Il Papa a San Pietro e un accordo per i bambini a Santa Marta: una giornata di fede e di impegno concreto
di Pierangelo Panozzo
Città del Vaticano, 7 ottobre 2026. Piazza San Pietro gremita, con la folla già radunata agli ingressi un’ora prima dell’inizio e il consueto giro del Papa tra i fedeli esteso fino a piazza Pio XII. È questa la scena con cui si è aperta l’udienza generale di Leone XIV, dedicata alla missione della Chiesa nel mondo contemporaneo, tema del quarto capitolo della Gaudium et spes.
Il Pontefice ha ricordato che la Chiesa non sta né sopra né accanto al mondo, ma ne fa parte: cammina nella storia in mezzo ai popoli e alle culture, condividendone fragilità e bellezza. La sua prima missione, ha spiegato, è aiutare le persone a mantenere vive le domande profonde sul senso della vita, dell’amore e della sofferenza, mentre la ricerca del profitto a ogni costo e la manipolazione dell’informazione spingono verso un’esistenza ridotta al consumo.
Il passaggio più significativo ha riguardato il rapporto con la politica. Il contributo della Chiesa alla città terrena, ha precisato Leone XIV, non è primariamente politico né nei metodi né nei fini: consiste nella testimonianza di fede e carità, insieme all’impegno per la giustizia, la pace e la fraternità. Ma chi adora Cristo non può accettare l’oppressione dei piccoli e dei poveri, né le strutture inique che perpetuano dipendenza e ingiustizia. Il Papa ha affidato ai laici il compito di portare lo spirito del Vangelo nella famiglia, nel lavoro e in ogni ambito della vita quotidiana, avvertendo che la separazione tra fede professata e condotta di ogni giorno è tra i più gravi errori del nostro tempo. Ha infine invitato a un animo libero dalle mode culturali, aperto al mondo ma fedele al messaggio evangelico nella sua integralità.
Nei saluti, il Papa ha rivolto un pensiero ai gruppi linguistici presenti, tra cui i giovani svizzeri in visita alla Guardia Svizzera Pontificia. Nella memoria liturgica della Beata Vergine del Rosario ha rinnovato l’invito a recitarlo, in continuità con l’appello per la pace lanciato nelle ultime settimane.
Fede e carità si sono incontrate poco dopo, alle 12:30, a Casa Santa Marta. Al termine dell’udienza è stato firmato un Memorandum of Understanding tra l’ICC-CIP e la Fondazione Bambin Gesù Cairo. L’accordo è stato sottoscritto da Annemarie Mostert, Presidente internazionale del Consiglio Esecutivo dell’ICC-CIP, e da Monsignor Yoannis Gaid, Presidente e Fondatore della Fondazione ed ex Segretario particolare di Papa Francesco.
Alla firma erano presenti Jenny Elisabeth Bohlin Panozzo, dell’ICC-CIP Italia-Malta-San Marino e membro del Rotary Club Rome International (Distretto 2080), ed Edith Khorakiwala, Major Donor e moglie di Taizoon Fakhruddin Khorakiwala di Bombay-Worli (Distretto 3141). La loro presenza racconta una rete internazionale capace di unire Roma, il Cairo e l’India attorno a un obiettivo comune.
Il legame va oltre la coincidenza di calendario. Nella stessa mattina in cui il Papa ha ricordato che la fede si esprime nell’impegno verso i più piccoli e i più fragili, un accordo internazionale ha preso forma a poche decine di metri da San Pietro. Per chi crede che la carità abbia bisogno di strumenti concreti di azione, è un segnale importante.

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