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Il caso Maduro e il “Cartel de los Soles” Tra narrativa giudiziaria, costruzione geopolitica e zone d’ombra operative – di Pierangelo Panozzo

RICERCA APPROFONDITA – Il caso Maduro e il “Cartel de los Soles”

Tra narrativa giudiziaria, costruzione geopolitica e zone d’ombra operative

 

di Pierangelo Panozzo

Premessa

Ora speriamo davvero che le imbarcazioni colpite antecedentemente nei mari circostanti al Venezuela non fossero di inermi pescatori. È una frase che pesa come un monito: quando la retorica securitaria si traduce in azione, la linea che separa il contrasto al crimine dall’errore irreparabile può diventare sottilissima.

 

Sintesi esecutiva

A gennaio 2026, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha rimodulato radicalmente l’impianto accusatorio contro Nicolás Maduro, arretrando dall’affermazione secondo cui il presidente venezuelano sarebbe stato il leader di un cartello della droga formalmente strutturato — il cosiddetto Cartel de los Soles.

Il nuovo atto d’accusa parla invece di “sistema clientelare” e corruzione sistemica, un cambio semantico che ha conseguenze giuridiche, politiche e operative di prima grandezza.

La cattura di Maduro e l’atto di accusa rivisto

Il 3 gennaio 2026, Maduro e la moglie Cilia Flores sono stati presi in custodia durante un’operazione notturna e trasferiti negli Stati Uniti. Il Procuratore Generale Pam Bondi ha reso pubblico un atto d’accusa rivisto, segnando una cesura rispetto alla narrazione consolidata dal 2020.

Il cambio di narrativa: da “cartello” a “sistema”

L’atto del 2020

Nel marzo 2020, il Cartel de los Soles veniva descritto come organizzazione di narcotraffico gerarchica, menzionata 32 volte, con Maduro indicato come leader.

L’atto del 2026

Nel testo aggiornato, il cartello è citato solo due volte, e non come entità strutturata bensì come meccanismo clientelare: élite politiche e militari che traggono profitto dal narcotraffico senza una catena di comando unitaria.

La differenza non è cosmetica: smonta l’idea di un “nemico organizzato” e la sostituisce con una patologia di sistema.

Cos’è davvero il “Cartel de los Soles”

Origini del termine (1993)

L’espressione nasce come etichetta giornalistica dopo indagini su ufficiali della Guardia Nazionale venezuelana coinvolti nel traffico di droga. I “soli” erano i distintivi di grado sulle spalline.

La lettura degli esperti

•Phil Gunson (International Crisis Group): il cartello “non esiste come entità”; è una scorciatoia linguistica per indicare complicità istituzionali.

•Jenaro Abraham (Università Gonzaga): la rappresentazione come organizzazione terroristica unificata è una costruzione utile geopoliticamente.

•Jeremy McDermott (InSight Crime): cellule disconnesse, non un cartello verticale.

Le evidenze che contano

•Assenza sistematica del Cartel de los Soles nei report annuali DEA sulle minacce del narcotraffico.

•Riconoscimento tacito del DOJ: nel 2026 abbandona l’idea di un cartello strutturato e parla di corruzione clientelare.

La contraddizione politica

Nonostante la revisione giudiziaria, alcuni esponenti politici statunitensi hanno continuato a parlare pubblicamente di “organizzazione criminale transnazionale”, mantenendo una narrativa utile sul piano politico ma non allineata agli atti.

La designazione come “organizzazione terroristica”

Nel 2025, il Cartel de los Soles è stato sanzionato e poi designato come FTO. Critiche autorevoli hanno sottolineato come tali designazioni non richiedano prova in tribunale, fungendo da leva legale in contesti di pressione strategica.

Il contesto storico

La militarizzazione del Venezuela, accelerata negli anni di Chávez e Maduro, ha ampliato le opportunità di rendita illegale. Ma questo precede l’attuale leadership e non configura un cartello unitario sul modello di Medellín.

Reti, non cartelli

Il fenomeno è meglio descritto come costellazione di alleanze tra attori statali e non statali, abilitate dalla protezione politica. Senza coperture e pagamenti, le rotte si chiudono: non c’è una cupola, c’è una permeabilità del potere.

Il nodo operativo: il mare

Ed è qui che torna l’interrogativo iniziale. Se l’impianto accusatorio non sostiene più l’esistenza di un cartello unitario, come sono state selezionate le “minacce” marittime?

La speranza — che è anche un dovere morale — è che nessuna azione abbia colpito inermi pescatori. Perché quando la categoria del “nemico” è costruita, il rischio di errori tragici cresce.

Conclusioni

La revisione del DOJ equivale a un’ammissione sostanziale: per anni, la narrazione del Cartel de los Soles come cartello strutturato ha ecceduto le evidenze. Il passaggio a “sistema clientelare” ridisegna il perimetro legale e indebolisce le giustificazioni più dure di intervento.

Resta una domanda aperta, che riguarda non solo il Venezuela ma l’uso politico del diritto: quando la narrativa cambia, chi risponde delle azioni compiute nel frattempo?

Pierangelo Panozzo

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