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**Padre Pio, nel nome di Francesco: l’eredità che attraversa i secoli** *di Pierangelo Panozzo*

**Padre Pio, nel nome di Francesco: l’eredità che attraversa i secoli**

*di Pierangelo Panozzo*

IL 23 settembre, la Chiesa ricorda Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione. È l’anniversario della sua morte, avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1968 nel convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo: cinquantotto anni fa. Ma la data, letta con attenzione, apre a una storia più profonda di un semplice anniversario: quella di un uomo che portò fin dalla nascita il nome di san Francesco d’Assisi, e che in quel nome trovò, decenni dopo, il senso della propria vocazione.

Francesco Forgione nacque il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, in provincia di Benevento, in Campania. A sedici anni entrò nel noviziato dei Frati Minori Cappuccini, ramo riformato della famiglia francescana, assumendo il nome religioso di Pio. Fu ordinato sacerdote nel 1910 e, pochi anni dopo, a San Giovanni Rotondo, ricevette il dono — e insieme il peso — delle stimmate: era il 20 settembre 1918. Le ferite di Cristo, impresse nel suo corpo per circa cinquant’anni, si attenuarono gradualmente negli ultimi mesi di vita, tanto che dopo la morte non se ne trovò più traccia, come ricostruito anche da Vatican News. Padre Pio morì tre giorni dopo l’anniversario di quell’evento, il 23 settembre 1968.

È in questo passaggio — un uomo chiamato Francesco fin dal battesimo, cresciuto nell’ordine che porta il nome del santo di Assisi, segnato dalle stesse ferite che la tradizione attribuisce a Francesco sul monte della Verna nel 1224 — che si coglie il filo che lega le due storie: un’eredità spirituale che attraversa i secoli, fatta di povertà, obbedienza, identificazione con la sofferenza di Cristo, tratti che sono la cifra stessa della spiritualità francescana e che Padre Pio incarnò lungo tutta la propria esistenza.

Beatificato il 2 maggio 1999 e canonizzato il 16 giugno 2002 da Giovanni Paolo II, Padre Pio ha visto fissata la propria memoria liturgica proprio al 23 settembre, giorno della morte. Il suo culto continua a richiamare numerosi pellegrini da tutto il mondo a San Giovanni Rotondo.

Ricordare questa data significa anche ritrovare, nella vita di Francesco Forgione, l’eredità del santo di Assisi: un messaggio di fede, povertà e servizio che, sette secoli dopo, trovò nel frate di Pietrelcina una nuova e sofferta testimonianza.

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