Napoli premia l’equipaggio. Il 2027 giudicherà l’industria
Luna Rossa vince la Preliminary Regatta della 38ª America’s Cup. Ma sugli AC75 la differenza la faranno materiali, progettazione e gestione dell’energia.
di Pierangelo Panozzo
Diciassette secondi di vantaggio sul traguardo: è il margine con cui Luna Rossa Prada Pirelli ha battuto Emirates Team New Zealand, detentore del trofeo, nel match race che domenica ha chiuso la Preliminary Regatta della 38ª America’s Cup. Una finale condotta dalla partenza all’arrivo, senza mai cedere la testa, davanti a circa centomila persone sul lungomare Caracciolo.
Il bilancio della tre giorni è netto: quattro successi nelle otto regate di flotta, 71 punti sugli 80 disponibili. Al timone Peter Burling e Marco Gradoni, con Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini. È stata Giubilei, trimmer e unica donna dell’equipaggio senior, a ricevere il trofeo dal ministro dello Sport Andrea Abodi.
Il risultato va però letto per ciò che è. A Napoli si è regatato sugli AC40, barche monotipo identiche per tutti: una prova di equipaggi e tattica, non di progettazione. Il confronto tecnico arriverà nel 2027, con la Louis Vuitton Cup a maggio e il match finale a luglio, sugli AC75.
E sarà un confronto diverso dal passato. Il regolamento impone di riutilizzare gli scafi dell’edizione precedente, ma lascia ampio spazio allo sviluppo. Soprattutto, cambia il cuore energetico della barca: i quattro cyclor, che pedalando generavano la potenza idraulica per regolare le vele, sono sostituiti da un pacco batterie standard, uguale per tutti. La potenza non dipenderà più dalle gambe degli atleti, ma da come ogni team saprà immagazzinare, distribuire e spendere un’energia limitata. Elettronica, idraulica e sistemi di controllo diventano il nuovo terreno di gara.
È qui che la sfida si sposta dall’acqua alla fabbrica. Gli AC75 di Luna Rossa sono usciti dal cantiere Persico Marine di Nembro, nel Bergamasco: l’ultimo ha richiesto oltre 70.000 ore di lavoro di 35 costruttori e circa 3.500 metri quadrati di carbonio pre-impregnato. L’albero alare di 26,5 metri è stato realizzato dal team a Cagliari; Pirelli, co-title sponsor, è partner nello sviluppo tecnologico. La forza di questa filiera non sta in un singolo primato, ma nella capacità di integrare compositi, progettazione e lavorazioni di precisione in un unico sistema. È proprio la competenza che un regolamento fondato su scafi esistenti e nuova architettura energetica mette alla prova.
Napoli, intanto, ha superato il collaudo organizzativo, e Bagnoli è destinata a ospitare il cuore operativo della Coppa. Un’opportunità concreta per un’area che attende da decenni la rigenerazione; il suo valore reale si misurerà su ciò che resterà alla città quando le barche saranno ripartite.
La vittoria di domenica dice che l’equipaggio italiano è pronto. Resta da dimostrare che lo sia anche la macchina. Nel 2027 non vincerà soltanto chi timona meglio, ma chi avrà trasformato un regolamento restrittivo nel miglior progetto industriale possibile. È su questo terreno, più che nel Golfo, che si deciderà se l’Italia potrà finalmente conquistare il trofeo più antico dello sport.

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