Genova, dietro i pontili c’é l’industria
di Pierangelo Panozzo
Genova, 1° ottobre 2026. Sul Waterfront di Levante si è aperto il 66° Salone Nautico Internazionale, in programma fino al 6 ottobre. Il nastro è stato tagliato dalla premier Giorgia Meloni, insieme al presidente della Regione Marco Bucci e al presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti. Alla cerimonia erano presenti anche il ministro Adolfo Urso e la sindaca di Genova Silvia Salis.
Dietro i pontili, però, c’è l’industria: cantieri, fornitori di elettronica e componentistica, servizi, turismo nautico. Il Salone si articola in cinque aree: yacht e superyacht, motori e imbarcazioni, tecnologia e componentistica, vela e turismo nautico. Domani sono in calendario il Design Innovation Award, alla settima edizione, e il World Yachting Sustainability Forum, alla quinta. Tornano i TechTrade Days, il B2B dedicato a componentistica e servizi. L’edizione 2025 ha contato espositori da 45 Paesi e oltre 1.200 giornalisti accreditati.
Il settore pesa. Nel 2024 la filiera ha generato oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168mila occupati, secondo i rapporti presentati a marzo da Confindustria Nautica, Fondazione Edison e Fondazione Symbola. Il nuovo rapporto “La Nautica in Cifre”, presentato ieri, indica per il 2025 un fatturato dell’industria di 8,72 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% rispetto al 2024. Sui superyacht l’Italia detiene 568 ordini su un portafoglio mondiale di 1.093 unità ordinate, in calo di circa il 4%.
Dove il quadro si complica
Alla cerimonia, la sindaca Salis non è stata invitata sul palco per il taglio del nastro. Fonti di Palazzo Chigi hanno parlato di sorpresa e dispiacere della premier e hanno ricondotto l’accaduto a un errore organizzativo. Salis è intervenuta nel corso della cerimonia, ha definito il Salone il brand che identifica Genova nel mondo e ha invitato la platea ad applaudire i lavoratori Ericsson in presidio fuori dai cancelli. Formenti ha ribadito di collaborare benissimo con la sindaca. Resta un tema di coordinamento tra istituzioni nell’evento simbolo della città.
Più sostanziale è il nodo economico. Per il 2026 Formenti ha indicato a metà settembre un quadro a velocità diverse: la grande nautica continua a crescere, il segmento medio resta stabile pur rallentando, la piccola attraversa difficoltà. Formenti osserva che la situazione geopolitica penalizza in particolare la media e piccola nautica.
Resta una domanda aperta, a cui gli incontri in fiera e i risultati dei prossimi mesi potranno dare risposta. L’area superyacht è stata ampliata. Quanto spazio e quante opportunità commerciali trovano, in parallelo, i piccoli cantieri, l’accessoristica e la nautica più accessibile? L’ampliamento non basta, da solo, a dimostrare un’esclusione. Ma è il punto su cui misurare il Salone.
Perché il successo di questi sei giorni si giudica meno dalle presenze che da ciò che resta dopo la fiera: relazioni commerciali costruite e ordini maturati nei mesi successivi, per imprese di ogni dimensione. Genova ha una vetrina. Deve dimostrare che serve a tutta la filiera.
