Fornovo Taro, 60° AVIS ASSISTENZA PUBBLICA LIBRO – I CURA CARI
L’AVIS Fornovo (nata l 7 Gennaio 1966) e la Croce Verde Fornovese (ufficialmente fondata il 16 Dicembre dello stesso anno), celebrano insieme, i loro 60 anni Primo Focus sociale sulla “demenza” A colloquiare con l’autore la presidente locale Avis L’incontro si è svolto al Teatro Lux di Via Battisti.
DAVIDE GIOVANELLI PRESIDENTE CROCE VERDE FORNOVESE – INTERVIST :
“Siamo qui stasera con l’Avis per festeggiare i 60 anni della nostra associazione e dell’Avis perché siamo stati fondati assieme, il primo statuto era firmato nome Avis e Croce Verde e quindi abbiamo deciso quest’anno di non fare una festa unica ma di spalmare un calendario di eventi con alcuni a tema socioculturali come l’evento di stasera della presentazione del libro per portare più eventi durante l’anno e quindi dar modo anche ai nostri stessi volontari e alla popolazione di partecipare sia con temi un po’ più gioiosi e festivi ma anche alcuni temi seri e importanti che riguardano il nostro mondo.
Il mondo del volontariato, della donazione che per noi comunque sono di vitale importanza. Adesso stiamo definendo il calendario ma sicuramente ci sarà uno tema più festivo durante l’estate dove organizzeremo un banchetto, una festa in paese, poi organizzeremo una commedia triatriale o comunque un evento sulla commedia e verso fine anno invece faremo ancora un tema culturale con un’intervista, adesso stiamo parlando con dei medici per farci di trovare un calendario e di dare vari appuntamenti”
MARCO ANNICCHIARICO AUTORE DEL LIBEO “I CURA CARI” – INTERVISTA
“E’la storia mia e di Lucia, mia madre, ma che potrebbe essere la storia di tante altre persone. Infatti leggendo il libro si può cambiare il nome, si può cambiare la città ma le vicende che si vivono sono sempre le stesse.
Far capire cosa vuol dire vivere con una persona con demenza e possano aiutare appunto queste famiglie che sono tante. Non so se c’è un ritorno… Mi sembra che più che altro ci sia un ritorno forzato nel senso che in molti casi le famiglie non hanno altra alternativa. Quindi sono costrette a tenere in casa la persona, sono costrette ad assisterla magari senza avere le competenze, senza avere una rete intorno che dia supporto.
Se ci fosse questa rete secondo me le famiglie continuerebbero a mantenere le persone, a curarle in casa ma semplicemente perché diventerebbe molto più semplice. Il fatto che non sia semplice è una cosa che spesso fa malare anche i familiari, anche i caregiver, i curacari”.
MICHELA ZANETTI PRESIDENTE AVIS Fornovo Taro – INTERVISTA
“IL libro presenta delle bellissime qualità, sicuramente una bellissima scrittura e poi all’interno della prosa diverse poesie, poesie bellissime che tendono a darci delle immagini molto chiare dello stato d’animo dell’autore. Quindi è un libro molto, dal punto di vista letterario, molto significativo, di grandissima qualità e poi alla fine ci si affeziona ai personaggi, non solo a Marco il protagonista, il libro in prima persona, ma sicuramente a Lucia e a Sebastiano.
Lucia è la mamma, intorno a lei ruota tutta la vicenda e è un libro che apre gli occhi su un mondo che forse rimane un po’ nascosto all’interno delle famiglie. Quando c’è un malato di demenza molto spesso ci si ritira. Questo libro apre un mondo che forse a molti è sconosciuto perché appunto la vergogna o l’imbarazzo delle famiglie che sono in difficoltà a volte non ci permettono di capire veramente cosa stia succedendo.
E poi è un libro in cui emerge la forza dell’amicizia, delle relazioni vere, degli amici che ti scegli, che sono i tuoi amici da una vita, che sono la tua vera famiglia quando di fronte a una demenza i parenti a volte iniziano un po’ ad allontanarsi ed è difficile star vicino a una persona con una difficoltà del genere. Quindi è un libro pieno anche di spunti bellissimi su quello che può essere la bellezza delle persone che aiutano, la comunità del condominio, gli amici che telefonano a Lucia anche se è malata di Alzheimer e che la assecondano e non si dimenticano di lei. Ce ne sono due nel libro, un uomo e una donna, uno è Biagio che addirittura le risponde nel suo linguaggio inventato.
Sì, è un libro molto ironico, molto ironico dove un tema così forte viene comunque vissuto con lampi di ironia che ci mettono un po’ a posto e ci permettono di andare avanti e di superare anche i momenti più duri del romanzo. Da consigliare a chi? Da consigliare a tutti perché è un romanzo formativo e informativo. Noi non sappiamo niente della demenza, non sappiamo riconoscere i segnali, non sappiamo bene come muoverci quando incontriamo una persona che ha l’Alzheimer.
Questo libro insegna moltissimo e Marco Annichiarico ci ha regalato anche uno strumento di formazione per essere più consapevoli, per essere informati. Questo può servire a ognuno di noi perché può accadere di riconoscere i segnali prima, questo dovrebbe essere un libro consigliato veramente su larga scala tra quelli che fanno formazione. E poi sicuramente è un libro per chi ama la poesia, questo sì, questo sicuramente sì è da consigliare”
FROPPI CESARE TG PARMENSE
