FLASH MOD- HeART of Gaza alla 42° Fiera di Fornovo al preludio del Concerto CBF – suonate La Creazione e LAS Nero

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HEART OF GAZA

Fornovo, 31 Luglio 2026 – 42° Fiera di Fornovo – aspettando la Fiera con il Complesso Bandistico Fornovese

Flash Mode (concordato) del Gruppo per la pace delle Valli del Taro e del Ceno con esposizione in Piazza IV Novembre della mostra itinerante “HEART OF GAZA” – rimarrà aperta per tutti i giorno della Fiera, fino al 4 Agosto dopo le ore 18.00.

Interviste al Gruppo della Pace Valli Taro e Ceno – e FLASH MOD (concordato) CON L’IDEATORE DELLA MOSTRA ITINERANTE “MOHAMMED TIMRAZ” – L’arte cura l’anima.

INTERVISTE GRUPPO PACE

GINO MAGNI – Gruppo della Pace Valli Taro e Ceno

Come gruppo per la pace delle valli Taro e Ceno, che è un gruppo formato da persone comuni, da associazioni, cerchiamo di sensibilizzare le popolazioni verso i temi della pace, della non violenza e anche per il disarmo. Nell’occasione della fiera di Fornovo portiamo a Fornovo la mostra Heart of Gaza, che è una mostra itinerante di disegni di bambini realizzata a Gaza da Mohammed Timraz, che per l’altro è qui presente e parlerà dal palco stasera, dove questi bambini esprimono il loro stato d’animo nei confronti di quello che sta succedendo in Palestina”.

PAOLO MERUSI – Gruppo della Pace Valli Taro e Ceno

“Secondo noi è importante tenere vivo questo messaggio che ci viene da questi territori così martoriati, in cui sono morti, stanno morendo 70 mila persone, di cui un terzo sono bambini. E questi sono disegni fatti da bambini, di cui purtroppo due non ci sono più, che ci trasmettono le loro emozioni, che sono anche a volte belle, sereni, ma che poi a un certo punto si fermano di fronte alla violenza occupante dei militari.

Credo che sia importante tenere vivo questo discorso perché nei mezzi di comunicazione con tante guerre…… e questa ci sembra che sia un po’ passata in secondo ordine, quando invece è una tragedia tuttora presente e dove  non si riesce a venirne a capo, non si ha la volontà”.

GIULIANO CURZIOTTI – Gruppo della Pace Valli Taro e Ceno

“Bisogna continuare a sottolineare il fatto che da oltre 80 anni la Palestina continua ad essere occupata, i territori palestinesi vengono ad essere via via occupati da coloni, non lasciando spazio alla popolazione palestinesi. In questi ultimi giorni sentiamo meno dalla televisione quello che sta avvenendo, ma il massacro lì continua, il genocidio continua, i bambini continuano a morire e non si vede una via d’uscita2.

MOHAMMED TIMRAZ – IDEATORE DEL PROGETTO HEART OF GAZA

“Buonasera a tutti, sono molto felice di essere qui. Sono il fondatore del progetto The Art of Gaza. Sono qui dal primo di ottobre e sarò qui per nove mesi.

Sono un ricercatore presso l’Università di Parma in art therapy. Quindi sono il fondatore del progetto The Art of Gaza. A partire dall’inizio del conflitto del 7 ottobre 2023, tutte le scuole, le case e in generale i luoghi che ospitavano i bambini per imparare sono stati distrutti.

Il progetto è un progetto per i bambini, perché i bambini al momento non hanno l’opportunità di frequentare normalmente la scuola. È un progetto per i bambini che vanno dai 13 a 17 anni. Il progetto è nato perché io ho tre nipoti, una delle mie nipotine ha 7 anni e un giorno ho visto un suo disegno che raffigurava un bambino senza testa.

Mi è sembrato subito di vedere qualcosa di strano in questo disegno, quindi la prima cosa che ho fatto è stato chiedere a mia nipote come mai avesse rappresentato un bambino senza testa. La bambina, la nipote ha risposto che ha visto un video pubblicato sui social media di un bombardamento avvenuto nel sud di Gaza e ha visto proprio un’immagine di un bambino senza la testa. Ha capito che è rimasta traumatizzata dalla visione di questo video perché non ha mangiato e non ha dormito per diversi giorni.

Quindi ha avuto un’idea di creare uno spazio per i bambini in modo da poter dare loro l’occasione di poter sbagarsi e distrarsi. Ha creato questo workshop dove i bambini potevano disegnare, potevano fare diverse attività e da quel momento in poi ha notato che sua nipote aveva ripreso a mangiare e a dormire e quindi ha capito che è una forma di terapia e di conseguenza l’arte può curare l’anima. Quindi ogni disegno non è soltanto un disegno ma rappresenta un sentimento perché i bambini cercano di raffigurare quello che rappresenta per loro il genocidio e quali sono le emozioni che suscita.

Quindi in ogni disegno c’è un aspetto del genocidio che purtroppo ha visto morire più di 40.000 bambini. Quindi in questo progetto di arte a Gaza l’obiettivo è quello di mostrare la realtà di Gaza anche perché tanti giornalisti, più di 300 giornalisti sono stati uccisi quindi è importante far vedere la realtà. Sono venuta in Italia per studiare art therapy come ricercatore e ho un team meraviglioso che mi supporta.

Quindi inizialmente il progetto era semplicemente una tenda e 20 bambini ora le tende invece sono 17 e i bambini sono molti di più. Quindi nel progetto di casa viene chiesto ai bambini qual è il loro stile di vita e la risposta dei bambini è semplicemente quello di sopravvivere, di trovare cibo, di trovare un riparo. Nei social media in realtà il genocidio sembra essere terminato ma in realtà non è così ci sono ancora bombardamenti in corso in tutta la striscia di Gaza.

Quando cerco di entrare in contatto con i miei familiari che vivono lì ci vogliono circa dai 5 ai 7 giorni perché la connessione, non c’è connessione quindi è difficile poter contattare le persone lì perché ci sono ancora i bombardamenti e la situazione è veramente disastrosa. Quindi con il progetto il cuore di Gaza noi vogliamo dire e urlare al mondo che siamo delle persone, noi persone palestinesi siamo degli esseri umani, non siamo dei numeri e vi ringraziamo per essere qui ad ascoltarci”.

GROPPI CESARE TG PARMENSE

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