Parmense.net

ATTENTI AL LUPO ?! – – serata AmbientAzioni al Circolo Molinari di Felegara – intervista a Elena Gabbi della fattoria FILI D’ERBA di Borgotaro

LOCANDINA LUPOSPECIALE

Poster YouTube

Felegara di Medesano 30-4-2026 Nel ciclo di incontri della Rassegna “AmbientAzioni” Del Comune di Medesano, al Centro Sociale “Molinari” di Felegara si è parlato del LUPO con Emanuele Fior del “Parchi del Ducato” e Elena Gabbi della Fattoria i FILI, della Riserva Naturale WWF dei Gherardi a Borgotaro. Titolo: ATTENTI AL LUPO ?! Lupo Sì Lupo NO ? E chiarezza sugli allevamenti Al termine degustazione di formaggi dell’Azienda Biologica Amamaja di Albaret

ATTENTI AL LUPO ELENA GABBI BORGOTARO – INTERVISTA –

E’ importantissimo mantenere alta l’attenzione, cioè mai dare niente per scontato.

Gli animali selvatici hanno sempre fame e molto tempo, quindi loro hanno possibilità di osservare, controllano i nostri spostamenti e passano diverse volte per vedere se noi gli offriamo possibilità. Quindi diciamo che mai dare niente per scontato è la cosa ideale. Pensare come gli animali selvatici.

Ci siamo abituati per tantissimi anni, non abbiamo mai smesso di utilizzare attenzione per evitare che la volpe prenda le galline. Con il lupo adesso è la stessa cosa, in questo momento è un momento un po’ particolare, dobbiamo riabituarci a una situazione o comunque cercare di mantenere per il momento i danni prima che magari la natura riesca a ritrovare il proprio equilibrio. Dobbiamo stare attenti a non dare niente per scontato, cioè lasciare fuori cibo molto comodo da prendere, vuol dire tirarsi gli animali a casa.

Quindi non dico che non sia un problema, non dico che non sia un pensiero in più, però l’importante è cercare di concentrarsi su come può essere risolto un problema più che cercare a chi dare la colpa, non so se mi sono spiegata. Lupo sì, lupo no? Sì, perché io non credo che sia necessario in questo momento, che sia opportuno schierarsi in due fazioni diverse, cioè il no o il sì. L’importante è riuscire a trovare soluzioni che possono andare bene per tutti e cercare di capire i problemi che vivono gli altri.

Perché se uno non vive nella zona dove il lupo è presente e ha degli animali non può magari capire la prensione di un allevatore. Questo è uno sforzo necessario da fare, quindi visitare, ascoltare gli allevatori per riuscire poi a sostenerli in qualche modo. Questo non vuol dire che l’allevatore poi debba scaricare i problemi di una gestione generale sul lupo, perché il lupo è veramente l’ultima goccia di un problema che coinvolge allevatori e agricoltori.

Siamo in una situazione già difficile per sé. Il lupo è una goccia in più che nessuno più è disposto a tollerare, a meno che non abbia una visione molto aperta e sia disponibile a trovare altre soluzioni, piuttosto che dire un no e poi continuare a farsi mangiare gli animali. E chiarezza sugli allevamenti.

L’allevamento adesso è quasi considerato il problema che causa l’inquinamento, però il mio punto è che tipo di allevamento, di cosa stiamo parlando, perché l’allevamento al pascolo è la cosa più naturale che c’è. Fa bene al suolo, fa bene al paesaggio, fa bene alle famiglie, fa bene al cibo, perché il cibo è migliore.

Ovviamente parlo di pascolo controllato, di pascolo rigenerativo, non aprire il cancello e lasciare gli animali a se stessi, non parlo di questo. Parlo di una gestione diversa, di un sistema che coinvolge tutta la comunità. L’allevatore deve riprendersi questa dignità.

L’allevamento al chiuso è una sorta di benessere che non è, secondo me, quello che è realmente benessere. Ma siamo tanti, dobbiamo ridurre la carne e non mangiare tutti. Sì, possiamo anche ridurre la carne e mangiare meglio, ad esempio.

O comunque creda che da me, su Borgotaro, ci sono tanti di quei pascoli che sono abbandonati. Ci sarebbe da fare tanto di quell’allevamento al pascolo, che basterebbe solo forza di volontà e credere e mettere meno bastone dalle ruote a chi voglia fare un allevamento diverso”

GROPPI CESARE TG PARMENSE

 

Exit mobile version