ALBATROS di Dania Accorsi – Case Sottane 2024

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DANIA ACCORSI-CASE SOTTANE 2024

DANIA ACCORSI – ALBATROS CASE SOTTANE 2024

 Qui abbiamo un’azienda, abbiamo la titolare di, aiutami se sbaglio, AB Global Service. Allora io ho scritto, ho fatto io un’interpretazione mia.

Azienda specializzata in servizi che contribuiscono a tenere meglio questo mondo. Ho fatto la poesia. Ad averne cura, quindi manutenzione del verde, manutenzioni stradali, servizi di pronto intervento.

Dania, so che sei personalmente vicina con il cuore. Che hai tanta sensibilità e che sei vicina con il cuore a case sottane. Allora, facciamo così.

Partiamo da capo. Ci dici anche tu due parole sulla tua realtà. Io ti ho già detto che dai un bel contributo a questo mondo, lo rendi migliore, quindi siamo a tema.

 Però dimmi anche tu due parole del tuo impegno.

DANIA CCORSI:

Io lavoro ad AB Global Service.

Premetto che la ditta è stata fondata da mio fratello. Io lo aiuto in questa attività, che è appunto un’azienda di servizi. Quindi servizio manutenzione verde, sgombroneve, pronto intervento e lavori.

Perché facciamo anche lavori di asfaltatura, movimento terra, eccetera. Quindi la mia vita si è sviluppata, fino a qualche anno fa, in modo molto standard. Io sono un tecnico, per cui molto inquadrata su questi temi.

E poi c’è stato un evento che ha cambiato tutto il destino, tutto il mio percorso, che è stata la diagnosi di autismo di mio figlio, Leonardo. Io ho un unico figlio, che ha oggi sei anni, e questo fatto ha sicuramente cambiato il corso della mia vita. E Leonardo mi ha preso per mano e mi ha accompagnato verso un percorso nuovo, che all’inizio sembrava estremamente difficile, e che è tuttora difficile e molto complicato, ma che è un dono assoluto, proprio.

Dico sempre a tutti che Leonardo, al momento della diagnosi, aveva appena compiuto tre anni, e in questi tre anni trascorsi dalla diagnosi mi ha insegnato quali sono i valori e le cose importanti della vita, ed è un bambino e non è verbale. Quindi bisogna che tutti, secondo me, impariamo ad ascoltare anche le parole non dette. Questa innanzitutto la depositiamo qua perché è importante.

Impariamo a depositare parole non dette. Tante volte non ascoltiamo neanche quelle che ci vengono dette a suon di lettere. Allora, questa esperienza ha cambiato profondamente la tua persona.

Sì, ha cambiato profondamente la mia persona perché da quel momento io adesso impegno tutto il mio tempo libero e anche oltre, perché ho scoperto che si può moltiplicare il tempo libero con mio figlio e con delle attività che riguardano l’autismo. Quindi non so se siete preparati su cos’è l’autismo, ma l’autismo, lo spiego brevemente proprio per capire, non è una malattia ma è una condizione in cui si nasce e quindi perdura per tutta la vita ed è caratterizzata sostanzialmente da difficoltà nella comunicazione, per questo che tanti non sviluppano il linguaggio, difficoltà nell’interazione sociale in genere, quindi tutti i contesti sociali risultano essere un problema, e poi attenzione verso le stesse cose, quindi ripetizione, fissazioni, stereotipie, poi si chiama spettro perché ogni persona è diversa dall’altra. Quindi qualsiasi azione quotidiana che noi possiamo pensare di fare, dall’andare a fare spesa, all’andare al ristorante, all’andare a prendere un caffè al bar diventa un problema, quindi è un’esperienza molto forte.

Proprio per questo motivo a un certo punto guardando Leonardo mi sono interrogata su cosa potesse essere utile nel mio piccolo e da lì è nata l’idea di andare a bussare al Parmacalcio perché la mia azienda si occupa di manutenzione del verde, quindi noi ci occupiamo della manutenzione del verde anche del Tardini e del centro sportivo, e ho chiesto di sviluppare qualcosa assieme per poter sensibilizzare un po’ le persone maggiormente. E da lì è nato il movimento che si chiama Always with Blue, che magari qualcuno di voi ha sentito nominare perché abbiamo portato allo stadio 110-115 famiglie con i bambini, i ragazzi. L’esperienza dello stadio se ci pensate è un’esperienza assolutamente per persone con autismo difficile perché ci sono mille difficoltà dal rumore, da stare sotto il sole in mezzo alla confusione, persone che ovviamente urlano, possono esserci cose impreviste, però con la formazione li abbiamo preparati, abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare con l’aiuto dei terapisti e devo dire che è stata una giornata bellissima e alla fine io mi ricordo perfettamente questo ricordo di ragazzi della mia età che non erano mai stati allo stadio e che venivano a abbracciarmi, che per loro non è a volte così semplice, chiedendomi quando l’avremmo rifatto, quelli che riuscivano, quelli verbali.

