BORGOTARO, 10 LUGLIO 2016 – SOTTO I PORTICI DI VIA MANARA
Sotto i portici di via Manara, dove un tempo c’era il “Bar Comercio”, è stata ricordata la “Val “Tarodine” degli anni 1950-1960, quando era ancora abitata da quasi mille persone.Numerosi le domande di un folto pubblico interessato, composto da discendenti ed emigrati, convenuti per l’occasione. Significativa la copertina del libro. A colloquiare con l’Autore il giornalista Massimo Beccarelli. Sono intervenuti Martina Fortunati, assessore del Comune di Borgotaro, e Salvatore Oppo dell’Associazione “Emmanueli- Bernardi” ricerche storiche Valtaresi.
LA VAL TARODINE NEGLI ANNI 1950-1960 LIBRO DI MAURO ERMENE FERRARI intervista
“Ho scritto questo libro, perché io sono nativo di qua, e anche se abito a Parma da una vita, ho mantenuto i rapporti. Le mie radici le ricordo molto bene!. Insomma, volevo che anche qualche di un altro, soprattutto i giovani, potessero avere ricordi un po’ di queste cose, della vita vissuta nel passato, come si viveva, tutti i problemi che la nostra gente ha dovuto affrontare, la povertà, insomma. Ho voluto che ne facessero parte anche i ragazzi, insomma, questo era un po’ l’obiettivo”.
VAL TARODINE ANNII 1950-1960 “C’era la scuola c’era, fino alla quinta elementare, e poi niente, diciamo che i luoghi di aggregazione, la chiesa e l’osteria, erano quelli. L’ho citato perché la storia di questo “abate irlandese” qua non è mai stata chiarita fino in fondo. Ancora oggi ci sono tante nubi su questo. Si sa che è passato da Borgotaro, si sa che è andato in Lunigiana, quindi ha attraversato l’Appennino e quindi i nostri monti, e però ancora oggi si fa fatica a capire quale passo abbia fatto”.
IL PONTE RICOSTRUIto CON AI “Io ho tirato delle conclusioni in base a quello che ho visto, ho letto, eccetera, insomma, ecco, ho fatto delle ipotesi. Era un ponte in pietra che attraversava il Tarodine, il nostro torrente, collegava San Vincenzo con Valdena, queste due frazioni oggi. E’ un ponte antico, si parla di medioevo, e che purtroppo negli anni cinquanta è crollato, è andato giù e si era perso un po’ il ricordo di questo ponte”.
LA VAL TARODINE PARTE DALLA STAZIONE DI BORGOTARO “E arriva vicino ai Due Santi, che è una zona montuosa, in pratica ci sono tre confini là su, c’è il confine della provincia della Spezia, il confine di Genova e il confine di Parma. E diciamo che nasce in quella zona, ecco, non proprio ai tre confini, ma comunque in zona, in quella zona lì montuosa, il Tarodine”.
GLI ABITANTI DI ALLORA “Nell’ultimo lavoro che avevo fatto, precedente, avevo fatto anche queste ricerche, eravamo circa sui ottocento, novecento abitanti, forse vicino ai mille, probabilmente. E adesso “nessuno”. Adesso veramente spopolamento totale e quindi poche famiglie, ci sono tante seconde case, molte acquistate dagli stranieri, tra l’altro, e adesso è così la realtà”.
LA FOTO DELLA COPERTINA DEL LIBRO “intanto perché non ho trovato una foto, cercavo un’altra foto, a dire la verità. Questa qui era talmente rovinata che non pensavo sarei mai riuscito a, invece ci siamo riusciti a renderla, insomma, gradevole, ecco. Questa foto in copertina appresentano tanto. Rappresentano gli abitanti della valle del passato, di quegli anni, 40, 50, con il loro modo di vestire, con la loro povertà anche. Diciamo che è una foto molto molto eloquente su chi eravamo quella volta”.
DIECI ANNI PER SCRIVERE IL LIBRO SULLA VAL TARODINE “Troppo tanto. Diciamo che l’ho iniziato nel 2016, poi ho troncato i lavori nel tempo del Covid, quindi un paio d’anni di relax e l’ho finito adesso”.
PRESENTE UN FOLTO PUBBLICO “C’era un pubblico sia di Borgotaro, sia della vallata del Tarodine, quindi San Vincenzo, Rovinaglia e Valdena, c’erano sia anche degli stranieri, emigranti di terza o quarta generazione, i loro bisnonni erano di Borgotaro o di San Vincenzo e oggi si sono ritrovati qui sapendo di questo incontro e hanno voluto essere partecipi.. Si sono presentati, tra l’altro. È stato interessante.
RINGRAZIAMETI “Devo ringraziare intanto tutti quei paesani che hanno collaborato, che mi hanno intervistato uno per uno, anche nei momenti del Covid, incredibili, con la mascherina eccetera. “Devo ringraziare tanta gente”
GROPPI CESARE TG PARMENSE
