Il farmaco giusto, prima che sia troppo tardi Dall’Europa all’Africa, accesso alle cure, carenze e medicinali falsificati mettono alla prova la sicurezza sanitaria di Pierangelo Panozzo

Il farmaco giusto, prima che sia troppo tardi

Dall’Europa all’Africa, accesso alle cure, carenze e medicinali falsificati mettono alla prova la sicurezza sanitaria

di Pierangelo Panozzo

Per chi aspetta una cura, un medicinale indisponibile non è una statistica. È una terapia rinviata, una preoccupazione che cresce, talvolta una ricerca disperata fuori dai canali sicuri. Ma capire perché quel farmaco non arriva è indispensabile: il ritardo nell’accesso a una nuova terapia, la carenza di un prodotto già in commercio e la vendita di un medicinale falsificato richiedono risposte diverse.

In Europa, la filiera autorizzata dispone di importanti protezioni. Il sistema di verifica delle confezioni, attraverso identificativi univoci e dispositivi antimanomissione, contribuisce a contrastare l’ingresso dei falsi. Fuori dai circuiti controllati, invece, siti ingannevoli e venditori sui social possono trasformare la promessa di una cura in una trappola.

Nel maggio 2026, un’azione internazionale con autorità di 15 Paesi ha colpito una rete che vendeva falsi medicinali e integratori, ingannando anche persone gravemente malate. Separatamente, l’operazione SHIELD VI, condotta tra aprile e novembre 2025 in 30 Paesi, ha portato al sequestro di medicinali illeciti e sostanze dopanti per un valore di 33 milioni di euro. I risultati, annunciati nel febbraio 2026, mostrano la dimensione economica del fenomeno.

Un altro problema è l’accesso alle innovazioni. L’indicatore W.A.I.T. dell’EFPIA, la federazione dell’industria farmaceutica europea, analizza 168 nuovi medicinali autorizzati tra il 2021 e il 2024 in 36 Paesi. La quota di piena disponibilità attraverso i sistemi di rimborso pubblico è scesa dal 42% del 2019 al 28% del 2025. I tempi mediani di accesso vanno dai 56 giorni della Germania ai 1.201 della Romania. Per un paziente, il luogo di residenza può dunque fare una differenza enorme.

Questi dati non misurano le carenze di approvvigionamento e non dimostrano, da soli, un legame con il mercato criminale. Le interruzioni delle forniture richiedono strumenti specifici: produzione affidabile, approvvigionamenti diversificati, cooperazione tra Stati. In questa direzione si muove il Critical Medicines Act, sul quale Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un’intesa provvisoria il 12 maggio 2026.

Nei Paesi africani a basso e medio reddito esaminati da una revisione sistematica, la disponibilità dei medicinali essenziali nel settore pubblico è stimata intorno al 48%. Alla difficoltà di trovare una cura si aggiunge quella di garantirne la qualità. Una meta-analisi pubblicata nel settembre 2026 stima al 17,9% la prevalenza di prodotti non conformi tra i campioni studiati di medicinali materno-infantili e antimalarici.

La distinzione è cruciale: un prodotto sottostandard non equivale automaticamente a un falso. Difetti di produzione e conservazione richiedono controlli e filiere migliori; la falsificazione intenzionale impone anche indagini e repressione penale.

La sicurezza sanitaria si costruisce rendendo accessibili le terapie, proteggendo le forniture e rafforzando laboratori e autorità di controllo. I sequestri sono necessari. Il risultato decisivo, però, si misura nella vita delle persone: il farmaco giusto deve arrivare in tempo, prima che l’attesa diventi danno.

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