Vaticano, Leone XIV firma la nuova Legge Fondamentale: cosa cambia rispetto al testo di Francesco – di Pierangelo Panozzo
Vaticano, Leone XIV firma la nuova Legge Fondamentale: cosa cambia rispetto al testo di Francesco
di Pierangelo Panozzo
Il 31 luglio 2026, nella memoria di Sant’Ignazio di Loyola, Papa Leone XIV ha promulgato la nuova Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, pubblicata su L’Osservatore Romano (QUO-173) ed entrata in vigore con effetto immediato. Il testo sostituisce integralmente quello firmato da Papa Francesco il 13 maggio 2023, quarto atto costituzionale nella storia dello Stato vaticano dopo quelli del 1929, del 2000 e, appunto, del 2023.
Rispetto al testo precedente, la struttura in cinque Titoli e venticinque articoli (uno in più della versione 2023) mantiene inalterati i pilastri fondamentali: la pienezza della potestà di governo del Sommo Pontefice, il ruolo del Collegio dei Cardinali in caso di Sede Vacante, la composizione della Pontificia Commissione e le prerogative papali in materia di grazia e amnistia.
Le novità di rilievo si concentrano soprattutto sull’architettura amministrativa e giudiziaria. Il nuovo articolo 16 codifica in modo esplicito i poteri esecutivi propri del Presidente del Governatorato — direttive organizzative, indirizzi amministrativi, gestione del personale, coordinamento degli organismi — mentre l’articolo 17 introduce per la prima volta una procedura formale di nomina del Segretario Generale, designato dal Papa su proposta del Presidente del Governatorato per un quinquennio, cui viene affidata anche la custodia del sigillo ufficiale dello Stato.
Un altro cambiamento riguarda la figura del Vice Segretario Generale, che in più punti del testo (artt. 9, 16, 17, 18) diventa una carica eventuale — “ove nominato” — anziché automaticamente prevista come nel 2023. Contestualmente, il Presidente della Pontificia Commissione acquisisce la facoltà di invitare alle adunanze, con funzioni consultive, anche il Consigliere Generale.
La modifica più significativa sul piano istituzionale riguarda però la funzione giudiziaria. Dove il testo del 2023 si limitava a un rinvio generico “agli organi costituiti secondo l’ordinamento giudiziario”, il nuovo articolo 22 nomina esplicitamente gli organi giudicanti — Tribunale, Corte d’Appello, Corte di Cassazione — e attribuisce le funzioni inquirenti e requirenti all’Ufficio del Promotore di Giustizia, rinviando per il resto alla Legge sull’ordinamento giudiziario. Una scelta che rende la Legge Fondamentale più esplicita nella descrizione dell’architettura di giustizia dello Stato.
Infine, mentre la legge del 2023 prevedeva una vacatio di circa tre settimane prima dell’entrata in vigore, il nuovo testo del 2026 diventa immediatamente efficace dal momento della promulgazione — segnale di un impianto normativo che Leone XIV ha voluto operativo senza soluzione di continuità, a coronamento del primo anno pieno del suo Pontificato.
