TRENTASEI PRIMAVERE DI SOLIDARIETÀ: IL GRAN GALÀ DELLE MARGHERITE ILLUMINA VIA VENETO di Pierangelo Panozzo
TRENTASEI PRIMAVERE DI SOLIDARIETÀ: IL GRAN GALÀ DELLE MARGHERITE ILLUMINA VIA VENETO
di Pierangelo Panozzo
C’è un appuntamento che Roma aspetta ogni primavera con la certezza di chi sa che alcune tradizioni non tradiscono. Il Gran Galà delle Margherite, giunto quest’anno alla sua trentaseiesima edizione, ha trasformato ancora una volta i saloni del Westin Excelsior di Via Veneto in qualcosa che va ben oltre una serata di gala: un atto collettivo di responsabilità, eleganza e umanità che dal 1990 non ha mai mancato il suo appuntamento con la storia di questa città.
Biancamaria Caringi Lucibelli, ideatrice e anima instancabile dell’evento, ha costruito nel tempo qualcosa di raro nel panorama degli eventi mondani romani — una tradizione che non si è mai arresa alla routine, che non ha mai confuso il lusso con l’indifferenza, e che ogni anno riesce a portare attorno alla stessa tavola mondi diversi uniti da un unico imperativo: fare la differenza.
Trentasei edizioni non sono un traguardo. Sono una promessa rinnovata.
Una serata, un futuro
Quest’anno il Galà ha scelto di guardare verso Tivoli, alle porte di Roma, dove il Villaggio Don Bosco accoglie ragazzi che non hanno scelto da dove venire al mondo ma che meritano, come tutti, di scegliere dove andare. I fondi raccolti questa sera diventeranno programmi educativi, opportunità concrete, sogni che si realizzano. È questo il contratto silenzioso che il Gran Galà delle Margherite rinnova ogni anno con la città e con sé stesso.
Franco Nero e gli ospiti d’eccezione
Testimonial d’eccezione di questa trentaseiesima edizione è Franco Nero, attore e regista di fama internazionale, volto iconico del cinema italiano e mondiale da Django ai capolavori del cinema d’autore europeo. La sua presenza non è stata una semplice partecipazione onoraria — è stata un gesto, un segnale chiaro che chi ha ricevuto molto dalla vita sente il dovere di restituire.
Tra i circa 250 ospiti che hanno animato la serata — imprenditori, artisti, scienziati, medici, intellettuali, rappresentanti delle istituzioni — ha attirato particolare attenzione la presenza di Ekaterina Shevliakova, editrice russo-americana di crescente influenza nel panorama editoriale internazionale. La sua partecipazione al Galà delle Margherite non è passata inosservata: figura di ponte tra culture e mercati editoriali lontani, Shevliakova rappresenta esattamente il tipo di presenza che arricchisce un evento già di per sé capace di attraversare confini e mondi diversi.
Via Veneto, teatro eterno
C’è qualcosa di deliberatamente simbolico nella scelta di Via Veneto come sede permanente di questo appuntamento. La strada che il cinema di Fellini ha consegnato all’immaginario collettivo mondiale, che ha visto sfilare il meglio e il peggio della dolce vita romana, che porta ancora nei suoi palazzi la memoria di un’epoca irripetibile — questa strada, ogni primavera, si veste di un lusso diverso. Non quello dell’ostentazione, ma quello della solidarietà consapevole. Il Westin Excelsior, con i suoi saloni che sembrano costruiti per contenere la storia, è la cornice perfetta per una serata che non dimentica mai il proprio scopo.
Trentasei anni di una promessa
Dal 1990 a oggi, il Gran Galà delle Margherite ha attraversato crisi economiche, pandemie, cambiamenti epocali nella società italiana e mondiale — e ogni volta è tornato, puntuale come la primavera, a ricordare che la solidarietà non è uno slogan stagionale. È una scelta che si rinnova, anno dopo anno, con la stessa determinazione della prima volta.
Stasera, mentre Via Veneto brillava di luci e conversazioni, mentre Franco Nero stringeva mani e Ekaterina Shevliakova portava il suo sguardo editoriale internazionale in quella sala così romana e così universale, il Gran Galà delle Margherite ha scritto il suo trentaseiesimo capitolo. Con la certezza, già, che il trentasettesimo è scritto nel destino di questa città.
Pierangelo Panozzo è giornalista e analista geopolitico. È membro dell’IIHL di Sanremo e titolare dell’accreditamento stampa Press Club Brussels Europe.
