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A Villa Ormond la pace diventa responsabilità Sanremo riunisce Rotary, Pistoletto, studiosi e testimoni del dialogo: musica, cinema e diritto umanitario contro la logica dei conflitti di Pierangelo Panozzo

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A Villa Ormond la pace diventa responsabilità

Sanremo riunisce Rotary, Pistoletto, studiosi e testimoni del dialogo: musica, cinema e diritto umanitario contro la logica dei conflitti

di Pierangelo Panozzo

Sanremo, che da anni coltiva la propria vocazione internazionale al dialogo, ha dedicato domenica 27 settembre 2026 un’intera giornata alla costruzione della pace. E lo ha fatto a Villa Ormond, sede dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario: il luogo che più di ogni altro, in città, ne rappresenta la dimensione giuridica. Da decenni l’Istituto forma militari, diplomatici e operatori umanitari di tutto il mondo sulle regole che proteggono la persona anche nei conflitti.

L’incontro, organizzato in occasione della Giornata Internazionale della Pace, è stato promosso dal Rotary Club Sanremo Hanbury, dal Rotary Club Sanremo e dall’Inner Wheel Club di Sanremo. Hanno collaborato il Distretto Rotary 2032, la Fondazione Gariwo, il movimento Combattenti per la Pace e la casa editrice Multimage, con il patrocinio della Città di Sanremo.

Musica e parole

Dopo l’accoglienza e i saluti istituzionali dei rappresentanti del Rotary e dell’Inner Wheel e del sindaco, il pomeriggio si è aperto con il concerto della Filarmonica di Castellamonte. Sono seguiti gli interventi del dott. Giovanni Agosta e del professor Nicola Longo.

Il collegamento con Cittadellarte

Uno dei momenti centrali è stato il saluto in collegamento da Biella di Michelangelo Pistoletto, insieme a Luca Bergamo, segretario generale di Statodellarte. Per Pistoletto l’arte non è ornamento ma responsabilità sociale, uno strumento di dialogo tra culture, fedi e identità diverse. È la visione che il maestro riassume nel simbolo del Terzo Paradiso e nel concetto di Statodellarte, protagonista quest’anno di una grande mostra a Bologna.

Il film e le testimonianze

È seguita la proiezione di “There Is Another Way”, il documentario diretto da Stephen Apkon. Il film è stato commentato in tre interventi:

•Bianca Senatore, della Fondazione Gariwo, la realtà che custodisce la memoria dei Giusti.

•Daniela Bezzi, di Combattenti per la Pace, movimento che riunisce palestinesi e israeliani impegnati insieme nella nonviolenza.

•Franco Manti, professore di Etica Sociale all’Università di Genova.

Le conclusioni

Le conclusioni sono state affidate al Generale di Corpo d’Armata (ris.) Giorgio Battisti, Presidente dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario. Ha moderato Vittorio Toesca. La giornata si è chiusa con un momento conviviale.

Perché qui, perché oggi

La scelta di Villa Ormond non è stata casuale. In un tempo segnato da conflitti aperti, dall’Ucraina al Medio Oriente fino a molte crisi africane dimenticate, parlare di pace nella sede del diritto umanitario significa ricordare una cosa semplice. La pace non è solo un’aspirazione morale: si costruisce anche con regole, istituzioni e persone formate a rispettarle.

La giornata ha tenuto insieme tre linguaggi: la musica, il cinema e la

 parola dei testimoni. Accanto a questi ci sono stati l’arte di Pistoletto e il rigore del diritto internazionale umanitario. È un’idea di pace che non si limita a condannare la guerra, ma prova a costruire ponti concreti tra chi è diviso.

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