NOCETO i robot di mungitura nelle stalle per la produzione del PARMIGIANO-REGGIANO – INTERVISTA A Paolo Rossi CRPA-RE
NOCETO 13-12-2026 INTERVISTA A Paolo Rossi SUI ROBOT DI MUNGITURA
RASSEGNA AGRICOLTURA AMBIENTE SOCIETà organizzata dal Comune di MEDESANO
IERI OGGI: 70 anni dalla mungitura a mano alla robotica
Abbiamo fatto vedere come si è evoluto il modulo zootecnico, quindi sostanzialmente era questo, diciamo, incremento della produzione un po’ anche di fare il passo della qualità, come è? Sì, allora, diciamo che alcune ricerche hanno mostrato che l’aumento della produzione in certi casi può fare ridurre la qualità. In realtà noi siamo in un’area di produzione di una DOP, quindi è chiaro che l’aspetto della qualità è un aspetto che è sempre stato molto attenzionato.
Quindi nella nostra realtà l’aumento della produzione, che è anche dovuto al miglioramento genetico degli animali, ovviamente, all’alimentazione e a tante altre cose, così come all’innovazione tecnologica, è andato di pari passo con la qualità, comunque, nel senso che la qualità del latte non è peggiorata, altrimenti sarebbe peggiorata la qualità del formaggio. Devo staccare perché sta registrando quello che dice, però… Ah sì, sta registrando proprio… E poi, dunque, ha parlato anche di benessere degli animali nella tecnologia. Beh, allora, io ho fatto vedere in particolare l’aspetto del benessere animale con il robot di mungitura.
Sicuramente il passare da una mungitura in sala, tradizionale, a una mungitura robotizzata, per l’animale è un vantaggio, perché l’animale è libero di scegliere il momento in cui andare a farsi mungere e non ha più il problema che, invece, si evidenzia con le sale di mungitura di essere raggruppato nelle sale di attesa, stare lì magari anche parecchi minuti ad aspettare, in piedi, magari anche in situazioni climatiche non buone, e quindi questo, chiaramente, viene completamente eliminato con l’adozione del robot di mungitura nella sua versione classica, insomma, a libero accesso.
MANO d’OPERA
Sostanzialmente quello che impone l’adozione di un sistema robotizzato di mungitura è il cambio della qualità della mano d’opera, perché non sarà più una mano d’opera che deve fare un lavoro fisico, ma sarà più una mano d’opera che deve fare un lavoro intellettuale, quindi deve avere un livello magari di preparazione maggiore, perché dovrà leggere tanti dati, dovrà seguire le macchine, controllare che le macchine funzionino bene, e quindi questi sono un po’ gli aspetti che sono decisivi nella scelta del robot di mungitura rispetto alla sala.
IL LATO NEGATIVO DELLA TECNOLOGIA
Secondo noi i dati negativi maggiori sono, oltre a un costo di manutenzione che è tendenzialmente piuttosto alto per i robot, è anche il fatto che il robot è una tecnologia piuttosto rigida, cioè va a blocchi di vacche. Mentre io in una sala di mungitura, se ho una sala parametrata a 100 vacche, posso tranquillamente passare a 130 senza che mi succeda nulla, con il robot questo non è possibile, perché a quel punto io devo inserire un altro robot e per far sì che l’efficienza della tecnologia che ho inserito sia buona, dovrò avere il numero di vacche adatto per quella stazione.
Non posso fare un investimento per raggiungere solo 10 vacche, perché mi costa troppo. E quindi bisogna fare molta attenzione ai tempi morti? Esatto, un altro aspetto legato proprio alla gestione del robot e quindi alla sua potenzialità sono i tempi morti, che possono essere tempi morti funzionali che sono all’interno della gestione del funzionamento normale. Poi però ci sono dei tempi morti che sono legati ai rifiuti, al fatto che l’animale stacca il gruppo oppure che il gruppo attacca male, e ovviamente anche alla lunghezza della mungitura.
Quindi quando si adotta un robot, ma vale in generale anche per la mungitura in sala, bisogna avere vacche che si mungono velocemente, perché se io ho vacche molto lente, a lasciare il latte, avrò poche vacche che possono essere munte da quel robot. Quindi una classificazione delle mucche, per esempio quelle di categoria C, sono da escludere? Sono da escludere, esattamente. Quella che mi hai fatto vedere, una vacca che fa poco latte, ma ci mette tantissimo tempo, è chiaramente una vacca che conviene non avere in stalla.
Poi è evidenziato anche un problema con questo sistema dei robot, delle mucche dominanti, cosa c’è? Sì, allora il problema delle mucche dominanti è abbastanza importante con il robot, ancora più che con la sala, perché con la sala in realtà è l’uomo che muove gli animali, quindi vanno tutti nella sala d’attesa. Invece con il robot bisogna porre attenzione alla dominanza, perché alle volte se io ho un’area di attesa ad esempio troppo piccola, le vacche sottomesse hanno paura di avvicinarsi al robot, perché magari lì stazionano vacche dominanti. Se già io ho un’area molto più larga, è più facile per una vacca sottomessa infilarsi nel robot senza avere a che fare con gli altri animali.
E un’altra cosa che bisogna considerare, che abbiamo fatto vedere e che viene fuori anche da delle ricerche, è che è meglio avere un gruppo di 100 vacche con due robot piuttosto che due gruppi di 50 vacche, ciascuno col suo robot. Quindi uno a sedia e l’altro in quadrato. Esatto, avendone due, le vacche sottomesse più facilmente possono arrivare al robot”.
GROPPI CESARE
