RUBRICA SALUTE E BENESSERE DI MORENA CANALI
ACCOMULATORI
“La sindrome da accumulo. Tutti noi abbiamo la tendenza a conservare oggetti inutili e a lasciare che si accumulino in cantina, negli armadi e anche sulla scrivania. Penne finite che rimangono in mezzo a quelle buone, indumenti logori che ormai non ci vanno più bene e vecchie carte che non sappiamo neanche più di avere. Questi oggetti, però, non interferiscono con la nostra vita quotidiana.
Le persone che, invece, soffrono di accumulo compulsivo possono ritrovarsi a vivere in uno spazio ridotto della propria casa a causa delle eccessive cianfrusaglie accumulate. Arrivano a parcheggiare la macchina fuori perché il garage è inutilizzabile, oppure non usano più la cucina perché, letteralmente, non ci si può più muovere. Chi soffre di accumulo compulsivo non riesce a liberarsi dalla maggior parte degli oggetti di cui entra in possesso, vestiti, soprammobili, vecchi elettrodomestici non più funzionanti, ma anche vecchi giornali, imballaggi di alimenti, bustine di zucchero prese dai bar e, a volte, anche animali.
Oltre a non riuscire a sbarazzarsi dei propri averi, anche se di nessun valore economico effettivo, queste persone spesso tendono a ricercare attivamente differenti categorie di oggetti da poter accumulare. L’acquisizione eccessiva è un tratto distintivo dell’accumulo compulsivo, che caratterizza l’80 o il 90% di chi ne soffre. La metodologia di acquisizione più comune è l’acquisto eccessivo, seguito dall’acquisizione di oggetti gratuiti come volantini oppure quegli oggetti buttati via da altre persone.
Solo un professionista che abbia dimestichezza con questo tipo di disturbo può diagnosticare con sicurezza l’accumulo compulsivo. Una diagnosia curata in ambito psicologico, inoltre, punta a mettere a fuoco in maniera miticolosa i differenti aspetti di quel peculiare accumulo compulsivo di cui soffre quella determinata persona e che quindi non è riducibile ad una semplice generica etichetta. Un oggetto avrà importanza sino a quando tu non te ne libererai”.
Morena Canali, TG Parmense
