Il piccolo atlante del pensiero.
Una Odissea di 2000 anni nel pensiero dell’uomo.
(da Mileto a Pascal)
Si parla di libero arbitrio
Poesia e filosofia che salvano la vita
E di speranza
COSTANTINO MEROSINI
Perché hai scritto questo libro? “Come dicevo alla presentazione, perché sono appassionato di filosofia, ma soprattutto degli uomini di pensiero, della loro vita, e quindi questa passione mi ha spinto a scrivere questo libro. Hai detto anche che poesia e filosofia sono quasi uguali? Sì, riprendendo quella frase di Platone che diceva che la zattera può salvarti dalla vita, la filosofia comuna la filosofia anche alla poesia, anche la poesia può salvarti, poesia e filosofia.
Nel mio libro ho cercato di intrecciare queste due materie. Dunque, quanto tempo hai impiegato a scrivere il libro? Ma circa tre, quattro mesi. Il libro è costituito da 32 racconti e scrivevo circa un paio di racconti a settimana, perché anche prima di scrivere i racconti mi dovevo documentare sul filosofo e anche sull’allievo che parlava di lui.
Sono sempre stato attratto dalla filosofia, per cui, pur lavorando nel campo informatico e dei servizi, poi a casa leggevo libri di filosofia e quindi da sempre, posso dire.
Più che altro ho fatto amicizia con i 64 personaggi di cui parlo nel libro, ma il concetto di filosofia è rimasto quello di prima. Poi hai anche detto che Gesù è stato sulla sabbia e che è andato a bucata a Ghetto. Tu sei un credente? Io ho speranza, ho speranza.
Com’è questa massima? Posso raccontarti un aneddoto. Quando avevo 20 anni, frequentavo l’università a Bologna, ero con un mio amico e un’altra ragazza. Ci ha fermato un professore di sociologia e ci ha detto che stava facendo un’indagine e ci ha chiesto chi è per voi Dio.
La ragazza ha risposto che è il creatore del cielo e della terra. Il mio amico ha risposto che Dio non esiste. Io ho detto che Dio è la speranza e continuo a pensarla come quando avevo 20 anni. Secondo me può essere.
Il libero arbitrio? Forse ci inludiamo di possedere il libero arbitrio. Il nostro destino forse è già scritto, ma nessuno può avere questa certezza. Ma possiamo paragonare il suo viaggio nella filosofia come lo diceva Ulisse? Sì, in un certo senso mi piace con l’accostamento, nel senso che poi… Che è totalmente circoloso.
Come ho detto prima, il viaggio si conclude nel 1600 in una stanza di Blaise Pascal che diceva che l’infelicità degli uomini nasce dal non sapere stare tranquilli in una camera. Io mi sono fermato lì, come dire, sono l’Ulisse che è tornato nella sua Itteca. In quella stanza c’era la mia Itaca.
Quindi hai fatto un viaggio all’Ulisse? Sì, che è durato non dieci anni, ma duemila e passa. Ah, duemila e passa. Sì, raccontando i filosofi da Mileto fino a Pascal.
Prossimo libro ne sto scrivendo uno, come dicevo, sulla storia di un giovane finicio, sul suo primo viaggio in mare. Non so se andrà in porto..
