Laboratorio Appennino – ROBERTO BERSELLI FORUM SOLIDARIETA SOCIALE – intervento
Parma 30-9-2025 – ROBERTO BERSELLI FORUM SOLIDARIETA SOCIALE – Laboratorio appennino – INTERVENTO
“Come voi sapete con l’approvazione del codice del terzo settore il governo ha riconosciuto nel forum nazionale del terzo settore il referente politico delle associazioni del mondo del terzo settore in maniera unitaria, la regione Emilia-Romagna l’aveva già fatto con il forum regionale del terzo settore e con la legge 3 del 2023 la regione Emilia-Romagna ha riconosciuto poi anche i forum provinciali del terzo settore di cui io sono il portavoce e che si affiancano all’attività dei CSV, dei centri di servizi per il volontariato, ma che a differenza di questi non si occupano di fare servizi per il mondo del terzo settore, ma cercano di facilitarne il rapporto con la pubblica amministrazione e di rappresentarli per quanto possibile in maniera unitaria. Perché il forum del terzo settore è coinvolto nel laboratorio per l’Apenino Parmense? Lo spunto mi è venuto dalla presentazione del primo rapporto della giunta regionale sul terzo settore che è stato presentato il 27 alla assemblea regionale del terzo settore e in anteprima il 17 di settembre in un convegno organizzato dal forum insieme ad altri e dal comune di Parma e due slide mi hanno colpito, se noi prendiamo l’Emilia-Romagna, noi guardiamo la presenza delle associazioni di volontariato dove sono concentrate e noi vediamo una cosa abbastanza comune, Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Bologna, la Romagna, lungo la filiera, lungo la via Emilia, ma se noi andiamo a vedere invece il rapporto tra associazioni e territorio la cartina si ribalta e il blu è tutto sulle zone dell’Apenino e il bianco è tutto sulla parte centrale della nostra regione.
Ora voi mi direte certo sono meno le persone e quindi il rapporto questo è vero, è in dubbio, ma è anche vero che se a Parma un cittadino su dieci fa parte di un’associazione, di un’organizzazione, nelle terre alte, come si dice, cinque su dieci fanno parte di un’associazione, cioè il peso dell’associazionismo, del mettersi insieme, del lavorare insieme nell’Apenino e nella montagna è molto più forte ed è molto più sentito che non nel resto della nostra regione e quindi è questo che ci porta a dire che noi possiamo come terzo settore essere una componente importante perché le associazioni sono presidio del territorio mantenendo servizi locali, gestendo beni comuni, penso ai sentieri, ai fugi, alle aree naturali, svolgono uno sviluppo di inclusione sociale perché aiutano a ridurre l’isolamento e favoriscono l’integrazione, creano partecipazione, cittadinanza attiva, promuovono forme di partecipazione democratica, coinvolgono i cittadini, promuovono innovazione sociale e introducono modelli nuovi, parlerete delle cooperative di comunità, ma le cooperative di comunità sono terzo settore. Ecco, sono 1.364 le realtà del terzo settore nella nostra regione, però perché effettivamente il terzo settore possa svolgere questa sua funzione anche in collina, anche nel nostro appennino, ci sono delle politiche di supporto che sono necessarie perché com’è difficile fare agricoltura, fare commercio, fare impresa in alta montagna, anche fare volontariato, anche fare lavoro sociale in alta montagna è più complesso che non farlo in pianura, trovare operatori in appennino è più difficile che trovare operatori sociali in pianura, per questo sarebbe importante che si avessero normative chiare e risorse dedicate per il terzo settore nelle zone di montagna, com’è necessario promuovere ancora di più la coprogrammazione e la coprogettazione tra enti locali e associazioni. Ci sono però anche dei gap, delle difficoltà e uno è che noi manca, questo è un pallino di Eugenio, manca una mappatura locale delle associazioni nelle singole valli, numero, tipologia, sedi, risorse, finanziamento, non conosciamo come le associazioni operano nei comuni montani, quali servizi offrono, vi è una disormogeneità nei loro finanziamenti, manca una visione chiara delle collaborazioni e delle reti già esistenti tra enti locali e associazione e quindi se posso permettermi tre suggerimenti, spunti per il laboratorio, ecco io credo che prima di tutto sia necessario avviare un censimento locale del terzo settore nelle valli e nei comuni dell’alta montagna, questo è un lavoro che ad esempio come forma il terzo settore su Parma noi abbiamo già fatto, abbiamo censito tutte le 700 realtà che operano nella nostra città, esiste il RUNS ma i dati del RUNS non sono utilizzabili e quindi in realtà poi i dati vanno ripresi singolarmente associazione per associazione, credo sia necessario promuovere anche sportelli territoriali che facilitino e supportino le associazioni nelle varie valli e poi l’ultima cosa incentivare la coprogrammazione e la coprogettazione in quella logica che diceva prima il consigliere e che io condivido.
La regione Emilia-Romagna ha appena emanato una DGR, la 398 del 2025, che stanzia un milione di euro per finanziare percorsi di coprogrammazione e di coprogettazione tra enti locali e realtà del terzo settore, quindi un percorso non solo di formazione su questi due nuovi strumenti che sono due strumenti fondamentali previsti dalla nuova legislazione, nuova ormai del 2017 quindi sono ormai otto anni, ma è assolutamente nuova per molte realtà sia amministrative che del terzo settore, quindi promuovere formazione insieme tra associazionismo e enti locali, ma anche proprio sperimentare, progettare e fare coprogettazione insieme e accompagnare questa coprogettazione. Credo che questa potrebbe essere una grandissima opportunità per migliorare il rapporto tra associazionismo e amministrazione, soprattutto nei territori dell’Apennino e della montagna, e io credo che davvero, lavorando insieme, terzo settore e territorio possano fare molto per migliorare le condizioni dell’Appennino, delle persone che ci vivono e di coloro che hanno scelto appunto di vivere, abitare, lavorare in questi luoghi. È per questo che come terzo settore, come forum, noi abbiamo sposato questo laboratorio e mettiamo a disposizione le risorse, poche che abbiamo, ma che volentieri mettiamo a disposizione.
Ringrazio Gloria, ringrazio Luciano per il supporto tecnologico all’iniziativa”.
GROPPI CESARE
