OZZANO TARO Alessio Biondillo a Bassano del Grappa per la consegna del cappello alpino da parte del capogruppo di Fornovo Nicola Bondi
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BIONDILLO LUIGI ALESSIO
BASSANO DEL GRAPPA Consegna Cappello Alpino
Nella suggestiva cornice tricolore di Bassano Del Grappa, 153 giovani volontari di leva, hanno ricevuto il cappello dell’alpino. Tra questi, Alessio Biondillo, residente a Ozzano Taro. Un atto solenne ed emozionante in Piazza della Libertà. Nella città degli Alpini per antonomasia.Biondillo è iscritto al gruppo Alpini di Fornovo Taro.Si diplomato al Gadda di Fornovo, ed è un volontario della Croce Verde Fornovese.
“Sono nato a Parma il 6 ottobre del 2006 e ho frequentato le scuole, prima le media Collecchio, poi l’ITSOS-GADDA da Fornovo. Subito dopo essere uscito dalle superiori a Fornovo ho deciso di arruolarmi nell’esercito.
Ho iniziato questo percorso facendo il RAV all’Aquila per tre mesi nel nono alpini. Dopodiché sono stato assegnato come primo in carico alle truppe alpine e ho frequentato il MITALP, che sarebbe il modulo integrativo delle truppe alpine, ad Aosta. Dopo aver fatto questo corso di tre mesi, dove ho fatto un corso di sci, quindi ho imparato anche a sciare, e ho fatto un corso basico e avanzato da fuciliere, sono stato assegnato al quinto alpini a distanza Vipiteno.
Durante la cerimonia, il 28 febbraio, ho avuto l’occasione di farmi consegnare il cappello da una persona che conoscevo, appunto da Nicola, e ho scelto di farmi consegnare da lui perché pensavo che fosse un gesto molto tradizionale, visto che questa consegna è molto risentita da tutti i veci alpini, e ho scelto lui come persona perché pensavo che fosse la più adatta, e adesso sto facendo questa mia esperienza qui a Vipiteno. Rav, cosa vuol dire? Reggimento addestrativo volontari.
Come mai hai deciso di introdurre questa esperienza? Allora, io inizialmente ho deciso di arruolarmi per l’esperienza, per fare un’esperienza del tutto nuova e per riscoprire un po’ quelli che sono i valori, soprattutto per seguire anche un po’ le orme di mio padre, che è militare di leva, mi parlava molto delle sue esperienze, lui non era proprio un alpino, era un bersagliere, e mi ha spiegato molto di come si vive all’interno della caserma, qual è l’attività, diciamo, generale che si fanno. Poi facendo questa esperienza ho avuto modo di vedere posti che non avevo mai visto, di fare attività che non mi sarei mai immaginato di fare, come anche solo sciare o andare per molti giorni in montagna, ed è un’esperienza che mi sta piacendo, mi è piaciuta e che vorrò continuare a fare.
Sono iscritto qui all’ANA di Fornovo e non solo, a Fornovo faccio anche servizio in Croce Verde. L’emozione di farsi mettere il cappello dal capotruppo di Fornovo? È stata un’emozione molto forte, quasi indescrivibile, perché comunque molte persone non hanno avuto l’occasione di farselo mettere proprio da una persona che conoscevano, ma da una persona della loro sezione che non sapevano magari anche, per esempio, le persone che abitano un po’ più giù.
E farselo consegnare a Nicola è stata proprio una bella emozione, perché si vedono quei valori che una persona ha provato a mandare, diciamo il vecio e il bocia. E è stato giusto così e bellissimo così”.
GROPPI CESARE
