CORNIGLIO Roberto Menini espone le sue tele tra Naif-Pop al quadrato del Castello. INTERVISTA
Tra i quadri Naif di Antonio Ligabue e l’art-pop di Handy Warhol, ma soprattutto “saturazione di colori” per dar vita alla vita, il pittore Roberto Menini espone le sue tele al quadrato del castello in Piazza a di Corniglio, accompagnato da Sergia Morini.
ROBERTO MENINI PITTURA NAIF-POP COLORI PER DAR VITA ALLA VITA – INTERVISTA
“Sono nato e cresciuto in Alto Adige, a Bolzano, sono venuto a vivere a Parma in una città meravigliosa con la mia ex moglie che purtroppo oggi non c’è più.
Grazie ad una carissima amica ho trovato la possibilità di esporre i miei quadri, che molti sono stati fatti vicino alla mia ex moglie perché purtroppo negli ultimi anni era invalida e quindi per farle compagnia vicino ho cominciato a dipingere.
Sentivo tutti i suoi commenti, le piaceva questo, questo le piaceva un po’ di meno, però è stato bellissimo perché eravamo vicini, ci volevamo un bene dell’anima, abbiamo vissuto insieme 43 anni, uno più bello dell’altro e purtroppo il destino è quello che prima o poi tutti ce ne dobbiamo andare.
Dipingo della vita perché nella mia vita ho sempre fatto il tecnico, ho progettato case, palazzi, ho progettato scale interne, pareti divisorie per un’azienda dell’Alto Adige, super tende per le divisioni di palestre, avevo le finestre per mansarda, avevo le scale retrattili e nello stesso tempo giravo tutto il Trentino e l’Alto Adige. Quindi tutte le vallate dell’Alto Adige e del Trentino le conosco a memoria.
Gli animali mi sono sempre piaciuti nella mia vita, io ricordo quando ero bambino salivo in casa da mia mamma con le rane, con i vermi, con gli insetti di vario genere e naturalmente mia mamma poverina era disperata, quando andavo al mercato portavo a casa pulcini, portavo a casa natroccoli e quindi questa passione c’è sempre stata. Poi da grande ho avuto diversi cani, uno più bello dell’altro, uno più bravo dell’altro, purtroppo anche loro sono morti perché il tempo passa e quindi adesso mi sono dato la pittura di animali così esotici perché le tigri, leoni e leopardi mi attraggono per la loro bellezza, per la loro grinta, per la loro colorazione e soprattutto perché sono convinto che possano piacere anche ad altri.
Diciamo che noi nella società siamo sempre forse troppo buoni, dovremmo essere un pochino più aggressivi, ci lasciamo sempre sopraffare troppo dai venti, quando invece dovremmo reagire e io ho trovato la forza di reagire grazie a questa amica e soprattutto purtroppo il lutto è stato molto pesante per me.
Il primo anno dopo che mi è morta mia moglie per me era la fine della vita, invece grazie a lei sono rinato e ho ricominciato a dipingere un’altra volta e adesso mi diverto a fare delle esposizioni. Quei tigri cattivi, quei leopardi cattivi li faccio proprio per trovare ancora più il coraggio di reagire nei momenti difficili.
Innanzitutto uso i colori a olio perché ho trovato non sapendo dipingere fin dall’inizio, ho imparato piano piano, ho fatto 15.000 ore di pittura provando di tutto e di più e ho scelto l’olio perché mi sono accorto che a distanza di tempo se c’è qualcosa che non mi piace o mi sembra di aver sbagliato e riesco a correggerlo perché con l’acquarello una volta fatto non si tocca più e con l’acrilico si potrebbe fare però è molto materico e mi piace un pochino meno e invece i colori ad olio sono quelli che si prestano in qualsiasi momento anche a distanza di mesi di anni e poterli ritoccare una volta era bianco adesso posso farlo nero e una volta era nero adesso posso farlo bianco.
All’inizio facevo animali veri e propri e poi ho pensato che soprattutto per la gioventù di oggi che piacciono i colori perché la vita ormai è diventata molto grigia per tutti quello che succede è che dando dei colori diversi anche da animali veri evidentemente forse rallegra di più forse probabilmente dà la possibilità di espandere la propria fantasia cercando di poter pensare che la vita si può essere grigia però si può anche colorare in qualche modo infatti c’è una canzone che ho letto con me datemi un barattolo di vernice e proviamo a ricominciare a ricolorare questo mondo grigio che è sempre stanco di vivere e questo è un po’ il discorso, io lo coloro.
Ma anche Renato Zero in una sua canzone dice venite con me, con un barattolo di colore e date un po’ di colore al mondo”.
LA MOSTRA RIMARRA’ aperta fino al 31 Agosto 2026
GROPPI CESARE TG PARMENE
