**Rimini, dove il drone incontra il vestito usato: Ecomondo 2026 racconta la transizione con gli occhi della geopolitica**
*di Pierangelo Panozzo*
RIMINI, 5 novembre 2026. Basta attraversare un corridoio dei padiglioni di Ecomondo per passare da un muro di indumenti usati, ordinati per colore come un arcobaleno, a un tavolo coperto da rete mimetica su cui sono allineati droni, visori e un’ala fissa. Sono due mondi lontanissimi, uniti dalla stessa idea: le risorse, tutte, vanno rese più efficienti. Questo è il racconto della ventinovesima edizione della fiera di Italian Exhibition Group, aperta il 3 novembre e in chiusura domani.
I numeri dicono che la formula funziona. Sono 30 padiglioni per circa 170mila metri quadrati lordi, con oltre 1.800 brand espositori e una componente estera cresciuta del 19% rispetto al 2025. Più di mille hosted buyer sono arrivati da Europa, Medio Oriente, Asia, Africa e Americhe. Per la prima volta nella storia della manifestazione c’è un Paese ospite: il Messico.
**La transizione diventa strategia**
Il tema dei lavori inaugurali, gli Stati Generali della Green Economy, è chiaro. La green economy non è più solo una proposta ambientale, ma una strategia industriale per ridurre la dipendenza dalle importazioni e contenere i costi dell’energia. Un dato citato nel dibattito riassume la posta in gioco: la bolletta europea del gas nel 2026 potrebbe superare i 240-250 miliardi di euro, contro circa 40 miliardi del 2019.
In questo quadro l’economia circolare entra nel lessico della sicurezza economica. Recuperare materia ed energia dai rifiuti significa avere meno materie prime da importare e più autonomia strategica per l’Europa.
**Dalla stoffa alla Difesa**
Il segno più visibile del cambio di scala è il nuovo padiglione dedicato al tessile. Lì, tra le installazioni, spicca “Shades of Circularity”, il muro di abiti dismessi del progetto artistico SCART del Gruppo Hera. È un’opera che racconta, per colori, le sfide dell’industria tessile verso un futuro circolare, nel momento in cui entrano in vigore le nuove regole europee.
A pochi passi, in uno stand istituzionale in legno e piante, lo scenario cambia. Sotto il grande pannello di un militare in mimetica con la toppa tricolore che lancia un drone, il tavolo espone un drone arancione impermeabile, un visore per il volo in prima persona, un quadricottero compatto e un velivolo ad ala fissa. Accanto, un portatile rinforzato per i comandi.
La presenza della Difesa a una fiera della sostenibilità non è una stranezza. I droni servono per il monitoraggio del territorio, la mappatura dei rischi, la gestione delle emergenze e il controllo di aree da bonificare. Sono tecnologie a doppio uso, civile e militare, che dicono molto sul modo in cui la sicurezza e l’ambiente stanno diventando la stessa conversazione.
**Meccanica, energia, rifiuti**
Il resto della fiera è il cuore industriale della circolarità. Fuori dall’ingresso, il trituratore mobile di Eco Demolizioni su rimorchio campeggia sotto lo slogan “Recover the future”. All’interno si vedono escavatori Atlas per la movimentazione, grandi polipi idraulici e magneti a batteria per il recupero dei metalli. Sotto una tettoia c’è un trattore New Holland alimentato a gas naturale compresso con la scritta “Powered by Waste”: un mezzo agricolo che va a rifiuti. Lo stand ETS espone un motore a gas MAN da 550 kW a 1.500 giri. Nello spazio ENEA, un oggetto nero stampato in 3D a forma di elica fa da biglietto da visita della ricerca.
**L’Africa a Rimini**
Resta lo sguardo verso sud. Debutta l’Africa Investment Hub, spazio di networking per le associazioni africane. È in programma la sesta edizione del Forum Africa Green Growth, con la Struttura di Missione per il Piano Mattei, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e RES4Africa, con attenzione ad acqua e agricoltura. Tra i delegati delle associazioni internazionali compaiono Egitto, Marocco e Sudafrica, mentre gli hosted buyer includono l’Africa Subsahariana e il Nord Africa. Per chi, come me, lavora da anni sui mercati esteri, il segnale è netto: il Mediterraneo allargato è il vero banco di prova della cooperazione industriale europea.
**Quello che resta**
Ecomondo 2026 dice che la transizione ecologica è diventata un tema di competitività, energia e sicurezza. Il muro di vestiti e il tavolo dei droni, a pochi metri l’uno dall’altro, mostrano lo stesso passaggio: dalla sostenibilità come valore alla sostenibilità come strategia.
