ROMA, NODO DI UN’EUROPA CHE NON VUOLE PIÙ GALLEGGIARE SULLA PLASTICA
La missione di Merijn Tinga incontra la rete rotariana ICC-CIP, la stampa internazionale e la coscienza di un continente
di Pierangelo Panozzo
Roma, 22 maggio 2026. C’è una città che nei giorni scorsi ha smesso, per qualche ora, di essere soltanto la capitale di un Paese in ritardo sulla transizione ambientale, per diventare il terminale visibile di una campagna costruita su anni di acqua, dati e diplomazia discreta. Merijn Tinga, biologo di Leiden conosciuto in mezzo mondo come il “Plastic Soup Surfer”, ha completato il 19 maggio la sua traversata di 750 chilometri da Nizza a Roma su una tavola da windsurf ricavata da plastica raccolta nei fiumi europei. Quello che è accaduto nei giorni successivi — un incontro a porte chiuse con i gruppi parlamentari dei tre principali partiti italiani il 20 maggio, e un breve incontro con Papa Leone XIV il 21 — ha concentrato su Roma un’attenzione mediatica che le redazioni di BBC News, RTL Nieuws, NL Times e numerose corrispondenze estere hanno restituito ai rispettivi pubblici con toni inusuali per un tema ambientale: quelli della notizia politica concreta, non dell’appello morale.
La BBC aveva già seguito Tinga durante la sua traversata da Oslo a Londra nel 2023, quando il surfista olandese aveva incontrato i parlamentari britannici a Westminster e i rappresentanti di Coca-Cola, contribuendo — con una pressione paziente e documentata — alla decisione del governo britannico di procedere verso un sistema di deposito cauzionale per contenitori di bevande. Quella copertura editoriale non era stata casuale: era la conseguenza logica di un metodo che trasforma l’impresa fisica in leva istituzionale. Lo stesso schema si è replicato a Roma, con i corrispondenti esteri presenti lungo l’arrivo al Parco Marconi e nelle ore successive, a testimoniare che la storia aveva già un’architettura narrativa solida prima ancora che Tinga toccasse terra sul Tevere.
Ciò che le agenzie non hanno raccontato — perché non era nei comunicati stampa — è la trama istituzionale che ha reso possibile la presenza di quella storia a Roma nel modo in cui si è presentata. Azeglio Fulmini, Ambasciatore del Plastic Soup Project a Bruxelles e figura di lungo corso nel movimento rotariano, ha svolto un ruolo di collegamento silenzioso ma determinante tra la rete europea del progetto EndPlasticSoup e gli interlocutori romani. Il suo lavoro a Bruxelles — costruito su anni di interlocuzione con il Parlamento europeo nel quadro della revisione della Direttiva SUP sulle plastiche monouso — ha preparato il terreno perché Roma non fosse soltanto una tappa geografica ma un passaggio con un seguito istituzionale: la prossima sessione di lavoro a livello europeo sulla Direttiva è attesa entro il 2027, e l’Italia, ancora inadempiente rispetto all’obiettivo del 90 per cento di intercettazione delle bottiglie PET imposto per il 2029, è osservata speciale.
Il Generale di Brigata (R) dell’Arma dei Carabinieri Carlo Felice Corsetti, incoming President del Rotary Club Roma Nord Est per l’anno rotariano 2026–2027, ha rappresentato in questi giorni qualcosa di più di una presenza rotariana. Corsetti porta nel volontariato istituzionale la stessa architettura mentale che governa i comandi operativi: una visione sistemica del problema, la capacità di distinguere tra l’urgenza comunicativa e la pazienza strategica, e la consapevolezza che le istituzioni si muovono quando si costruisce intorno a loro una pressione coerente nel tempo. Il Rotary Club Roma Nord Est — con la sua collocazione nella rete più ampia dei club della capitale e i suoi legami con Rotary Roma International — ha offerto a questa fase della campagna una sponda di accreditamento che non si improvvisa.
Jenny Elisabeth Bohlin, membro del Rotary Club Rome International e co-coordinatrice del Working Group “Programmes, Institutional and Diplomatic Relations” dell’ICC–CIP per il biennio 2026–2028, ha portato in questo contesto una prospettiva che va oltre il perimetro ambientale stretto. Il Working Group che coordina opera su un asse geopolitico che tocca l’India, il Corridoio IMEC e la dimensione istituzionale del rapporto tra Rotary e organismi internazionali. Che l’ICC–CIP abbia sottoscritto un Memorandum of Understanding con EndPlasticSoup nel febbraio 2024 a Londra non è un dettaglio secondario: significa che la rete di Comitati Intercountry del Rotary International — presente in decine di Paesi con una capillarità che nessuna ONG ambientale possiede — ha formalizzato un impegno verso la campagna per il deposito cauzionale europeo, trasformando quella che poteva essere una simpatia diffusa in una struttura operativa con nomi, referenti e agenda condivisa.
La campagna di Tinga non è mai stata, nei fatti, la storia di un surfista eccentrico. È la storia di come una proposta verificabile — il deposito cauzionale riduce dell’ottanta per cento la dispersione di bottiglie e lattine nell’ambiente, come dimostrano i dati olandesi dal 2021 — trova la propria strada verso i parlamenti passando per le reti di persone che abitano le istituzioni senza esserne funzionari. Fulmini a Bruxelles, Corsetti e i rotariani di Roma Nord Est nella capitale italiana, la rete ICC–CIP come infrastruttura sovranazionale discreta: sono tutti anelli della stessa catena di trasmissione. La stampa internazionale ha visto il surfista e il Papa. Quello che si muoveva dietro la scena era più simile a una campagna diplomatica che a un’azione di sensibilizzazione.
Tinga riparte con la consapevolezza di aver aperto una porta in un momento in cui la finestra politica italiana è, per la prima volta, oggettivamente socchiusa: tre proposte di legge sul DRS già depositate alla Camera, firmate da PD, M5S e Fratelli d’Italia, attendono il passo successivo. Bruxelles è il nodo finale. E a Bruxelles, chi conosce il percorso sa già dove bussare.
Pierangelo Panozzo è giornalista e analista geopolitico. È membro dell’IIHL di Sanremo e titolare dell’accreditamento stampa Press Club Brussels Europe.

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