E questa cosa a me ha dato una risposta grande sul futuro delle mie azioni e quindi Always with Blue è diventata un’associazione sportiva, sempre con il supporto del parmacalcio e ad oggi noi creiamo progetti sportivi di avviamento allo sport per questi ragazzi, ovviamente supportati da terapisti e con l’aiuto di istruttori che hanno fatto formazione specifica per l’autismo e quindi questa è un’attività che è già avviata da un paio d’anni e che è bella perché serve ai ragazzi. Da sola hai approcciato il parmacalcio con questa proposta? Sì, non aggiungo altro perché io sono una rompiscatole. Tutto è più facile quando ci si mette insieme, ci si muove in gruppo, quando si parte da soli? Beh, però devo dire che ho avuto subito delle risposte.

Una delle cose che mi ha colpito di più in questi anni è che sono riuscita a trovare tantissime persone che mi hanno supportato in modo assolutamente volontario e continuano ad aumentare. E secondo te il motivo? Ci sono tante persone buone e positive. Torniamo al nostro strista cervelli? No, al nostro esperto di relazioni.

Sì, fanno molto più notizia i fatti negativi. Accendiamo la televisione e sentiamo cose brutte, disastri, eccetera. Ma in realtà ci sono molte cose positive.

Io vedo anche molti ragazzi e giovani che hanno voglia di impegnarsi e di fare. Quindi cerco di guardare a questo e fare rete così come l’incontro che abbiamo avuto con Giovanni quando ci siamo conosciuti. Abbiamo avuto entrambi questa idea che la rete fosse poi la risposta di tutto.

Io penso che la comunità sia una rete. Se pensiamo al significato della rete, una rete sono fili intrecciati in nodi dove i nodi sono le persone. E una rete serve per tantissime cose.

Serve per supportare, per trattenere, anche per portare in salvo. Bellissime queste tre. Supportare, trattenere e portare in salvo.

Sono concetti che cerco sempre di tenere a mente perché credo che possano fare la differenza. Vi è piaciuta? Poi aggiungo un’altra cosa brevissima che stiamo lavorando adesso con un altro gruppo di persone, anche queste molto buone, molto motivate e molto preparate perché ci sono anche vari professionisti. Stiamo iniziando a lavorare su un progetto che si chiama Albatross che mira alla creazione di un contesto lavorativo protetto per ragazzi adulti.

Proprio perché, la faccio brevissima, le persone con autismo non riescono quasi totalmente ad andare a lavorare in una realtà già esistente per i problemi sensoriali, per il rumore, per mille motivi. Per cui è importante che ci sia un contesto protetto, a loro misura, dove ci siano dei terapisti, delle persone che sanno come apporciarsi perché sono ragazzi che hanno tantissime potenzialità e ancora la nostra società non l’ha capito fino in fondo. Sono persone che ci possono insegnare tantissimo, io questo lo vedo quotidianamente, lo posso assolutamente dimostrare, manifestare e quindi spero, quando vi rincontrerò, di avere delle notizie positive che la cosa si è sviluppata e che ha preso vita effettivamente.

Giovanni, speriamo presto di dire anche noi che Case Sottani la supporta. Cosa dici tu? Già che tu sei sul pezzo da sempre, quindi sei su un fronte che ti è familiare, ci manca quello scattino in più, quando Case Sottani appoggerà, quando Case Sottani supporterà, che bello. Supporteremo qua anche i ragazzi sicuramente, quando hanno bisogno di qualche giorno di vacanza, è un luogo che si presta perché è tranquillo, quindi assolutamente.

Guarda, molto bello, molto molto. Grazie. Grazie.

Aspetto che facciamo un passaggio di testimone”

GROPPI CESARE

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