che va sicuramente a complessare, a dare questa grandissima freschezza, questo equilibrio”.

GROPPI CESARE

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