l’artista contemporaneo Gaia Anelli di Sivizzano espone le sue opere allo Spazio3 a Parma – INTERVISTA

Parma, Via Barbieri Spazio3

Dalle meduse in cattività del COVID,  ai nudo contro la violenza sulle donne (dopo la collettiva di Masereto) Gaia Anelli di Sivizzano di Fornovo Taro,  espone le sue opere allo “ spazio 3” di via Barbieri a Parma.

Particolare la  scelta della locandina per dare protezione all’evento. Non solo tele, ma anche sculture di effigi, attratta dal valore della caparbietà. Tante  idee in cantiere da esporre nella prossima  personale.

Francesca Leoni Tg Parmense

MOSTA d’arte Personale ANELLI GAIA A SPAZIO3 PARMA – Intervista

“Dipingere è una passione che ho sempre avuto.Poi si è sviluppata particolarmente nel periodo dei Covid. Quando nessuno sapeva cosa fare, io ho rispolverato questa passione e poi da lì è continuata negli anni. È una cosa che mi fa stare serena, mi piace fare, quindi continuerò a farla.

Questa è la seconda mostra, è la prima mostra personale in cui sono da sola, invece l’altra,  l’avevamo fatta a Masereto con tanti artisti e ognuno portava un po’ delle sue cose.
Questo  è un dipinto a cui sono molto affezionata (figura in locandina ndr) perché secondo me, già partendo dal colore, esprime una grande forza. Insomma, il rosso è un colore molto potente e diciamo che è un volto, una figura che mi comunica molta forza e molta determinazione, quindi è quello il motivo per cui ho deciso di tenere questo per me, anche come Locandina, è per questo, perché nel mio immaginario è una figura molto coraggiosa e molto determinata.

Queste sono due figure iconiche dell’arte, sono Dalì e Frida Kahlo, che ho deciso di riprodurre durante il mio corso di scultura, perché intanto sono figure molto importanti nel mondo dell’arte. Poi sono due icone famosissime, Dalì un po’ per l’eccentricità e per la particolarità dei suoi dipinti, mentre Frida è una potente icona femminista e quindi questo è il motivo per cui ho deciso di riprodurre questi due volti. I baffi,…… c’erano proprio così i baffi Dalì, nelle foto più famose, c’erano proprio dei baffi giganti.

Diciamo che era un po’ il suo dettaglio. Poi, sai, dopo ci si esagera sempre un po’ i dettagli che si vogliono evidenziare. Sono fatti in terracotta, mentre dietro la testa, in uno sono riprodotti ad acrilico alcuni dei dipinti più famosi di Dalì, mentre nell’altro sono impressi alcuni articoli e alcune cose riguardanti i diritti della donna negli ultimi anni.

L’orologio è una figura iconica di Dalì, diciamo che quando uno vede quell’orologio sa già chi l’ha fatto. Allora, l’occhio che si chiama Fiore d’inverno e la bocca che si chiama Resistenza sono due figure ispirate un po’ all’anzianità, alle nonne in particolare, che evidenziano un po’ la resistenza di certe donne nel tempo e la tenacia e il coraggio che ci vuole anche ad invecchiare e a continuare a mostrare la propria femminilità.

Il nudo ispirato a una poesia, una poesia dedicata alle donne e sulla violenza che viene fatta alle donne.

….distruggi tutto è una parte di un verso di questa poesia in cui viene detto da l’autrice…. «Mamma, se la prossima sono io, distruggi tutto!» e quindi è stata ispirata a questo. E viene rappresentato su una donna di schiena, perché potrebbe essere chiunque, potremmo essere tutte noi.

Le Meduse nascono da un desiderio di raccontare qualcosa che tutti abbiamo vissuto, nascono così, nel plexiglass, un po’ per ricordarci la sensazione di claustrofobia e di senso di reclusione che abbiamo vissuto, che abbiamo tutti provato e un po’ perché come le Meduse eravamo in quel periodo tutti in balia di quello che ci succedeva, non potevamo scegliere dove nuotare, dove andare, cosa fare, ma ci lasciamo trasportare dalla corrente da quello che altri decidono per noi.

In più le Meduse, le mascherine fatte di Meduse ricordano un po’ tutte le mascherine che sono finite nel mare, che sciogliendosi con gli anni lasceranno qualcosa dietro di sé, così come il Covid ha lasciato per tanto tempo qualcosa e forse qualcuno continua a lasciarlo.

Ah, la chiave? Non è per la mia mostra. E’ una cosa che ci diamo da chi c’era prima a chi viene adesso. L’artista che c’era prima oggi mi passerà questa chiave per inaugurare questo”.

GROPPI CESARE TG PARMENSE

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